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POMPEI, LA SFILATA GAY DURANTE LA RECITA DEL ROSARIO

(Caserta24ore) POMPEI (NA) – Diciamoci la verità: la partecipazione al Gay Pride di questo pomeriggio è stata inferiore alle aspettative di chi immaginava Pompei (e la basilica) presa d’assalto dal carrozzone degli omosessuali e dei loro simpatizzanti. Anche i Big, politici e non, sono stati veramente pochi, a parte il vicesegretario Spadafora che ha partecipato a titolo personale, senza nessuna liberatoria da parte del Ministro della Famiglia Fontana. Le sue parole infatti sono state subito smentite dal ministro Fontana e dalla Lega. Come si evince dalle dichiarazioni riportate in un corsivo in questo stesso giornale. La cosa più sorprendente, invece, tra tanto trambusto di suoni e di colori, è stato vedere il simpatico gruppetto di volontari che, dalla mattina al tardo pomeriggio, hanno recitato il rosario. Una cinquantina di persone molto serie e motivate, guidate da due sacerdoti molto coraggiosi, hanno recitato il Rosario per tutto il tempo fino alla fine della manifestazione». C’erano i rappresentanti della Rete Pro Vita e Famiglia con Luigi Mercogliano, c’era Salvatore Pacella di Forza Nuova Napoli, Manno di Forza Nuova Benevento, Gianluca Martone di Pro Vita, Michelangelo delle Sentinelle Vesuviane e tanti altri rappresentanti di associazioni. Lo slogan era “Noi non resteremo indifferenti” ed hanno mantenuto la promessa. La scelta di restare dinanzi al Santuario della Madonna di Pompei durante il Gay Pride non era dovuta a motivi di discriminazione ma a motivi di decenza e di opportunità «Il santuario e l’area del sagrato – spiegano – sono luoghi sacri e meritano ben altro rispetto. Il Santuario dei miracoli e della Madonna miracolosa di Pompei ha un valore religioso non solo per i napoletani ma in tutto il mondo. Potrebbero fare questi eventi in altri luoghi evitando di provocare la sensibilità religiosa, ma a loro interessa farsi pubblicità gratuita e inopportuna. Una provocazione inutile ed un atteggiamento irrisorio verso la nostra fede e la nostra tradizione. E poi si poteva evitare quel comportamento illiberale e irrispettoso della stessa Polizia di Stato contro i fedeli di Forza Nuova e della Rete Pro Vita e famiglia Campania che sono stati allontanati dal sagrato mentre pregavano e praticamente costretti ad entrare dentro il santuario. Come dire: sfilare seminudi davanti al santuario è possibile e non turba la decenza, pregare invece non è più possibile nemmeno davanti ad un santuario come quello mariano di Pompei.».