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Le Politiche 2018 per Piedimonte M. e Letino si decidono solo a sud di Caiazzo?

(Giuseppe Pace) . L’indagine coraggiosa ”Assopigliatutto”, è ancora in corso, ma i politici, con i loro feudi elettorali, promettono i voti ai big a sud di Caiazzo collegati all’ambiente della Terra dei Fuochi, più avvezzi al compromesso, al vezzo di nascondere l’evidente a tutti. Se ricordo gli anni verdi a Piedimonte d’Alife la ex D. C. aveva un’opposizione a sinistra, poi l’ha inglobata il Pd ed anche gli amministratori dei piccoli centri non a maggioranza D.C. hanno votato Pd in ossequio del feudo elettorale piemontese ed alifano che era preponderante di voti nel circondario matesino. Ciò schiacciava ogni opinione avversa dei piccoli comuni come Letino. Nel Pd del post D.C., in particolare, si verificarono le malefatte, dell’indagine della coraggiosa Magistratura campana asso pigliatutto. A Piedimonte M e a destra del Volturno i vari appalti, consistenti di pubblico denaro, furono pilotati, pare, da esperti professionisti della politica, fingendo anche di dare l’indennità di carica ai meno abbienti. Questi erano, a maggioranza, i figli della piccola borghesia locale, cresciuta senza necessità di lavoro quotidiano, né di risparmi parsimoniosi per uno stile di vita meno appariscente con più figli, per qualcuno, frequentando scuole in Svizzera. Qualcuno ipotizza che escludendo la lunga manus della malavita organizzata, questa, vistasi esculsa dalle gare d’appalto, ha reagito pilotando la reazione, servita quasi a freddo. Ma i servizi pubblici a Piedimonte Matese erano e forse sono ancora non eccellenti a partire da quello cimiteriale. La nuova amministrazione piedimontese scopre oggi che molte gare non venivano fatte frazionando i lavori in piccoli lotti. Tipico del potere padronale di non pochi degli oltre 8 mila sindaci italiani. Anche a Padova è sotto inchiesta della Corte dei Conti un capo settore comunale che faceva lo stesso con l’ok del Sindaco leghista precedente. Come ho scritto nel mio saggio dedicato a Piedimonte M. eLetino tra Campania e Sannio, presente anche il Direttore di questo mass media, e presentato in estate scorsa in biblioteca civica, della cittadina esaminata nel saggio, sia pure accolto dai nuovi Amministratori, che però si sono ben guardati di farsi vedere e l’Assessore presente lo ha fatto solo per dovere d’ufficio? Ma come saranno le prossime elezioni politiche localmente? Renzi “assopigliatutto” accontenta il governatore De Luca (sarà candidato il figlio) e scarica le minoranza del partito. Ecco il listino della Camera: Piero De Luca capolista, seconda la Sgambato da S. Maria C.V., moglie del noto penalista Peppe Stellato e terzo Achille Cennami da Mondragone. Solo alle 4 di stanotte si è chiusa la direzione nazionale del Partito Democratico per la definizione delle liste dem, tanto nei collegi uninominali che proporzionali. Il segretario nazionale “assopigliatutto” snobba le minoranze del partito, compreso il ministro della Giustizia (puntava sulla Sgambato) ed al governatore della Puglia. Il consigliere regionale Stefano Graziano prende assegnato il posto di capolista per il Senato nell’ampio collegio plurinominale proporzionale comprendente le province di Caserta, Benevento e Avellino: in caso di elezione, quasi certa, Lucia Esposito da San Nicola la Strada entrerà in consiglio regionale. Alla Camera dei Deputati, invece, accontentato il governatore della Regione Campania, che il listino proporzionale vede guidare da Piero De Luca, suo figlio, seguito da Camilla Sgambato di Santa Maria C.V., moglie del noto penalista Peppe Stellato, già candidato alle provinciali in qualità di Presidente e Achille Cennami di Mondragone. Nei collegi uninominali ci saranno Angela Letizia, vice sindaco di Marcianise nell’ uninominale Caserta-MarcianiseMaddaloni, a sfidare Gianpiero Zinzi di Forza Italia; Annamara Dell’Aprovitola nel collegio uninominale Aversa-Agro aversano-Castelvolturno, a sfidare la Castiello della Lega per il centro destra, e Gennaro Oliviero, consigliere regionale in carica da Sessa Aurunca, che nel collegio Matese che va da Piedimonte fino a Santa Maria CV, compreso Mondragone e Sessa, sfiderà Massimo Grimaldi da Carinola. Passando al Senato, infine, nel collegio uninominale che comprende Caserta-Aversa-Marcianise-Maddaloni chiesto il sacrifico a Nicola Caputo, europarlamentare in carica di Teverola. Mancano, a me pare, candidati, espressione del territorio matesino ed alifano. Né potrebbe essere altrimenti visto che l’elettorato è concentrato a sud di Caiazzo. Che strano meccanismo antidemocratico ha creato questa nostra Democrazia di 20 secoli D.C.. Un territorio che non può essere rappresentato né al Senato né alla Camera. Ma allora è un territorio colonia di altri per la rappresentanza democratica? Certo, che lo è. L’Alto territorio della provincia di Caserta, volente o nolente, risente di quello che succede a sud di Caiazzo e ne viene influenzato, troppo spesso, negativamente con catene truffaldine tra malaffare e politica, tipiche delle zone periferiche della metropoli partenopea, dove aleggia la quasi cultura di Gomorra. Forse ai tempi dell’On. Dentista Enzo Cappello, il potere locale aveva una sua dimensione, non effimera, e i clan politici, a sud di Caiazzo, dovevano patteggiare. In questo senso è stato una garanzia del territorio dell’Alto casertano, ma quel feudo elettorale era cresciuto anche con il voto di scambio, che è possibile ipotizzare in posti in vari Enti Pubblici Locali. R. Saviano, che ha studiato al liceo di Caserta e ha frequentato l’Università di Napoli, tempo fa, ebbe a dire “campani non andate a votare”, causando le ire del Governatore, De Luca, che ora fa candidare il figlio nell’Alto Territorio Casertano. Nella periferia di Napoli la Terra dei Fuochi è esistita per tanto tempo, eppure c’erano gli uomini delle istituzioni che avrebbero dovuto controllare. A Napoli c’è troppo Stato e poco privato lecito, poca competizione, poca qualità di molti servizi ad iniziare dalla scuola ed anche della sua Università che è collocata dall’Ocse insieme a Bucarest oltre il 500esimo posto in graduatoria internazionale. Il malaffare alla Gomorra, è ancora diffuso e la corruzione non è stata molto ridotta, purtroppo, e la cronaca continua. Quando vado, sempre più di rado, in Campania e leggo i mass media mi sembra di stare nel Vecchio West, fatto di pistoleri fuorilegge provenienti dal sud di Caiazzo. Le interferenze e il sistema dei partiti con le loro logiche di accrescere il consenso, determinano spesso un ambiente sociale poco raccomandabile per la mancanza di ascensore sociale, appalti truccati dalla poca trasparenza legale, di posti assegnati fuori dai concorsi legali o con concorsi pilotati e le elezioni pure in ossequio alla logica di Gomorra quando elegge il Sindaco con gli affiliati e i timorosi di rappresaglie. Certo si salvano le scuole che fanno entrare per concorso i dipendenti, ma non possono tutti essere dipendenti scolastici.