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Televisione. martedì 1 settembre torna Report su raitre

La puntata si intitola: NUTRIRE IL PIANETA, gli approfondimenti di Report sulla sicurezza alimentare. Le inchieste di questa settimana: “VITELLI DOPATI” di Sabrina Giannini
L’inchiesta svela in esclusiva gli atti della magistratura di Cuneo sul commercio delle carni dopate di migliaia di vitelli a carne bianca e l’intervista esclusiva di un veterinario della Asl corrotto da due grandi allevatori italiani di vitelli coinvolti. Dalle intercettazioni emerge come grossisti e macellatori fossero a conoscenza dell’utilizzo delle siringhe agli anabolizzanti. Ma per scoperchiare il sistema è stata necessaria un’indagine degna dell’antimafia, con intercettazioni e pedinamenti, e questo perché i controlli non avevano rilevato nessuna anomalia. I nostri ministri negli anni hanno decantato un sistema di controllo inefficace che proprio in questi giorni è stato pubblicato dal Ministero della salute (Report ad aprile lo mostrò in anteprima). I soliti dati confortanti che in realtà non sono in grado di trovare farmaci in eccesso, sostanze dopanti e residui indesiderati. Per volontà della politica italiana ed europea, visto che i sistemi di controllo esisterebbero.

“INDICAZIONE GEOGRAFICA”
Di Giuliano Marrucci

Per proteggere i prodotti di qualità del territorio, l’Unione Europea da anni emette certificati DOP e IGP, che vengono promossi anche negli spazi di Expo 2015. Ma ad essere tutelata, più dei consumatori, delle tradizioni e dei piccoli produttori, è una forma di concorrenza che impone di levare dai disciplinari ogni riferimento aggiuntivo sulla provenienza delle materie prime, a discapito di potenziali filiere locali virtuose dal punto di vista economico e ambientale. E’ successo così a Recco per la focaccia al formaggio IGP, succede a Modena per l’aceto balsamico, e sta continuando a succedere in Romagna con la lunga diatriba sulla piadina e ad Andria per la burrata.

“I PECCATI DELLA CARNE”
Di Emilio Casalini

Cosa significa “made in Italy” nel mondo dei prosciutti? Oggi è sufficiente che un maiale straniero venga lavorato in Italia per prendere la nostra “cittadinanza”. Un’italianità solo apparente nei prodotti lavorati mentre l’origine della carne è spesso straniera. Nell’inchiesta firmata da Emilio Casalini emerge che la tracciabilità per le carni di maiale lavorate oggi non è prevista e il vero prodotto italiano rischia sempre più di scomparire sotto i colpi della concorrenza straniera e i trucchi degli allevatori nostrani.