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Caserta. Giornata Mondiale dell’Infanzia: un convegno promosso dall’Unicef e dai Giovani Industriali

(Caserta24ore) CASERTA La Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza al centro di un convegno promosso dall’Unicef e dal Gruppo Giovani Imprenditori di Caserta, in collaborazione con le istituzioni scolastiche del territorio, che si è svolto venerdì 24 novembre presso la sede di Confinustria. Tante le personalità che hanno partecipato all’interessante incontro, tra le altre, il Prefetto Raffaele Ruberto, il Giudice Nicola Graziano, il Comandante Scuola Specialistica dell’Aeronautica Militare, Colonnello Domenico Lobuono, il Tenente Colonnello della Brigada Bersaglieri Garibaldi, Claudio Milone, la responsabile Unicef Caserta Lia Pannitti, i dirigenti scolastici Chiara Menditto e Adriana Noviello, Mauro Nemesio Rossi, Presidente Cesaf Maestri del Lavoro, e tanti alunni e docenti. Ad aprire i lavori il presidente degli Industriali Gianluigi Traettino che alla giovane platea ha detto: “La nostra è la provincia con il più alto numero di giovani e, noi imprenditori, che siamo qui di passaggio, siamo al servizio delle nuove generazioni e dobbiamo dare loro un’opportunità per il futuro”.

Il Prefetto Ruberto, che nonostante i tanti impegni ha voluto essere presente all’evento, ha sottolineato il grande valore simbolico dell’Unicef, Associazione che si è sempre occupata delle problematiche dei bambini, nella sede degli Industriali di Caserta, Confindustria, che si apre alla scuola ed ai ragazzi: un importante gesto di solidarietà delle imprese che tendono una mano al mondo dell’infanzia. “L’impresa – ha chiosato – è il luogo in cui il lavoratore, con le proprie famiglie, diventa persona autonoma e libera, crea ricchezza e intraprende rapporti sociali. Quando c’è lavoro, c’è libertà e sviluppo. I ragazzi devono considerare il mondo dell’impresa come luoghi dove potranno trovare lavoro e soprattutto dignità”. Al termine del suo intervento un alunno del III Circolo Didattico di Caserta, Vincenzo Viola, gli ha donato un bellissimo albero di Natale dei diritti dei bambini, davvero speciale, a detta del Prefetto, che avrà un posto speciale nella sua casa.
Nel corso del convegno, moderato da Lia Pannitti, si sono susseguiti vari interventi, tra i quali quello di Angela Casale, responsabile dei Giovani Imprenditori di Terra di Lavoro, che, rimarcando l’importanza del seminario di riflessione organizzato per la Giornata mondiale dell’infanzia al fianco dell’Unicef, ha detto che vuole essere un messaggio di speranza e di positività rivolto ai giovani: “Il nostro territorio è eccellente, tutto quello che viene prodotto qui è conosciuto in tutto il mondo, è un prodotto made in Italy; le città e le scuole devono essere a misura di bambino, da qui si misura il grado di civiltà”. Secondo Casale c’è ancora molto da fare, ancora troppi bambini non hanno la possibilità di studiare; se da una parte i grandi devono impegnarsi affinchè possano assicurare lavoro per i giovani, dal canto loro i ragazzi devono impegnarsi nello studio.
Particolarmente significativo è stato l’intervento del Giudice Nicola Graziano, amico del cuore dell’Unicef, sulla Convenzione Onu dei diritti dell’infanzia: al Magistrato sono state rivolte varie domande dagli alunni della Scuola Media Alighieri, dell’Its Buonarroti, dell’Itis Giordani e dell’Istituto Comprensivo Giannone ed a loro il relatore ha ricordato che le norme devono camminare sulle gambe degli uomini che le devono mettere in atto. “E’ facile rimettere agli altri il senso del dovere – ha affermato – ognuno di noi deve seguire le leggi ed essere un esempio da seguire”. Il Giudice ha anche insistito sul bisogno di lottare per la libertà e l’uguaglianza, anche se, ha aggiunto: “Spesso lo dimentichiamo, ma noi abbiamo responsabilità, gli imprenditori hanno un compito importante e il singolo gesto di ognuno di noi è il tutto di un insieme. Siamo in un oceano una goccia che non evapora se siamo insieme”. Il Giudice, in tema di diritti dell’infanzia, ha ricordato di quando era stato dichiarato il fallimento dell’Edenlandia e in quel momento si è trovato, da Giudice, davanti a un bivio: scegliere la strada più facile che costa meno sacrifici o l’altra che, appare più difficile e rischiosa, ma è quella più distante e che porta alla soddisfazione. Rivolgendosi ai ragazzi ha detto di aver intrapreso la strada più complicata: ha chiesto scelte coraggiose agli imprenditori, di essere esempio di una rivoluzione silenziosa dei diritti per i bambini. Poteva chiudere e vendere tutto, ma non lo ha fatto, proprio per i bambini. Ha tenuto in piedi lo Zoo e l’Edenlandia, solo contro tutti e, ha confessato che lo accompagnava il sapere che presso l’Edenlandia si trova la sede della prima Ambasciata italiana dell’Unicef. Ai ragazzi ha detto: “Non bisogna abbandonare la strada dell’impossibile che diventa possibile”. Si è poi soffermato sui concetti di rispetto, solidarietà, confronto, dignità, come la sintesi del concetti dei diritti. Alla attenta platea ha spiegato anche che la camorra, il male della camorrra, fa presa sull’ignoranza di persone che usano violenza e forza mettendo in discussione la loro libertà. “La miopia del camorrista – ha chiosato – nega la sua libertà e intraprende la strada più semplice, la violenza, la delincuenza, ma lo Stato, rappresentato da noi tutti, vince sempre, arriva lentamente, ma vince”. Da qui il plauso a giornate come questa per parlare nelle scuole di legalità affinchè non prevalga l’omertà, ma l’arma del dialogo, la partecipazione, per non abbassare la guardia. “Abbassare lo sguardo significa cedere ai diritti – ha concluso il Giudice Graziano – dovete lottare per i diritti, farvi ascoltare, il futuro è vostro, si cresce con la cultura del diritto, della libertà e del futuro”. Tra gli interventi anche quello del professore Giuseppe Vozza dell’Its Buonarroti che, ricordando come, da Sindaco di Casagiove, sia stato difensore dei diritti dell’infanzia, ha sottolineato il bisogno di città a misura di bambini e l’importanza dell’ascolto. “Gli adulti – ha affermato- non sono abituati ad ascoltare i bambini perchè, come recita una poesia di Rodari, hanno “un orecchio acerbo”.