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ALATRI (FR) Per marcare il territorio si uccide tra giovani, soprattutto

(Giuseppe PACE). Alatri (FR). Per chi ha studiato un po’ di Etologia forse è più facile capire il movente dell’atroce omicidio avvenuto davanti ad una discoteca di Alatri (FR). La cronaca de mass media riporta: ”Ucciso a sprangate davanti a un locale, ci sono 9 indagati. Nel mirino anche i buttafuori . Il ragazzo di Alatri, aggredito perché aveva difeso la fidanzata, è morto dopo due giorni di agonia. In giornata dovrebbero scattare i primi fermi”. Si sente parlare di branco ed è così: l’Homo sapiens è, non dimentichiamolo mai, anche e soprattutto, un animale, se non si è evoluto abbastanza, anche culturalmente. A tale evoluzione ho dedicato non pochi articoli su questo mass media dell’antica Terra Laboris. Un animale, per affermare il proprio territorialismo, compie dei gesti inconfondibili come il canto del gallo mattutino, la pipi del cane, del gatto, del leone, della tigre, ecc. lungo un perimetro del proprio abituale Habitat. Con l’Homo sapiens, soprattutto dopo il Paleolitico e il nomadismo, si afferma lo stato sociale con le regole che vanno oltre l’io e valide per l’intero insieme tribale. Ciò premesso però sotto le ”ceneri biologiche del comportamento” restano faville ardenti, pronte ad emettere fiamma se gli si dà spazio. Il branco che ha ucciso il singolo giovane ad Alatri, ha manifestato non solo il territorialismo, ma anche un misto di bullismo e di mentalità mafiosa, che l’omertà dei paesani o cittadini alimenta. Un po’, in tutto il territorio del Mezzogiorno, i caratteri del territorialismo appaiono, spesso, più marcati del settentrione, dove se si chiama più facilmente la forza dell’ordine per stabilire e ristabilire l’ordine dettato dalle norme del vivere civile. Difficilmente un meridionale chiama i vigili se il vicino, o l’estraneo del tutto, ha parcheggiato l’automobile, ad esempio, in malo modo oppure la lascia là per molto tempo. Un settentrionale chiama i vigili urbani senza esitare molto e non si preoccupa, come fa il meridionale di essere o apparire scortese. Con questa precisazione, dettata, non dai libri, ma dall’esperienza vissuta da alcuni decenni, non si vuole sostenere una superiorità o inferiorità ma solo un più diffuso senso civico da una parte e non dall’altra del territorio italiano. Nel frosinate, purtroppo, l’omicidio efferato del giovane di Alatri, testimonia un ambiente sociale non edificante poiché la gente ha paura di parlare, di indicare i colpevoli che tutti conoscono. Il tirare a campare, farsi i fatti propri, raggiunge in certe aree meridionali il monito espresso nel proverbio atavico, come appare più in Sicilia soprattutto:”bocca chiusa non entrano mosche”, oppure, come mi disse un amico Direttore didattico e autore di libri localistici, in Molise: “attacca l’asino dove vuole il padrone, anche se sai che là se lo mangiano i lupi”. Dunque il passato è carico di segnali del nostro presente, anche del passato remoto dell’Homo sapiens che viveva più alla stregua degli altri primati, dove i giovan, più impulsivi, aggrediscono facilmente per futili motivi. Ma rileggiamo ancora la cronaca dell’efferato fatto di sangue nel frosinate: ”Si stringe il cerchio intorno al branco che ha massacrato di botte, Emenuele Morganti operaio ventenne di Alatri, venerdì notte dopo una lite in discoteca. Emanuele ha difeso la fidanzata da apprezzamenti volgari ed è stato barbaramente aggredito. I carabinieri di Frosinone hanno convocato in caserma venticinque ragazzi, ma sono nove gli indagati: si tratta di cinque clienti e quattro buttafuori, di cui tre italiani e un albanese , nelle prossime ore alcuni di loro potrebbero essere arrestati. Il pm Vittorio Misiti li ha interrogati per stabilire le varie e diverse responsabilità nel pestaggio. L’attenzione della procura e dei carabinieri si concentra su due giovani italiani, di 24 e 27 anni, con precedenti penali, sospettati di aver inflitto i colpi mortali con una spranga di ferro, più precisamente si tratterebbe di un paletto divelto da un cartello stradale, e attualmente indagati per omicidio preterintenzionale, anche se l’accusa potrebbe trasformarsi in omicidio volontario. Sono ancora in corso interrogatori ed esame delle telecamere per far luce su quanto accaduto esattamente”. Il bullismo a scuola va prevenuto, il più possibile, la goliardia delle università del passato pure rispecchiava spesso una sorta di effimero territorialismo, ecc.. Certi comportamenti non sono dell’Homo sapiens evoluto, ma di quello meno evoluto al quale bisogna insegnare anche applicando le regole repressive alle quale egli è, purtroppo, abituato fin da piccolo dall’ambiente sociale che frequenta. Moto è innato, ma molto anche è appreso dall’ambiente di vita: familiare, amicale, scolastico, sociale. L’evoluzione culturale è soprattutto appresa dall’ambiente.