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Itinerari di Viaggio. In Italiatreno-bici da Cassino a Sora

Lo scorso 13 maggio si è tenuta a livello nazionale la II edizione della giornata nazionale della bicicletta, ma il Ministero dell’Ambiente non ha divulgato l’evento, che così è passato sotto voce, in sordina.
Poco importa, l’Italia è un paese dove la mobilità si basa sulle quattro ruote, figuriamoci se una tale iniziativa potesse avere un seguito. Ecco un mini itinerario di viaggio che ha visti coinvolti diversi giornalisti della nostra redazione.
Partenza in bike alla stazione di Cassino. Il biglietto regionale giornaliero costa 4,50 euro, quello per la bici 3,50. Da Cassino raggiungiamo, di primo mattino, Frosinone in treno, il capoluogo della provincia Ciociara una volta Terra di Lavoro. Questa antica provincia da Sora nel Basso Lazio si estendeva fino a Capua e Nola in Campania.
Frosinone
Visitiamo velocemente Frosinone, in particolare la Cattedrale di Santa Maria Assunta che è stata ampiamente rimaneggiata nel XVIII secolo rifacendosi a Sant’Andrea della Valle a Roma. Presenta un campanile romanico, alto 62 metri[17], a tre ordini di finestre bifore.  Poi Il palazzo del Governo collocato nel luogo della rocca cinquecentesca di Frosinone, il palazzo attualmente sede della prefettura di Frosinone venne edificato a partire dal 1825 come sede dellaDelegazione apostolica di Frosinone. Il disegno del portale era attribuito dalla tradizione orale al Michelangelo.

cascate_isolaliriCi mettiamo in moto con la bici in direzione di Veroli, verso l’Abbazia di Casamari. Dalla stazione di Frosinone imbocchiamo la via Maria. Costeggiamo la superstrada Ferentino–Frosinone–Sora–Cassino in un leggero e graduale risalire per circa 10 km. Solo sul finire la salita si fa un po’ dura, ma è poca roba.
L’Abbazia di Casamari
Si giunge così alla frazione Casamari di Veroli, dove sorge l’abbazia. Essa fu edificata sulle rovine dell’antico municipio romano chiamato Cereatae, perché dedicato alla dea Cerere. Il nome Casamari deriva dalla lingua latina e significa “Casa di Mario”, patria di Caio Mario, celebre condottiero.
Ci troviamo lungo il percorso della via benedettina http://www.viabenedicti.it/
Con la decadenza dell’Impero romano  l’edificio dove ha sede l’abbazia subì le stesse sorti del decadimento diRoma, fino a quando i monaci benedettini nell’XI secolo s’insediarono nel luogo e vi fondarono l’abbazia.
Dopo aver partecipato alla Messa domenicale, proseguiamo in direzione di Sora, passando prima per Castelliri dove intravediamo l’antico confine tra lo Stato della Chiesa e quello del Regno delle Due Sicilie.
Isola Liri
La strada scende fino a Isola Liri, dove ci fermiamo per una tappa alla cascata del fiume Liri. La Cascata Grande è formata dal braccio di sinistra del fiume, ed è alta circa 27 metri: una delle poche cascate a trovarsi nel centro storico di una città. C’è un’altra cascata: quella del Valcatoio, formata dal braccio di destra del fiume, è meno spettacolare della prima anche perché le sue acque sono irregimentate e captate per alimentare un impianto di produzione elettrica. Il suo salto non è perfettamente verticale, ma segue un piano inclinato di circa 160 metri lungo un dislivello di circa 27 metri.
Decidiamo di raggiungere Sora in treno, abbiamo percorso circa 30 km e le gambe iniziano a pesare. Siamo cicloturisti e ci sentiamo più turisti che ciclisti! Allora tentiamo la sorte, sperando ci fosse un treno in partenza per Sora dalla stazione. La raggiungiamo: una stazione piccolissima. Il tabellone con gli orari dei treni non c’è. In un piccolo bar vicino la proprietaria può dirci solo gli orari della settimana, quelli festivi non li ha. Così siamo ‘costretti’ nostro malgrado a proseguire in bici. Dobbiamo fare una piccola salita per superare il dislivello della cascata e ci rimettiamo sul corso del fiume Liri.
Sembra di essere nei Balcani
La strada è pianeggiante e sembra di percorrere le strade di quei paesi dei Balcani dove le città sorgono lungo i letti dei fiumi che hanno scavato profonde valli nelle montagne. Arriviamo finalmente a Sora, dopo aver percorso circa 40 Km. La prima tappa è la stazione per verificare di preciso a che ora c’è il treno per il ritorno. Sappiamo che l’unico treno c’è nel tardo pomeriggio. Anche la stazione di Sora, come quella di Isola sembra abbandonata e dimenticata da tutti, seppure all’interno vi sia un presidio dei vigili urbani. Qui il tabellone con gli orari c’è, ma l’inchiostro è consumato dall’umidità e non riusciamo a distinguere l’asterisco accanto agli orari. Molti treni la domenica non partono e così non riusciamo a capire di preciso a che ora passa il treno. Chiediamo ai vigili che ci rimandano al vicino bar della stazione, dove una signora con espressione non troppo convinta ci dice alle 17:40. Aspettiamo le 13:30 per telefonare in redazione e ci facciamo dire l’orario dal collega redattore di servizio. “Alle 16:04 e vedete di non perderlo perchè è l’unico!” ci risponde la gentilissima collega.
Sora
Abbiamo due ore e mezza per visitare Sora. Degna d’interesse è anche la parte del centro storico (Cancéglie) sopravvissuta al terremoto e ai rifacimenti urbanistici del fascismo, in cui sopravvivono i vicoli e le antiche botteghe di mercanti ed artigiani, nonché la chiesa di San Silvestro Papa recentemente ristrutturata. Al di fuori dal centro storico tra gli altri edifici di culto religioso va ricordata anche la Basilica di San Domenico[9], costruita sui resti della presunta villa natale di Cicerone. Inoltre sulla roccaforte detta di “San Casto” o più comunemente “Rocca Sorella”, raggiungibile esclusivamente a piedi tramite sentieri o scalinata si trovano lungo il percorso prima la chiesa della “Madonna delle Grazie” e poi il “Castello” di epoca romano-medievale.
Alle 16:04 prendiamo il treno per fare ritorno a Cassino.