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Mariglianella. Processione per il Santo Patrono Giovanni Evangelista

(IlMezzogiorno) MARIGNANELLA (Na) A Mariglianella, mercoledì 27 dicembre, nonostante il cattivo tempo, la Comunità Parrocchiale, guidata dal Parroco Don Ginetto De Simone, è riuscita a svolgere l’agognata Processione del Santo Patrono, Giovanni Evangelista, attraversando le strade cittadine nel necessario ridotto percorso a causa della imminente pioggia. In Processione con il Santo Patrono vi erano il Parroco Don Ginetto e la promotrice Comunità Parrocchiale, il Sindaco, Felice Di Maiolo, in Fascia Tricolore, gli Assessori Comunali, Felice Porcaro, Valentina Rescigno e Arcangelo Russo; il Presidente del Consiglio Vincenzo Esposito ed i Consiglieri Comunali, fra cui il Capogruppo di Maggioranza, Rocco Ruggiero; il Responsabile del Servizio Comunale Affari Generali, dott. Francesco Principato, il Comandante della Caserma dei Carabinieri di Brusciano, Maresciallo Marco Di Palo, il Comandante della Polizia Municipale, Ten. Andrea Mandanici, che ha anche coordinato il servizio di vigilanza urbana lungo tutto il percorso processionale. I fedeli tutti nel corteo religioso partecipavano con canti e preghiere, insieme alle Suore Domenicane della Chiesa Maria SS. della Sanità, guidate da Madre Ursula Roldan Tejada, ai rappresentanti dell’Associazione Madonna della Sanità, dell’Associazione Maria SS. dell’Arco e del Circolo Sociale Anziani. La banda musicale è stata diretta da Giovanni e Alberigo Esposito con Stefano Napolitano. Il Parroco Don Ginetto De Simone ha conclusivamente letto a protezione di tutta la Comunità di Mariglianella, la Preghiera al “Glorioso Apostolo San Giovanni”. I fedeli hanno fatto ritorno alle proprie case recando con loro la riflessione di Don Ginetto che nella sua omelia ha ricordato che la natura sensitiva del racconto che San Giovanni fa della sua vita come uno dei discepoli più vicini a Cristo, in quanto “ha visto, udito, toccato. La nostra fede ha 2000 anni e la Comunità di Mariglianella che da sempre ha scelto San Giovanni come suo Patrono, lo guarda e lo imita in questa testimonianza esperienziale. E’ il nostro tentativo, in questa vicinanza affettuosa e amichevole, perché non avendolo visto, lo percepiamo nel luogo sensibile della Chiesa”.