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Auguri per il nuovo anno. Che sia migliore di questo.

(IL DIRETTORE) Il Presidente della Repubblica ha sciolto le Camere: si è chiusa la legislatura e andremo a votare il prossimo 4 marzo 2018 per eleggere un nuovo Parlamento. Una buona occasione che cambiare! La legislatura che si è appena chiusa ha promulgato almeno 3 pessime leggi:
la Legge sulla “Buona Scuola” che obbliga le scuole a inserire nei loro piani dell’offerta formativa tematiche legate all’identità di genere, prestando il fianco all’ingresso d progetti fondati sull’ideologia Gender : quella per cui non siamo uomini o donne, ma quel che vogliamo.
la Legge sulle Unioni Civili, che ha messo sullo stesso piano la Famiglia, fondata sul matrimonio tra uomo e donna e aperta alla nascita di nuovi figli, e le coppie di persone dello stesso sesso. Sia chiaro: ognuno è libero di fare quel che vuole, ma equiparare le unioni alla famiglia è stato un grande errore, che sta portando alle adozioni gay e all’apertura del mercato dei figli tramite l’utero in affitto;

la Legge sul cosiddetto testamento biologico, inoltre, prevede che oggi i medici potranno essere costretti ad applicare qualsiasi volontà dei pazienti, anche quella di esser lasciati morire di sete o per soffocamento nonostante la possibilità di cure appropriate e senza alcun accanimento terapeutico. E’ stata aperta la porta all’eutanasia che nel Nord Europa sta sterminando depressi, malati e anziani, anche contro la loro volontà.
Tre leggi che hanno reso l’Italia un Paese peggiore di prima. E che non hanno “aumentato i diritti”, come dicono i perbenisti, ma tre leggi che i diritti li hanno TOLTI.
Hanno tolto ai Genitori il diritto di priorità nell’educazione dei loro figli, su temi delicati come la sessualità.
Hanno tolto alla Famiglia il diritto di essere tutelata dallo Stato per la sua apertura alla vita e alla crescita dei figli. Hanno tolto ai Medici il diritto di curare i pazienti. I nostri figli sono condannati a vivere in un mondo che nega diritti così elementari? Dal prossimo anno, dovremmo rimettere le cose al loro posto.