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Richiesta di una Normativa Comunitaria per handicappati psichici .

(Francesco Felice Previte – Cristiani per servire) Signor Presidente del Parlamento Europeo, on. Antonio Tajani il 5 aprile 2018 ho inviato richiesta a codesta Presidenza per una Normativa Comunitaria a tutela ed a favore dei sofferenti psichici in Europa, ma non mi è giunta nessuna risposta alla richiesta dettata da necessità ed urgenza che detiene questa malattia .Ancora una volta mi permetto di esporre che sulle condizioni riguardanti i portatori di handicap psichici, a seguito della mia richiesta di una Legislazione comune a livello Europeo ed al fine di alleviare un evidente disagio sociale onde prevenire abusi e maltrattamenti, sono stati oggetto di una mia proposta al Parlamento Europeo con Petizione n.1003/2011, con una risposta del 25 giugno 2012 prot. 310753, che non ho nessuna remora di definire discriminatoria ai sensi degli artt. 2 e art.3 della stessa “Convenzione” e della Costituzione Europea art.II-81.Le esposizioni edotte dalla Commissione Europea non si fanno carico di quanto dispone la “Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità” dell’ ONU ( Distr. General A/61/611 Sixt-First Sessione) con un “vincolo”, si legge “di proteggere e salvaguardare tutti i diritti umani e le libertà fondamentali della persone con disabilità” (comunicazione Commissione Europea prot. N. 310753 del 25.06-2012 CM/896445 IT.doc PE 485.999vo1-00 ) .Ed ancora si legge “ la Commissione Europea prevede la protezione contro la discriminazione sulla base della disabilità nell’ambito dell’occupazione, delle condizioni di lavoro e della formazione professionale “, prot. 310753 del 25.06.2012 GM/mjd[IPOL-COM-PETI D(2012)33090]Per non creare polemiche, ci asteniamo da ogni commento, ma basta soffermarsi su queste due considerazioni, per apparire con evidenza che si “scartano” l’aspetto Sanitario nei confronti dei sofferenti psichici.La nostra è e resta, pur sempre, una semplice e necessaria richiesta di una normativa comunitaria di uguale valenza e valore applicabile in tutti gli Stati membri della UE, lasciando certamente agli Stati l’organizzazione e la prestazione di servizi sanitari “, con “un rinnovato impegno per una Europa senza barriere “ nella strategia europea sulla disabilità 2010/2020 .E’ noto a tutti che l’Unione Europea fonda la sua formazione, tra altre, sul principio della difesa e protezione dei diritti umani, dal “Trattato di Lisbona” alla “Carta dei diritti fondamentali” con l’obbligo giuridico di difesa .

Da tempo la n/s Associazione a mia firma aveva inoltrato, a seguito di folli episodi, una Petizione alla Commissione Europea la quale ha respinto questa nostra richiesta dichiarandosi “non competente” e pertanto la n/s Associazione ha inoltrato alla “Corte Europea per i Diritti dell’Uomo” di Strasburgo il Ricorso n.44330/06 per ottenere una sentenza che dia adito all’assunzione di una Direttiva Comunitaria uguale e nella stessa valenza in tutti gli Stati UE, Sentenza che è stata negativa.Il Codice Penale italiano stabilisce nelle “Misure di sicurezza personale” che le persone che hanno “commesso un reato e ritenute socialmente pericolose” sono elementi per cui è previsto l’internamento in un Ospedale Psichiatrico Giudiziario, oggi 2018 trasformato in REMS ( Strutture Sanitarie gestite dalla Sanità Territoriale in Italia ).Esiste in Europa questa tipologia di trattamento ?
Ora nel caso in cui si verificano tali condizioni è stato osservata l’importanza della promozione della salute mentale spontanea e solidale, ma “fuori” dall‘agire in maniera efficace e coordinata secondo una Direttiva Comunitaria Giuridica Europea ?.Allora viene spontanea altra domanda: se siamo un “corpo unico” “una casa comune” a tutti gli effetti, perché la Comunità Europea non è competente ad emanare una Direttiva limitata e circoscritta per i sofferenti di questa patologia ?, (ai sensi del principio di sussidiarietà di cui nel Titolo III° all’art.I-11 comma 1° e 3° e nelle azioni di sostegno e complemento ai sensi dell’art.I-17 lettera a), mentre interviene d’imperio per altre “cose” ?Per il bene comune è’ opportuna, urgente e necessaria una Legislazione Comunitaria nuova a fronte di una diversificazione dei trattamenti sanitari in ambito europeo e per la creazione di un quadro di riferimento transfrontaliero intesi a garantire una maggiore solidarietà e garanzia per i “malati” le loro famiglie e per la sicurezza di tutti i cittadini.C’è bisogno di una Unione Europea, Signor Presidente del Parlamento Europeo, che svolga un ruolo geo-politico di moderazione e proposizione nel campo Sanitario, ma anche di iniziative che sappiano articolare sul piano sopranazionale, rispettando identità e competenze degli Stati Membri, lo sviluppo dei grandi valori umani, senza cadere nelle tentazioni dell’individualismo e del relativismo, perché è in gioco il futuro che in questo campo Sanitario, ma che potrebbe essere utile ad ogni cittadino in Europa.
Con deferenti ossequi Felice Previte