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Caro Direttore, inizia a mancarmi l’aria

(Filippo Savarese, CitizenGO) Caro Paolo, Inizia a mancarmi l’aria. Perché la Libertà è come l’aria. Ti accorgi quanto vale solo quando ti manca. E il Comune di Roma nei giorni scorsi ha iniziato a togliere aria a CitizenGO. A tutti noi. Ed è per questo che abbiamo deciso di portare in Tribunale l’amministrazione guidata da Virginia Raggi.
Infatti, due settimane fa siamo stati vittime di una scandalosa censura poltica. Il Comune ha ordinato lo smantellamento di una campagna di affissioni per le strade della Città – regolarmente pagata – sul tema dell’aborto e della difesa della Vita. Lo slogan che avevamo scelto – “L’aborto è la prima causa di femminicidio nel mondo”, facendo riferimento agli aborti selettivi in Asia – ha mandato in cortocircuito per giorni giornali, partiti, collettivi di sinistra, Lobby LGBT.. Per giorni tutti hanno parlato della nostra “scandalosa” campagna a favore della Vita Umana. Fino alla censura del Comune, che ha ordinato all’agenzia di rimuovere subito tutti i 50 cartelloni. E così è stato. Ci hanno imbavagliati come nelle dittature. Io stesso mi sono addirittura meritato una dedica (diciamo così…) su un muro vicino casa… Eutanasia per Savarese… ma non mi spavento di certo.

Vado avanti con grande serenità. La ‘minaccia’ apparsa nel mio quartiere a Roma. Stavolta dobbiamo andare fino in fondo. Ci siamo chiesti se bastasse una denuncia alla stampa e sui social network. Basta solo fare un po’ di rumore? Protestare come al solito? Ci siamo presi qualche giorno per riflettere con cura. E crediamo che la violazione dei nostri diritti – cioè dei tuoi – stavolta sia stata troppo grave. Attaccano CitizenGO per attaccare te. Censurano noi per censurare te. Non ce l’hanno con noi… ce l’hanno con te. Perché pensi controcorrente.
Non credere che questa vicenda riguardi solo chi vive a Roma. Non fare quest’errore madornale! Questo è un caso gravissimo per tutta Italia. Se non reagiremo a Roma, nella Capitale, tutte le altre amministrazioni seguiranno l’esempio senza paura di alcuna nostra reazione. Ovunque. Dobbiamo alzare la testa, in tutta Italia. Dobbiamo reagire. Dobbiamo farlo per noi ma soprattutto per chi verrà dopo di noi: i nostri figli e i nostri nipoti.