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774 milioni di euro per la statale Telesina e la pedemontana veneta.

Giuseppe Pace (Perfezionato in Ingegneria del Territorio dell’Università di Padova). Mentre i politici del Pd decidono di finanziare ulteriormente, fino a ben 563 milioni di euro, il raddoppio sella superstrada Telesina, nulla pensano e promettono per valicare il baluardo montuoso del Matese. Il massiccio del Matese è destinato dall’incuria dei politici, anche locali, ad essere isolato e isolante sia della marginale media valle del Volturno che dell’alta valle del Biferno, nel Molise centrale. Nel 1994 una mia tesi, di perfezionamento in Ingneria del Territorio alla Facoltà d’Ingegneria dell’Università di Padova, stimava il costo della galleria di valico del Matese in 250 miliardi di lire, poco più della spesa deliberata per raddoppiare la già esistente Telesina. Tale superstrada è stata nel passata tristemente nota per mancanza di controlli, né si può dire ad alta voce che è ad alto tasso di traffico. La galleria del Matese tra Guardiaregia, Cusano Mutri e Criscia di Gioja Sannitica, invece, al bivio di Vinchiaturo-Guardiaregia ha il più elevato traffico di automobili e camion dell’intero Molise ed oltre 3000 di essi, giornalmente, potrebbero essere interessati ad attraversare celermente il Matese risparmiando di percorre i 75 km attuali per aggirare il massiccio montuoso per Venafro ad ovest o per il quasi bivio di Benevento ad est. Di questa necessità, viaria tra Molise e Campania e tra Adriatico costiero e Tirreno, se ne parlò ad un affollatissimo Convegno il 30 gennaio 1999 a Cusano Mutri (BN), presente l’On. Nardone, L. Colasanto, come moderatore, e tre relatori tra cui lo scrivente. Fu presente, tra gli invitati, anche il Presidente della Comunità Montana del Titerno, Generale D’Ambrosio, che pure mi aveva condotto, un anno prima, dal Presidente della Provinca di Benevento Avv. Barone. Si prevedeva un consorzio pubblico-privato con pagamento del pedaggio dei fruitori della galleria. I cusanesi, in particolare quelli dell’attiva Pro Loco Cusanese, aspettano e sperano ancora che i loro politici lontani si interessino di tale necessaria infrastruttura viaria, ma continuano a restare isolati e dimenticati tranne la settimana prima delle elezioni. Intanto si stanzia 1,5 milioni di euro per il Parco Nazionale del Matese, voluto dal Pd. Ma leggiamo cosa scrivono, osannando i soldi in arrivo per il raddoppio della Telesina, i mass media locali:”Un lotto (il 1° da San Salvatore a Torrecuso) che già è oggetto di procedure di esproprio e che nelle prossime settimane vedrà la pubblicazione del bando di gara”. Dunque nuovi fondi anche per le ditte che vinceranno le ghiotte gare d’appalto in un territorio non a bassa infiltrazione camorristica. “Nuovi fondi per la Fortorina e per il raddoppio della Telesina”: l’annuncio del Sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti Umberto Del Basso De Caro, dopo l’ultimo incontro al CIPE . “Abbiamo destinato altri 133 milioni di euro per il primo lotto del raddoppio della Telesina tra Benevento e San Salvatore Telesino ha spiegato il Senatore sannita – che vanno ad aggiungersi ai 330 mlioni di euroai già stanziati. Quindi in totale il primo lotto che riguarda i Comunidi San Salvatore Telesino, Castelvenere, Cerreto Sannita, Telese, Solopaca, Vitulano, Paupisi, Ponte, Torrecuso e Benevento è interamente finanziato per l’importo di 463 milioni di euro. Un lotto che già è oggetto di procedure di esproprio e che nelle prossime settimane vedrà la pubblicazione del bando di gara. In merito alla Fortorina che riguarda la variante all’abitato di San Marco dei Cavoti sulla statale 212 della Val Fortore abbiamo stanziato ulteriori 50 milioni di euro che sommati ai 66 milioni di euro, già concessi, arriviamo a 116 milioni di euro. Una variante che si riallaccerà alla ex strada statale 369 Appulo Fortorina, in direzione dei territori dell’alto Fortore e costituirà così un vero e proprio by-pass dell’abitato. E Anche in merito a questa arteria siamo prossimi alla pubblicazione del bando di gara per l’affidamento dei lavori. Sono tanti, tantissimi i fondi che il Governo nazionale a guida PD ha stanziato e sta stanziando per il territorio sannita – conclude il sottosegretario Del Basso De Caro. La continuazione della Fortorina e il raddoppio della Telesina sono due importanti investimenti infrastrutturali che la popolazione sannita attendeva da anni e che crea le condizioni per un ulteriore sviluppo economico del Sannio”.Sul sito di Piedimonte Matese (CE), curato dal prof. Angelo Pepe c’è il cllegamento ipotizzato tra la galleria del Matese e la città ai piedi del Matese meridionale. Sono tanti, tantissimi i fondi che il Governo nazionale a guida PD ha stanziato e sta stanziando per il territorio sannita – conclude il sottosegretario Del Basso De Caro –. La continuazione della Fortorina e il raddoppio della Telesina sono due importanti investimenti infrastrutturali che la popolazione sannita attendeva da anni e che crea le condizioni per un ulteriore sviluppo economico del Sannio”. Tutti questi soldi per la Telesina, svilupperanno meglio le zone interne? Si spera almeno che la trasparenza dell’appalto permetta a ditte serie di lavorare e non le possibili infiltrazioni del malaffare sempre in agguato con sistemi tangentizi sofisticati. Nel nostri Sud bistrattato i soldi spesi per opere ridondanti non sono pochi, né passano nella lente d’ingrandimento democratica dei mass media, spesso asserviti ad osannare il politico di turno, capace di fare arrivare ingenti somme di denaro al Mezzogiorno nostrano. Viceversa, anche la SPV (Superstrada Pedemontana Veneta): chiude il collocamento dei bond come scrivono i mass media “Con la chiusura dell’operazione di collocamento dei bond da parte di JP Morgan per il finanziamento privato della SPV, una delle opere viarie strategiche per il Paese e per la Regione può dirsi avviata verso la definitiva realizzazione. La conclusione dei lavori, mi piace ricordarlo sempre, sulla base dell’impegno portato avanti dalla Regione e della nuova intesa raggiunta col concessionario, avverrà entro il 2020”. Lo sottolinea il Presidente della Regione del Veneto, in relazione all’operazione finanziaria comunicata oggi dal Concessionario della SPV. “Un’operazione quella che si conclude oggi – aggiunge L. Zaia – che toglie definitivamente dal limbo un’arteria destinata a rivoluzionare la viabilità al servizio di uno dei distretti industriali più vitali del Veneto e d’Italia: 94,5 KM di percorso a basso impatto ambientale realizzato per circa 2 terzi in trincea, 16 caselli, 37 Comuni attraversati (22 nel vicentino e 15 nel trevigiano), 68 chilometri di opere complementari, un volume finanziario complessivo di 2,258 miliardi di euro – prosegue Zaia – quel che tuttavia più mi preme sottolineare è la raggiunta tranquillità per gli espropriati, ai quali sono già stati corrisposti 114,749 milioni su un importo complessivo di 311, pari al 36,82 per cento, che rappresenta tuttavia la quasi totalità degli accordi finora sottoscritti, ma anche la certezza per le imprese subappaltatrici e per i loro lavoratori” La superstrada a pedaggio Pedemontana Veneta sarà un’arteria che collegherà Spresiano a Montecchio Maggiore passando per il distretto industriale di Thiene-Schio, per Bassano del Grappa e a nord di Treviso, interconnettendosi a 3 autostrade (da ovest: l’A4, l’A31 E L’A 27). Sarà lunga 94,747km e sarà l’unica superstrada italiana soggetta a pedaggio. Alla stessa si dovranno aggiungere 53 km di viabilità secondaria. La necessità di realizzare un asse che congiungesse le città sorte ai piedi delle Prealpi venete è sorta fin dagli anni Settanta da quando lo sviluppo socio-economico-industriale dell’area pedemontana ha manifestato una crescente richiesta di mobilità. Negli anni Novanta la situazione è diventata critica a causa della progressiva urbanizzazione della campagna veneta e dell’aumento del traffico sull’Autostrada Serenissima. Con l’allargamento dell’Unione Europea e l’apertura delle frontiere ad est a metà degli anni Duemila la situazione è peggiorata, basti considerare che dal 2004 al 2008 il traffico pesante sulla Serenissima è aumentato del 105% (più che raddoppiato). Con l’attuale congiuntura economica (2009-2015), si registra una diminuzione dei traffico del 5-10%. Nel 1990 la pedemontana veneta viene inserita nel Piano Regionale dei Trasporti della Regione Veneto. Nel 1997 è stato firmato un accordo quadro tra la regione e il governo riguardo alla pedemontana e nella Finanziaria del 1999 lo Stato ha stanziato 40 miliardi di lire per 15 anni. Nella finanziaria del 2001 viene prevista la possibilità di realizzare la pedemontana non come autostrada ma come superstrada (possibilità poi applicata per accordo con gli enti locali). Nell’accordo successivo lo Stato delega alla regione la competenza sulla realizzazione dell’opera. La delibera nº 121 del CIPE del 2001 e 2002 inserisce la pedemontana veneta tra gli interventi strategici di preminente interesse nazionale e la società Pedemontana Veneta Spa composta da Autostrade per l’Italia, Autostrada Brescia-Padova, Autovie Venete, Banca Antonveneta, Unicredit e San Paolo presenta un progetto (che, diversamente da quello in costruzione, non comprende la tratta ovest tra l’A4 e l’A31) che nel 2002 viene messo a gara dalla regione. A causa di ricorsi e a causa di una procedura di infrazione dell’Unione Europea i lavori non partono. Nel 2003 viene firmata un’intesa tra il Governo e la regione Veneto e la pedemontana viene inserita tra le infrastrutture di preminente interesse nazionale per le quali concorre l’interesse regionale. Nello stesso anno la società Pedemontana presenta un nuovo progetto che comprende anche la tratta ovest; questo progetto viene poi messo a gara ma alla scadenza nessun progetto alternativo è stato presentato e quindi la società Pedemontana diventa promotrice dell’infrastruttura. Le stime di traffico sono diverse: 33.000 veicoli giorno nello studio del promotore risalente al 2003, appena 15.200 veicoli in quello del 2016 realizzato per Cdp e Bei. Regione Veneto ne ha commissionato uno proprio all’inizio di quest’anno, che fissa il Traffico Giornaliero Medio di circa 20 mila veicoli, aumentati a 27mila applicando uno sconto del 23% per i veicoli leggeri e del 16% per quelli pesanti alle tariffe di pedaggio previste. Ed è su questa stima che il Pef è stato rivisto anche Cdp, Bei e i Ministeri dei Trasporti e dell’Economia. Il blocco dell’opera o la risoluzione del contratto è considerato impossibile per gli enormi danni che comporterebbe. Pure per questa arteria stradale nazionale le critiche non sono poche.