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Roberto Saviano pare che scriva falsità sugli italiani

(Giuseppe Pace). Vedo quasi casualmente che mio genero, tedesco, laurato in giurisprudenza, durante le vacanze natalizie in corso, legge un libro di R. Saviano e G. di Lorenzo dal titolo di copertina ”Erklar mir Italien! Wie kann man ein Land lieben, das einen zur Verzweilfung treibt?” Traduco e leggo ”Mi ha spiegato l’Italia! Come si può amare un paese che spinge alla disperazione?”. Giro la IV pagina di copertina e sotto le due fotografie degli autori che si scrutano a vicenda leggo:” Italien ist voller Talent.Wagemut und Heldentum. Es ist bunt, elegant und chauvinistiisch, boshalt und verlogen”. Traduco e leggo ”L’Italia è piena di talento, audacia ed eroismo. È colorato, elegante e sciovinista, malvagio e falso”. Non conosco cosa scrive Giovanni di Lorenzo e non azzardo alcun commento sulla sua responsabilità di scrittore, ma Roberto Saviano godeva della mia illimitata ammirazione per aver saputo mettere all’indice i non pochi mali sociali che affliggono la Campania, la sua e la mia terra d’origine e di prima formazione. Non condividevo quando, anche quelli del suo stesso partito di sinistra, lo attaccavano nonchè Berlusconi e De Magistris. Mi sembravano critiche codarde, ma mi ha sorpreso leggere che parla di italiano falso. Spero che non sia una sua idea, ma un errore di traduzione, ma messo in circolo da una casa editrice, suppongo tedesca, non è cosa da poco su cui sorvolare. Se non è un errore è grave che R. Saviano permetta, così superficialmente, di diffondere una tale immonda bugia. L’italiano non è più o meno falso di altri popoli, dipende dal singolo, dalle circostanze, ecc.. Far credere al lettore tedesco una cosa del genere significa aiutarlo a cavalcare luoghi comuni stantii, non indice di cultura approfondita. Comincio a dubitare, a questo punto, delle capacità veritiere di R. Saviano e a rivalutare le critiche mossegli da altri, che forse avevano capito prima di me gli sbandamenti del campano e giovane scrittore ed affabulatore, con Fazio, per TV. R. Saviano ha trasformato il napoletano e non l’italiano della sua letteratura camorristica, dunque intrisa di violenza, in letteratura universale sull’Italia e gli italiani. Ciò è grave ed offensivo per l’italiano medio. Stia pertanto più attento R. Saviano a non avventurarsi una strada culturale fangosa che schizza fango su tutti e genera altro orgoglio insano anche in tedeschi poco attenti e pronti ad ubbidire o a credere il “Savianopensiero”! L’italiano non ha bisogno di R. Saviano per farsi conoscere con i suoi meriti e i suoi non meriti, ma senza luoghi comuni cavalcati ad arte dal giovane scrittore ed affabulatore, che pare faccia dei luoghi comuni la sua cava o miniera di fortuna letteraria. Per uno scrittore andare metaforicamente dalle stalle alle stelle è un merito, ma viceversa è molto più facile! Non vorrei che continuando a parlare male non solo della camorra e dei camorristi, sfociasse in un triste presagio di vedere tutto nero, non lo meriterebbe così giovane e coraggioso! Rivedendo Gomorra ed altre della serie televisiva, il linguaggio e le scene mi sembrano troppo incentrate sulla malavita con un linguaggio ricercato ed in disuso, più adatto a cultori di glottologia. Certo non bisogna nemmeno dare solo l’informazione romantica di una Napoli bella e felice, ma Gomorra e i suoi annessi e connessi televisivi sono andati a fare il giro del mondo con riconoscimenti da Nobel. Adesso sprecare tale coraggio con libri che mettono a fuoco presunti difetti di falsità dell’italiano è troppo. Se ha coraggio, il nostro scrittore d’origine campana, cominci a scrivere anche i luoghi comuni di altri popoli, e non i soliti meno ricchi sui quali quelli ricchi vanno spesso a caccia. Anche sugli svedesi, tedeschi, ecc. i luoghi comuni abbondano, ma l’uomo di cultura non è autorizzato a cavalcarli per ”vendere” e fare arricchire case editrici straniere. L’uomo di cultura è autorizzato, anche dal titolo universitario partenopeo, come il mio, a dire e diffondere il vero, non il falso. L’Homo sapiens non è né italiano, né degli altri circa 200 Paesi planetari, ma ha solo superficialmente una patina culturale derivante dalla lingua, dalla storia e dalle tradizioni locali. Il campano è come il piemontese ed il sardo o il siciliano e il veneto così come l’italiano è come il tedesco e lo svedese, ecc. varia la loro espressione linguistica, stile di vita. Ciò che abbondano troppo dappertutto, anche nella società dell’Homo sapiens del 2017 d.C., sono i luoghi comuni, purtroppo.