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Il 27 dicembre del 1947 Enrico De Nicola promulgava la Costituzione

(di Mario Tassone) Il 27 dicembre del 1947 il Capo Provvisorio dello Stato, Enrico De Nicola, promulgava la Costituzione, approvata dall’Assemblea Costituente il 22 dicembre. L’evento, nei giorni scorsi è stato ricordato timidamente, con scarso entusiasmo. In tutti questi anni la carta fondamentale della Repubblica è stata modificata ma la sua “struttura” ha tenuto. Il tentativo di intaccarne le fondamenta, dai due Renzi-Boschi e dal PD, è stato sventato dal popolo italiano con il referendum del 4 dicembre del 2016. Ma in questi anni la Costituzione materiale ha subito trasformazioni sostanziali. L’avvento della cosiddetta seconda repubblica e i sistemi elettorali seguiti, ne hanno intaccato lo spirito e le ragioni più profonde. Un Parlamento di nominati ha rotto il rapporto tra eletti ed elettori-territorio. Il Parlamento è divenuto il prodotto delle consorterie dei movimenti che hanno sostituito i partiti e non è più, di fatto, il depositario della sovranità popolare, architrave della Carta promulgata nel dicembre del 1947. Altre “Sovranità” si sono imposte e il fenomeno dell’astensione dal voto e il disinteresse per la politica è divenuto patologico. La legge elettorale con la quale andremo a votare a marzo è la rivincita dei perdenti del referendum del 4 dicembre 2016 con il sostegno di forze politiche che pur si erano schierate per il No. Il dissolvimento dell’istituto di rappresentanza democratica si appalesa quando si invoca il vincolo di mandato per i parlamentari. Infatti non esistono i grandi partiti quando le “migrazioni” erano rarissime perché c’erano progetti di società e ideali che animavano la politica. In questo quadro ne consegue la richiesta del vincolo di mandato per chi intende sottrarre al parlamentare, la rappresentanza della nazione (come recita, la Costituzione) per trasformarlo in strumento di logiche di interessi dai recinti ristretti! Speriamo che nella prossima legislatura siano presenti espressioni che si richiamino allo spirito che animò il costituente e che si avvii un processo che restituisca onore a una grande storia e si ripristino i valori della democrazia partecipata!