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E’ strano il commissariamento del Consorzio di bonifica della Piana di Venafro

(Giuseppe PACE). Venafro è una cittadina ricca di storia Sannita e Romana nonché medievale e moderna. La sua pianura, ad est è lambita e solcata dal fiume Volturno, è fertile di ortaggi, frutteti e oliveti noti già dai ceti senatoriali romani che frequentavano la Colonia Giulia venafrana con tanto di nomi altisonanti nell’ambiente sociale di epoca repubblicana e imperiale romana. Cicerone ha scritto di gustose ricette culinarie venafrane. Un venafrano comandò, per conto di Traiano, la Legione di Roma di stanza ad Alba Iulia, in Romania, che vigilava soprattutto le miniere d’oro dei vicini monti Apuseni, utili alla massima espansone imperiale romana. L’agricoltura e gli uliveti di Venafro sono descritti fin dall’antichità: da Marco Porcio Catone, che nel De Agricoltura suggerisce di applicare le tecniche agricole usate a Venafro, a Orazio, che descrive una Venafro ammantata di olivi. Del parco regionale si tratta già nella L. R. n. 23 del 20 ottobre 2004, recante “Realizzazione e gestione delle aree naturali protette”. Il Parco Regionale Agricolo Storico dell’Olivo di Venafro è stato istituito con Legge Regionale n. 30 del 4 novembre 2008. La vegetazione è costituita esclusivamente dagli olivi secolari (Olea europaea) che tuttora vengono coltivati per la produzione dell’olio d’oliva, già conosciuto nell’antichità e citato dal poeta Orazio. Di Venafro si sono occupati molti studiosi e tra tutti mi piace menzionare il locale Medico-Geologo Nicola Pilla, del XVIII secolo, che, fu tra i primi studiosi delle rocce della cima del Matese, il Miletto, nonchè amico del Re di Napoli, che accompagnava a caccia di cinghiali nella vicino Torcino, frazione di Ciorlano (CE). La cittadina venafrana di oggi è la IV più popolata del Molise dopo Campobasso, Termoli e la più vicina Isernia, ne consegue che fa più rumore di altrove il commissariamento del suo Consorzio di Bonifica, che giunge a caldo nel freddo clima invernale locale di gennaio 2017. I comuni che il Consorzio di Bonifica della Piana di Venafro, oltre alla città in cui ha sede l’Ente, accorpa altri 9 comuni: Pozzilli, Sesto Campano, Montaquila, Colli a Volturno, Fornelli, Isernia, Macchia d’Isernia, Monteroduni e Capriati a Volturno (CE) per oltre 10 ettari di territorio amministrato. All’atto della sua creazione il consorzio si estendeva su un territorio di 6.237 ettari che comprendevano parte dei territori di 5 Comuni, appartenenti alla provincia di Isernia e Caserta. Successivamente, con D.R. 344 del 03 novembre 2008, i limiti del Consorzio sono stati estesi a 10 comuni della provincia di Isernia e Caserta, raggiungendo una estensione di ben 10.509 ettari, così suddivisi: territorio consortile del comune di Venafro 2.936 ha; di Pozzilli 1.619 ha; di Sesto Campano 1.391 ha, di Montaquila 833 ha; di Colli al Volturno 683 ha; di Fornelli 486 ha; di Isernia 642 ha; di Macchia d’Isernia 1.130 ha; di Monteroduni 682 ha e di Capriati al Volturno 106 ha. Le ultime elezioni consortili sono avvenute l’11 marzo 2012 e hanno dato il seguente Consiglio dei delegati: Dott. Vittorio Nola (Presidente), Carmine Falciglia (Vicepresidente), Mario Celino, Claudio Peluso e Antonio Verrecchia della Giunta esecutiva, gli altri consiglieri consortili sono: Michele D’Agostino (Consigliere Anziano), A. Di Nardo, M. Celino, R. Cotugno, M. Mascio, D. Pompeo, V. Dorothy e i membri nominati dal Consiglio regionale: N. Angiolillo, R. Siano e M. Vallone. I consorziati dei dieci paesi sono pertanto in attesa dei provvedimenti della Regione Molise. Un fulmine a ciel sereno. In questo modo è stata accolta nella Piana di Venafro l’indiscrezione circa il commissariamento del Consorzio di bonifica. A poco più di un mese dal voto (già fissato per il 19 marzo), dunque, il presidente Vittorio Nola verrà defenestrato dalla carica. E con lui, andranno a farsi a benedire i tanti progetti avviati e quelli futuri. Nonostante i conti in ordine – proprio a dicembre Nola aveva annunciato l’azzeramento dei debiti -, pertanto, la Regione Molise manderà a casa l’amministrazione dell’ente della Piana per far insediare un dirigente regionale, un funzionario che avrà il compito di traghettare il Consorzio almeno per i prossimi tre mesi, scrive R. Prete il 29 c.m.. Appare inaspettata, la decisione regionale del commissariamento dell’Ente consortile, a molti venafrani e comuni contermini. Strana e misteriosa sono i modi di accogliere nella Piana di Venafro l’indiscrezione circa il commissariamento del Consorzio di bonifica. A poco più di un mese dal voto (già fissato per il 19 marzo), dunque, il presidente Vittorio Nola verrà defenestrato dalla carica. E con lui, andranno a farsi a benedire i tanti progetti avviati e quelli futuri. Nonostante i conti in ordine – proprio a dicembre Nola aveva annunciato l’azzeramento dei debiti -, pertanto, la Regione Molise manderà a casa l’amministrazione dell’ente della Piana per far insediare un dirigente regionale, un funzionario che avrà il compito di traghettare il Consorzio almeno per i prossimi tre mesi. Al momento, va detto, non c’è ancora l’atto ufficiale, ma fonti accreditate parlano di un provvedimento in arrivo a giorni. Addirittura, già in settimana il governatore Paolo Frattura potrebbe firmare il decreto. L’indiscrezione iniziata a circolare ieri mattina, praticamente subito dopo l’emendamento approvato in Consiglio regionale, è stata accolta con grande scoramento in città e nell’hinterland. Sia nell’amministrazione in carica (malgrado nessuno abbia voluto rilasciare alcuna dichiarazione) che tra i consorziati che il 19 marzo avrebbero dovuto votare per confermare il presidente Nola o per scegliere un nuovo vertice. Invece, niente voto stando così le cose. A governare la Bonifica per i prossimi mesi sarà un commissario regionale. La gestione straordinaria dovrebbe poi proseguire fino all’approvazione di una legge di riordino che dovrebbe portare all’accorpamento dei Consorzi di Termoli e di Larino che sarebbero in crisi economica. Uno stato che tuttavia non interessa Venafro e la sua fertile e storica Piana. E proprio per questo in molti si sono chiesti quale ratio abbia guidato la Regione se non il solito manuale Cencelli di spartizione del potere negli enti regionali? Tra le altre cose, va ricordato come tra i dieci comuni aderenti ce ne sia pure uno campano, della provincia di Caserta, ovvero Capriati a Volturno che poco o nulla c’entra con le questioni regionali molisane, ma è in orbita con quelle campane nel territorio del medio corso del Volturno. La preoccupazione dei circa cinquemila consorziati molisani è di non avere più una interfaccia con cui confrontarsi per esprimere le proprie esigenze di una terra che comunque resta a vocazione agricola. Ovviamente, ma è l’aspetto al momento secondario, nel cestino finiranno pure le bozze di lista che erano state compilate in vita dell’atteso appuntamento con il rinnovo delle cariche. La situazione è in evoluzione, anche se appare ormai scontata l’emanazione del decreto da parte del Governatore regionale Frattura, che dovrà in qualche modo attenersi alla volontà del Consiglio regionale. Allo stato attuale, nessuno è in grado di fare previsioni su cosa cambierà e quando. I Consorzi di Bonifica svolgono una funzione non secondaria nell’agricoltura molisana, scarsa di territori pianeggianti fatta eccezione delle piane di Venafro, Bojano e Termoli. Il Consorzio non deve essere partitizzato, ma deve essere solo espressione dei suoi associati che eleggono democraticamente il Consiglio con il Direttivo e il Presidente. Si potrebbe pensare che l’attuale Presidente era inviso ai vertici regionali, se lo hanno maltrattato defenestrandolo improvvisamente. Venafro nel Medioevo, fu invasa dai Longobardi, e divenne dal VI secolo sede di una diocesi, nonché importante centro di passaggio da Campobasso e Abruzzo per Napoli. Dal XV secolo fu di proprietà della famiglia Pandone, che contribuì alla ripresa economica del centro. Nel 1860 ospitò anche Vittorio Emanuele II in viaggio a Teano per l’incontro con Giuseppe Garibaldi. Il punto più alto del borgo antico di Venafro è il Castello Pandone, mentre la Cattedrale, seguendo lo schema delle antiche città normanno-longobarde, si trova fuori le mura. L’assetto urbanistico è molto preciso, scandito da cardo e decumano, e risente dell’influsso architettonico del barocco napoletano. Presso il centro si trovano altri due monumenti importanti: il cimitero militare francese di guerra, e il convento di San Nicandro, divenuto santuario già ai tempi della visita di Padre Pio nei primi anni del ‘900, necessitando di cure mediche per le sue malattie. Comuni matesini come Letino e Gallo in alto sul Matese nonché in basso Prata S., Fontegreca, Ciorlano e Capriati al V. facevano, fino a qualche anno fa, spesso riferimento ai migliori servizi sanitari di Venafro più che di Piedimonte Matese. Interessanti appaiono le letture critiche di gare d’appalto del Comune di Venafro in merito ad attività similari del Consorzio in esame. Eccone due: 1) Gara per l’appalto, mediante procedura aperta, per l’aggiudicazione dei lavori di copertura di un tratto del fossato “SAN NICOLA” compreso tra la strada comunale Capanna e Via Maria Pia di Savoia – Aree Sottoutilizzate – delibera CIPE n. 35 del 2005 – Delibera di giunta Regionale n. 1238/2006 e n. 677/2007, di cui alla determinazione a contrattare, in data 27-08-2008, n. 357, Gara n. 04/2008, importo a base di gara € 145.000,00 di cui € 2.843,14 oneri per l’attuazione dei piani di sicurezza non soggetti a ribasso. 2) Opere connesse con la captazione delle Sorgenti del San Bartolomeo nel Comune di Venafro – “Valorizzazione di Via lavatoio (completamento) e riqualificazione della viabilità di Via dei Mulini e via Bassano del Grappa”, Gara n. 02/2008, importo a base di gara € 549.433.08 di cui € 9.157.33 oneri per l’attuazione dei piani di sicurezza non soggetti a ribasso.