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LA VERITA’ SULL’IMMIGRAZIONE

(Gianluca Martone) Una delle questioni maggiormente dibattute di questi ultimi mesi è certamente quella che riguarda il fenomeno dell’immigrazione, che ha interessato anche il nostro Paese, con opinioni diverse e spesso contrastanti. In un interessante articolo pubblicato sul “Giornale” alcuni mesi fa, il giornalista Ivan Francese ha fatto riferimento ad un intervento operato da Papa Francesco sull’immigrazione, che ha suscitato molte polemiche:” Il Pontefice sorprende ancora: “Il Vecchio Continente ha sempre subìto invasioni della sua storia e sempre ne è uscito arricchito e ingrandito”Il Papa lancia l’allarme: “È in atto un’invasione araba dell’Europa“. Parole che non stonerebbero in bocca a Innocenzo XI, pontefice della metà del Seicento; ma che lasciano basiti quando scopriamo che a pronunciarle è stato Papa Francesco, in una recente intervista al periodico cattolico francese Vie. Il Santo Padre ha ammesso senza timore che il Vecchio Continente è di fronte a “un’invasione”, ma ha specificato subito dopo che egli non giudica negativamente il fenomeno. “Si può parlare oggi di invasione araba. È un fatto sociale – ha spiegato Francesco – quante invasioni l’Europa ha conosciuto nel corso della sua storia! E ha saputo sempre superarsi e andare avanti per trovarsi infine come ingrandita dallo scambio tra le culture.” Una conferma dell’ispirazione cosmopolita che sembra animare questo pontificato e che non piace troppo alle frange più conservatrici della galassia cattolica. Tuttavia, anche di fronte a chi è critico nei confronti dell’immigrazione incontrollata il Papa insiste nelle sue esortazioni evangeliche: “Cessate di fare il male, imparate a fare il bene, cercate la giustizia, soccorrete l’oppresso… Pensate ai tanti profughi che sbarcano in Europa e non sanno dove andare!”. Il Pontefice si rivolge poi agli euroscettici, domandandosi “dove si possa trovare uno Schumann o un Adenauer” dell’Europa moderna. Quindi il richiamo alla memoria: “Talvolta mi domando dove si possano trovare uno Schumann, un Adenauer, questi grandi fondatori dell’Europa moderna”. Dure, infine, le parole che il Santo Padre ha riservato alla Francia: “Una critica che faccio alla Francia è che la laicità risulta talvolta troppo dalla filosofia dei Lumi, per la quale le religioni erano una sottocultura. La Francia non è ancora riuscita a superare questa eredità. La Francia deve diventare uno Stato più laico, con un’apertura a tutte le forme di trascendenza, secondo le differenti tradizioni religiose e filosofiche.”

Una domanda sorge spontanea: queste riflessioni del Santo Padre rispondono a Verità? Il giornalista Riccardo Percivaldi ha esaminato in modo attento questo fenomeno, con risultati inquietanti:” L’immigrazione di massa è un fenomeno le cui cause sono tutt’oggi abilmente celate dal Sistema e che la propaganda multietnica si sforza falsamente di rappresentare come inevitabile. Con questo articolo intendiamo dimostrare una volta per tutte che non si tratta di un fenomeno spontaneo. Ciò che si vorrebbe far apparire come un frutto ineluttabile della storia è in realtà un piano studiato a tavolino e preparato da decenni per distruggere completamente il volto del Vecchio continente. Pochi sanno che uno dei principali ideatori del processo d’integrazione europea fu anche colui che pianificò il genocidio programmato dei popoli europei. Si tratta di un oscuro personaggio di cui la massa ignora l’esistenza, ma che i potenti considerano come il padre fondatore dell’Unione Europea. Il suo nome è Richard Coudenhove Kalergi. Egli muovendosi dietro le quinte, lontano dai riflettori, riuscì ad attrarre nelle sue trame i più importanti capi di stato, che si fecero sostenitori e promotori del suo progetto di unificazione europea.[1] Nel 1922 fonda a Vienna il movimento “Paneuropa” che mira all’instaurazione di un Nuovo Ordine Mondiale basato su una Federazione di Nazioni guidata dagli Stati Uniti. L’unificazione europea avrebbe costituito il primo passo verso un unico Governo Mondiale. Con l’ascesa dei fascismi in Europa, il Piano subisce una battuta d’arresto, e l’unione Paneuropea è costretta a sciogliersi, ma dopo la Seconda Guerra Mondiale Kalergi, grazie ad una frenetica e instancabile attività, nonché all’appoggio di Winston Churchill, della loggia massonica B’nai B’rith e di importanti quotidiani come il New York Times, riesce a far accettare il suo progetto al Governo degli Stati Uniti. Nel suo libro «Praktischer Idealismus», Kalergi dichiara che gli abitanti dei futuri “Stati Uniti d’Europa” non saranno i popoli originali del Vecchio continente, bensì una sorta di subumanità resa bestiale dalla mescolanza razziale. Egli afferma senza mezzi termini che è necessario incrociare i popoli europei con razze asiatiche e di colore, per creare un gregge multietnico senza qualità e facilmente dominabile dall’elite al potere. «L’uomo del futuro sarà di sangue misto. La razza futura eurasiatica-negroide, estremamente simile agli antichi egiziani, sostituirà la molteplicità dei popoli, con una molteplicità di personalità. [2] Ecco come Gerd Honsik descrive l’essenza del Piano Kalergi. Kalergi proclama l’abolizione del diritto di autodeterminazione dei popoli e, successivamente, l’eliminazione delle nazioni per mezzo dei movimenti etnici separatisti o l’immigrazione allogena di massa. Affinchè l’Europa sia dominabile dall‘elite, pretende di trasformare i popoli omogenei in una razza mescolata di bianchi, negri e asiatici. A questi meticci egli attribuisce crudeltà, infedeltà e altre caratteristiche che, secondo lui, devono essere create coscientemente perché sono indispensabili per conseguire la superiorità dell‘elite. Eliminando per prima la democrazia, ossia il governo del popolo, e poi il popolo medesimo attraverso la mescolanza razziale, la razza bianca deve essere sostituita da una razza meticcia facilmente dominabile. Abolendo il principio dell’uguaglianza di tutti davanti alla legge e evitando qualunque critica alle minoranze con leggi straordinarie che le proteggano, si riuscirà a reprimere la massa. I politici del suo tempo diedero ascolto a Kalergi, le potenze occidentali si basarono sul suo piano e le banche, la stampa e i servizi segreti americani finanziarono i suoi progetti. I capi della politica europea sanno bene che è lui l’autore di questa Europa che si dirige a Bruxelles e a Maastricht. Kalergi, sconosciuto all’opinione pubblica, nelle classi di storia e tra i deputati è considerato come il padre di Maastricht e del multiculturalismo. La novità del suo piano non è che accetta il genocidio come mezzo per raggiungere il potere, ma che pretende creare dei subumani, i quali grazie alle loro caratteristiche negative come l’incapacità e l’instabilità, garantiscano la tolleranza e l’accettazione di quella “razza nobile”. [3]
Benché nessun libro di scuola parli di Kalergi, le sue idee sono rimaste i principi ispiratori dell’odierna Unione Europea. La convinzione che i popoli d’Europa debbano essere mescolati con negri e asiatici per distruggerne l’identità e creare un’unica razza meticcia, sta alla base di tutte le politiche comunitarie volte all’integrazione e alla tutela delle minoranze. Non si tratta di principi umanitari, ma di direttive emanate con spietata determinazione per realizzare il più grande genocidio della storia. In suo onore è stato istituito il premio europeo Coudenhove-Kalergi che ogni due anni premia gli europeisti che si sono maggiormente distinti nel perseguire il suo piano criminale. Tra di loro troviamo nomi del calibro di Angela Merkel o Herman Van Rompuy. La Società Europea Coudenhove-Kalergi ha assegnato alla Cancelliera Federale Angela Merkel il Premio europeo nel 2010. Il 16 novembre 2012 è stato conferito al presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy il premio europeo Coudenhove-Kalergi 2012 durante un convegno speciale svoltosi a Vienna per celebrare i novant’anni del movimento paneuropeo. Alla sue spalle compare il simbolo dell’unione paneuropea: una croce rossa che sovrasta il sole dorato, simbolo che era stato l’insegna dei Rosacroce. L’incitamento al genocidio è anche alla base dei costanti inviti dell’ONU ad accogliere milioni di immigrati per compensare la bassa natalità europea. Secondo un rapporto diffuso all’inizio del nuovo millennio, gennaio 2000, nel rapporto della “Population division” (Divisione per la popolazione) delle Nazioni Unite a New York, intitolato: “Migrazioni di ricambio: una soluzione per le popolazioni in declino e invecchiamento, l’Europa avrebbe bisogno entro il 2025 di 159 milioni di immigrati. Ci si chiede come sarebbe possibile fare stime così precise se l’immigrazione non fosse un piano studiato a tavolino. È certo infatti che la bassa natalità di per sé potrebbe essere facilmente invertita con idonei provvedimenti di sostegno alle famiglie. È altrettanto evidente che non è attraverso l’apporto di un patrimonio genetico diverso che si protegge il patrimonio genetico europeo, ma che così facendo se ne accelera la scomparsa. L’unico scopo di queste misure è dunque quello di snaturare completamente un popolo, trasformarlo in un insieme di individui senza più alcuna coesione etnica, storica e culturale. In breve, le tesi del Piano Kalergi hanno costituito e costituiscono tutt’oggi il fondamento delle politiche ufficiali dei governi volte al genocidio dei popoli europei attraverso l‘immigrazione di massa. G. Brock Chisholm, ex direttore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), dimosta di avere imparato bene la lezione di Kalergi quando afferma: «Ciò che in tutti i luoghi la gente deve fare è praticare la limitazione delle nascite e i matrimoni misti (tra razze differenti), e ciò in vista di creare una sola razza in un mondo unico dipendente da un’autorità centrale» [4] Se ci guardiamo attorno il piano Kalergi sembra essersi pienamente realizzato. Siamo di fronte ad una vera terzomondializzazione dell’Europa. L’assioma portante della “Nuova civiltà” sostenuta dagli evangelizzatori del Verbo multiculturale, è l’adesione all’incrocio etnico forzato. Gli europei sono naufragati nel meticciato, sommersi da orde di immigrati afro-asiatici. La piaga dei matrimoni misti produce ogni anno migliaia di nuovi individui di razza mista: i “figli di Kalergi”. Sotto la duplice spinta della disinformazione e del rimbecillimento umanitario operato dai mezzi di comunicazione di massa si è insegnato agli europei a rinnegare le proprie origini, a disconoscere la propria identità etnica. I sostenitori della Globalizzazione si sforzano di convincerci che rinunciare alla nostra identità è un atto progressista e umanitario, che il “razzismo” è sbagliato, ma solo perché vorrebbero farci diventare tutti come ciechi consumatori. È più che mai necessario in questi tempi reagire alle menzogne del Sistema, ridestare lo spirito di ribellione negli europei. Occorre mettere sotto gli occhi di tutti il fatto che l’integrazione equivale a un genocidio. Non abbiamo altra scelta, l’alternativa è il suicidio etnico”.
Anche la collega Floriana Castro ha analizzato in modo attento il legame tra massoneria e immigrazione:” Un biglietto aereo dalla Nigeria a Palermo costa dai 400 ai 450 Euro. Se gli immigrati possedessero cifre dai 5 ai 10 mila euro a testa (prezzo che pagano ad uno scafista islamico) non li userebbero certo per rischiare la vita, anzi non emigrerebbero neppure! Chi paga queste cifre non sono gli immigrati.
Osservando da vicino queste ondate migratorie si nota subito che sono composte per l’80 % da giovani uomini musulmani in forma di un’età tra 17-25 anni; vestiti all’ultima moda, con cuffie alle orecchie e smartphone di ultima generazione, che fanno l’occhiolino alle donne, che non parlano italiano a parte ”ciao bella”. Li vedi andare in giro con aria baldanzosa: nei giardini pubblici, per le vie della statale, in tabaccheria a comprare stecche di sigarette o a giocare i numeri al lotto e di giorno e di notte a bivaccare per le vie della città. Ovviamente non nego che siano sbarcate pure famiglie fuggite da guerre o persecuzioni e che magari avrebbero pure il diritto ad un asilo politico, ma si tratta di una assai esigua minoranza. Questa ”immigrazione” alla quale assistiamo è un fenomeno creato di proposito ai tavoli del potere, non si tratta di un fenomeno spontaneo; ciò che si vorrebbe far apparire come un frutto ineluttabile della storia è in realtà un piano studiato a tavolino e finanziato dagli ignari contribuenti occidentali, preparato da decenni per distruggere completamente il volto del Vecchio continente . E’ un fenomeno le cui cause sono tutt’oggi abilmente celate dal Sistema. Chi fa propaganda multietnica si sforza falsamente di rappresentare il fenomeno come inevitabile. La crescita demografica dei popoli europei è pari a solo 1.4. Storicamente nessuna cultura con un tasso di natalità pari a 1.9 è mai riuscita a riprendersi. Mentre una popolazione diminuisce sempre più allo stesso modo va svanendo una cultura. La storia della statistica ci dice che ormai e’ impossibile recuperare la situazione, è solo questione di anni e l’Europa così come la conosciamo adesso non esisterà più. Tuttavia la popolazione in Europa non è in declino, come mai? IMMIGRAZIONE soprattutto islamica. La crescita demografica islamica in Europa è pari a 8.1, quindi 7 volte superiore! E come mai i migranti islamici (clandestini e presunti profughi) non si dirigono o non vengono indirizzati verso le ricche nazioni di fede islamica come Arabia saudita ed Emirati arabi? L’incitamento all’immigrazione di massa (anche se in questo caso si dovrebbe parlare di invasione) è anche alla base dei costanti inviti dell’ONU ad accogliere milioni di immigrati per compensare la bassa natalità europea (Ma perche? Solo i musulmani sanno fare figli?). Non è attraverso l’apporto di un patrimonio genetico diverso che si protegge il patrimonio genetico europeo, ma che così facendo se ne accelera la scomparsa. È certo infatti che la bassa natalità europea di per sé potrebbe essere facilmente invertita con idonei provvedimenti di sostegno alle famiglie (un pò come sta cercando di fare Putin in Russia ad esempio) oppure creando condizioni più favorevoli per i giovani per poter loro permettere di formare una famiglia, anziché spingerli a stili di vita materialisti, frivoli e privi di qualsiasi morale; oppure sostenendo le giovani coppie o le famiglie numerose. Poi ho anche un atroce sospetto: perché i casi di sterilità fra gli europei – anche fra giovani di 20 anni – sono sempre misteriosamente più numerosi?! – L’unico scopo delle misure che hanno messo in atto è quello di snaturare completamente un popolo, trasformarlo in un insieme di individui senza più alcuna coesione etnica, storica e culturale. Sotto la duplice spinta della disinformazione e del buonista rimbecillimento umanitario operato dai mezzi di comunicazione, traviamento e disinformazione di massa si è insegnato agli europei a rinnegare le proprie origini, la propria cultura e soprattutto il proprio Credo.
L’immigrazione clandestina di massa e la jihad sono la chiave delle élite massoniche europee – statunitensi per poter stabilire il loro tanto studiato ”nuovo ordine mondiale”. Esso prevede : UNIFORMAZIONE DELLE ETNIE, ANNULLAMENTO DI TUTTE LE DIFFERENZE SOCIALI, CULTURALI (Piano Kalergi), SESSUALI, UN UNICO GOVERNO MONDIALE, UN UNICO POPOLO METICCIO, UN’UNICA FALSA RELIGIONE, UN’UNICA VALUTA (ANZI MICROCHIP SOTTOCUTANEO da spegnere al primo pensiero non conforme!). Se ci fate caso tutto quello per la quale si battono i governi burattini, informazione, istruzione e purtroppo anche alcune lobbies corrotte della Chiesa ecc. sarà il mondo stesso che lo chiederà a gran voce perché altrimenti tutto sarebbe travolto dal disordine e dal chaos! (Piano Dullas ). Fate attenzione perché il modello ”mondialista-massonico” che ha in mente l’asse USA-UE non è meno spregevole di quello islamico! E noi? …noi continuiamo a fregarcene di tutto o a credere alle cosiddette ”verità ufficiali” che ci passano i media buonisti e menzogneri, temendo di apparire razzisti e quindi politicamente scorretti, a vivere con frivolezza e a scazzottarci negli stadi. Quale futuro per i nostri figli? Se l’Europa vorrà sopravvivere dovrà prendere coscienza di questa realtà; dovrà ritornare alle proprie origini e alla propria fede. L’Europa apostata ha rinunciato alla propria civiltà, ha rinunciato alla propria identità, ha rinunciato a Gesù Cristo e alla propria cultura. L’unica via da seguire è la strada che la Madonna già nel 1917 ci ha tracciato, ovvero: conversione vera e sincera, conversione di massa , ritorno alla preghiera, ritorno ai Sacramenti, ricordiamoci quello che disse San Giovanni Bosco: ”Se Dio è con noi siamo la maggioranza”!
Lo scorso anno, Francesco Alberoni descrisse in modo impeccabile questa drammatica situazione sul “Giornale”:”Il Papa e il presidente Mattarella dicono che c’è una Terza guerra mondiale. No, sbagliano, non c’è nessuna Terza guerra mondiale. Quello che è in atto è l’invasione dell’Europa da parte di popolazioni asiatiche ed africane. Un’Europa che non si difende e non le respinge, anzi le accoglie e le aiuta. I problemi nasceranno e diventeranno più gravi domani, quando queste popolazioni saranno aumentate enormemente e avranno dato luogo a nuove configurazioni e a nuovi conflitti etnici, religiosi e politici. Ma per ora né i governanti né gli intellettuali né i giornalisti europei se ne preoccupano. No, non c’è una Terza guerra mondiale. C’è una invasione dell’Europa che avviene perché non c’è più il mondo libero e non c’è più una guida del mondo libero. Gli europei credevano sinceramente nel mondo libero e hanno lasciato volentieri agli Usa il compito di guidarlo e di difenderlo. Ma dopo la fine dell’Urss gli americani anziché creare una grande alleanza che comprendesse Europa e Russia, hanno rotto con il Cremlino e si sono appoggiati ai Paesi islamici. Tutto è cominciato quando hanno armato i mujaheddin afghani contro i russi, poi hanno combattuto i regimi filorussi di Hussein, di Gheddafi e di Assad lasciando il campo libero alla Turchia, all’Arabia Saudita e al Califfato tanto in Medio Oriente come nel Nordafrica. Ed ora consentono che una organizzazione potentissima recluti e trasporti milioni di asiatici e di africani musulmani per portarli in Europa. Il mondo libero non ha più una guida. Non costituiscono più una guida gli Usa che hanno tradito l’Europa, si sono posti in competizione con la Russia e pensano solo a fare affari con gli islamici. Non lo sono i leader europei compreso Renzi, che sembrano storditi, instupiditi, incapaci perfino di capire cosa succede. Non lo è la Germania, preoccupata solo di recuperare i crediti greci e di impadronirsi dei suoi porti e delle sue isole. Non lo è più nemmeno la Chiesa che ha un Papa anticapitalista e terzomondista favorevole all’invasione afro-islamica dell’Europa”.
In un interessante editoriale pubblicato sul “Giornale” alcuni mesi fa, è stato analizzato in modo preciso dal giornalista Sergio Rame il business legato all’immigrazione. “Trentaquattro miliardi di dollari. Una cifra da capogiro. È quanto vale il giro d’affari del traffico di esseri umani che, negli ultimi vent’anni, è costato la vita nel solo Mar Mediterraneo a 20mila persone. Col risultato che il Canale di Sicilia è sempre più affollato di persone che tentano di fuggire dall’Africa o dal Medio Oriente per cercare una nuova vita in Europa. Stando alle fonti di intelligence, si muore di più sulla rotta libica che su quella tunisina, ma in ogni modo il mare è sempre più pericoloso e i trafficanti di esseri umani sempre più senza scrupoli. Secondo l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr), nel 2014 sono stati 219mila i rifugiati e i clandestini che hanno solcato il Mediterraneo per raggiungere le coste del Vecchio Continente. Più o meno nello stesso periodo (da ottobre 2013 al novembre 2014), durante l’operazione Mare Nostrum, ci sono state circa 3.500 vittime. Dall’inizio del 2015, sempre dati Unhcr, sono già circa 31.500 le persone che hanno intrapreso traversate marittime per raggiungere Italia e Grecia, rispettivamente il primo e il secondo principale paese di arrivo, e i numeri stanno crescendo ulteriormente. Sulle coste italiane, secondo dati del Ministero dell’Interno, da gennaio 2015 sono sbarcati 23.556 immigrati. Erano stati 20.800 nello stesso periodo del 2014. Una crescita del 30%, che a fine anno potrebbe tradursi in un aumento di circa 200 mila persone sbarcate sulle coste italiane. Aumenta anche il numero di chi non ce la fa: con il tragico naufragio avvenuto oggi in acque libiche, che avrebbe provocato la morte di circa 700 persone, sale a oltre 1.600 il bilancio dei morti stimati dall’inizio dell’anno. Due giorni fa, infatti, l’Unhcr stimava in 950 i morti da gennaio, ai quali vanno aggiunti gli oltre 700 che sabato notte sarebbero finiti in mare dopo che il loro barcone si è capovolto. Ma per fortuna c’è anche chi sopravvive a questi viaggi pericolosi: secondo la Guardia Costiera italiana, solo dal 10 aprile sono state salvate più di 8.500 persone. Per salire su uno di questi barconi della speranza si arriva a sborsare dagli 9mila ai 12mila dollari. Come spiega l’Huffington Post, i punti di partenza sulla costa ad ovest di Tripoli sono Zuara, Sabratha, Sourman e Zanzur. Alle porte della capitale, invece, i clandestini vengono imbarcati a Tagiura. Chi parte da Misurata, invece, a Tarabuli. Tutte zone sotto il controllo del governo islamista di Tripoli. Un governo non riconosciuto dalla comunità internazionale e per di più legato ai miliziani di Ansar al Sharia che in Cirenaica combattono sotto le insegne nere del Califfato. I jihadisti di Ansar al Sharia, che nei mesi scorsi hanno giurato fedeltà a Abu Bakr al Baghdadi operano sicuramente a Sabratha, uno dei punti di partenza verso Lampedusa”.
Su”Tempi”, il criminologo Andrea Di Nicola ha esaminato in modo accurato il business criminale legato all’immigrazione. “Già il termine “scafista” è errato. Non è importante colui che pilota la barchetta, lo scafista in senso stretto, ma lo smuggler, colui che lavora come organizzatore del viaggio. Alcuni dei 997 “scafisti” arrestati nell’ultimo anno sono anche smuggler ma di solito chi sta sulla barca non è l’organizzatore, anzi. Tracciando un paragone con un altro traffico criminale, quello della droga, chi è sulla barca corrisponde un po’ al piccolo spacciatore. Certo fa parte anche lui della rete, ma non è il grande trafficante colombiano, né il suo referente europeo. Più che pensare agli scafisti, occorre capire invece come questi grandi criminali siano capaci di irridere i buchi dell’Europa. Bisogna capire perché più in Europa si alzano le barriere, più i trafficanti sono capaci di operare, con costi crescenti. I trafficanti sfruttano persone disperate e queste non si esauriscono né purtroppo diminuiscono. Non serve alzare barriere: gli smuggler sono violenti e sanno bene che arriverà sempre qualcuno da fregare. A chi parte dalla Siria vengono chiesti dagli otto ai 10 mila dollari, mentre per la rotta dalla Libia alla Sicilia chiedono 1.000 o 1.500 euro. Alcuni di questi boss guadagnano qualcosa come 6 milioni di euro all’anno a testa, in nero, quindi esentasse. Loro sono decine. Frontex nell’ultimo anno ha risucchiato 90 milioni di euro. Tutte le primavere arabe hanno sicuramente influito e hanno fatto sì che le rotte con Italia, Spagna e Cipro divenissero quelle principali, su cui si concentrano i più grossi trafficanti. Saremmo dovuti intervenire all’epoca. Tuttavia faremmo peggio se oggi andassimo in un certo paese, ad esempio la Libia, e muovessimo guerra alle tribù, pensando che in quel modo il traffico sparirebbe. Assolutamente non servirebbe a nulla, se non a spostare di qualche chilometro il punto di partenza dei viaggi. I trafficanti semplicemente riorganizzerebbero le loro rotte. Per questo anche un blocco navale al largo delle coste non servirebbe a nulla. Piuttosto ha senso intervenire in quei paesi concentrando tutti i richiedenti asilo in campi di rifugiati, ad esempio in Egitto. Significherebbe togliere un terzo dei potenziali clienti ai trafficanti, e quello sì che sarebbe un colpo durissimo”.
Questa gravissima situazione è stata analizzata alcuni mesi fa anche da Luna De Gattis – Redattore Capo de “La Zanzara del Web” con questo esaustivo editoriale:” In questi giorni in troppi parlano di immigrazione, i media al servizio del potere vi stanno riempiendo la testa di immagini pietose all’unico scopo di addolcire i vostri stupidi cuori e farvi accettare supinamente la lenta invasione della nostra Nazione. Vogliamo darvi alcuni dati, numeri inequivocabili, statistiche e cifre che arrivano dal Ministero dell’Interno, dai rapporti Caritas e da tutto quel mondo in apparenza sommerso che ruota attorno alla figura del “povero” clandestino. Siamo certi che i soliti stupidelli terzomondisti e buonisti ci accuseranno di razzismo, fascismo, leghismo e magari in ogni modo proveranno a darci dei falsi o dei bugiardi, ormai ci siamo abituati, abbiamo capito che amano divertirsi così e li lasciamo fare, anzi, più ci saranno di questi attacchi e più saremo felici perchè significa che siamo dalla parte giusta della battaglia.
80 Miliardi di Euro – numeri da capogiro, sarebbe la cifra folle che il nostro stato deve spendere ogni anno per fronteggiare il fenomeno migratorio e tutte le problematiche che da esso derivano. Ovviamente questa cifra, stimata per difetto, è data dalla somma di più fattori che successivamente andremo ad analizzare. Andiamo con ordine: dati del ministero dell’interno riportati anche da Magdi Allam qualche mese fa su il giornale ci dicono che per il solo contrasto all’immigrazione clandestina, abbiamo buttato quasi due miliardi di euro in pochi anni. Questa cifra racchiude in se le sole spese per i controlli delle frontiere, per le forze messe in campo dai vari governi e per le relazioni internazionali con i paesi d’origine di questi invasori. Il fenomeno migratorio, che in tanti definiscono risorsa, si rivela tale solo per lacriminalità organizzata che recluta quotidianamente i cari clandestini e li porta nel magico mondo della delinquenza. Veniamo così ai costi che tali “poveri migranti” hanno per il nostro sistema giudiziario e penitenziario già di per se martoriato e ridotto ai minimi termini. Secondo i dati dell’Osapp (sindacato autonomo di polizia penitenziaria) un detenuto costa allo stato italiano, dunque a tutti noi, più di un parlamentare ovvero circa 12 mila euro al mese (stima al ribasso) se consideriamo che ci sono quasi 30000 immigrati nelle patrie galereovvero quasi il 40% del totale dei detenuti, i calcoli sono ancora una volta impietosi: più di 4 miliardi di euro buttati ogni anno per mantenere gli stranieri delinquenti.. (l’IMU che abbiamo pagato grazie al governo di Mario Monti). E’ ormai storia vecchia il dato vergognoso relativo al sussidio che ogni immigrato irregolare percepisce da quando sbarca sulle nostre coste, 45€ al giorno in media con cifre che raggiungono anche i 70€ se parliamo di minori. Uno schiaffo che le istituzioni danno ai cittadini italiani onesti che invece malapena arrivano alla fine del mese. Un altro dato vergognoso che ci arriva dal ministero dell’interno, ci parla di quanto ci costa l’accoglienza: arriviamo a quasi 3 milioni di euro al giorno, altri 2/3 miliardi buttati all’anno!! La cosa ancora più terrificante è che questo salasso, che paga il nostro stato (dunque tutti noi) viene distribuito alle fantomatiche associazioni di pseudo volontariato che si occupano della prima accoglienza e delle prime pratiche di riconoscimento. Ne parla addirittura il quotidiano “La Repubblica” non certo un giornale di stampo identitario e nazionalista: le varie Coop, Caritas, associazioni vicine a Comunione e Liberazione ecc..traggono grandi profitti dal fenomeno migratorio, più clandestini sbarcano e più loro guadagnano, alla faccia nostra e della sicurezza di questo paese, ecco spiegato tanto fazioso buonismo che guarda caso arriva sempre da quegli ambienti.. Arriviamo poi a fare una conta dei danni collaterali che l’immigrazione porta alla nostra sempre più debole italia. Dieci milioni di stranieri di cui la stragrande maggioranza si dichiara povera e dunque bisognosa, significa dieci milioni di persone che usano il nostro sistema sanitario nazionale senza versare un centesimo, dieci milioni di individui che usano abusivamente i nostri mezzi di trasporto, che rallentano l’attività didattica nelle nostre scuole,dieci milioni di potenziali criminali che possono violentare noi donne italiane, rubare nelle nostre case, ammazzare i nostri cari, togliere un’occupazione ai nostri figli, creare concorrenza sleale nel mercato del lavoro, superare le nostre famiglie nell’assegnazione delle case popolari, depredare i nostri sistemi di assistenza gratuita e di sussidi per meno abbienti, diffondere in maniera esponenziale materiale contraffatto, amplificare il mercato della droga e lo sfruttamento della prostituzione, contagiare milioni di italiani con esotiche malattie che da tempo avevamo debellato ecc… Secondo una stima della CGIA di Mestre, tutto questo avrebbe un costo ben superiore agli 80 miliardi di euro annui da cui siamo partiti, ma vogliamo credere che si sbaglino, anche se ne dubitiamo fortemente… Il fenomeno migratorio, non porta affatto ricchezza a questo paese. A prescindere dall’aspetto economico che comunque va considerato specie in un periodo di grande austerità e ristrettezza che colpisce le famiglie e le imprese italiane, lo straniero a questa Italia ha portato insicurezza, disordine, disagio sociale, lotta tra poveri, violenza, criminalità.. Non possiamo accettare tutto questo. Non me ne vogliano i soliti buonisti che spesso ci accusano di falsità e razzismo, questi dati sono incontestabili, come si può pensarla in maniera diversa? Lo stato dovrebbe essere come un buon padre di famiglia, severo ma attento al benessere ed al futuro dei propri figli. Purtroppo invece questo stato è diventato un Padre Padrone, cattivo e senza cuore con la propria prole ma generoso e accogliente con gli stranieri.. Non va bene.. Io non ci sto.”

Cosa fare dinanzi a questa deriva? Illuminanti sono le importanti parole pronunciate nel 2000 dal Cardinale Biffi , all’epoca Arcivescovo di Bologna:” Ciò che dobbiamo augurare al nostro Stato e alla società italiana è che si arrivi presto a un serio dominio della situazione, in modo che il massiccio arrivo di stranieri nel nostro paese sia disciplinato e guidato secondo progetti concreti e realistici di inserimento che mirino al vero bene di tutti, sia dei nuovi arrivati sia delle nostre popolazioni. La pratica attuazione di questi progetti obbedirà necessariamente a criteri che saranno anche economici: l’Italia ha bisogno di forze lavorative che non riesce più a trovare nell’ambito della sua popolazione. A questo proposito, dovrebbero essere tutti ormai persuasi di quanto sia stata insipiente la linea perseguita negli ultimi quarant’anni, con l’ossessivo terrorismo culturale antidemografico e con l’assenza di ogni correttivo legislativo e politico che ponesse qualche rimedio all’egoistica e stolta denatalità, da molto tempo ai vertici delle statistiche mondiali. Tutto questo nonostante l’esempio contrario delle nazioni d’Europa più accorte, più lungimiranti, più civili, che non hanno esitato a prendere in questo campo intelligenti e realistici provvedimenti. Ma i criteri di cui si parla non potranno essere soltanto economici e previdenziali. Una consistente immissione di stranieri nella nostra penisola è accettabile e può riuscire anche benefica, purché ci si preoccupi seriamente di salvaguardare la fisionomia propria della nazione. L’Italia non è una landa deserta o semidisabitata, senza storia, senza tradizioni vive e vitali, senza una inconfondibile fisionomia culturale e spirituale, da popolare indiscriminatamente, come se non ci fosse un patrimonio tipico di umanesimo e di civiltà che non deve andare perduto. Bisogna perciò concretamente operare perché coloro che intendono stabilirsi da noi in modo definitivo “si inculturino” nella realtà spirituale, morale, giuridica del nostro paese, e vengano posti in condizione di conoscere al meglio le tradizioni letterarie, estetiche, religiose della peculiare umanità della quale sono venuti a far parte. E’ evidente che il caso dei musulmani vada trattato a parte. Ed è sperabile che i responsabili della cosa pubblica non temano di affrontarlo a occhi aperti e senza illusioni. Gli islamici – nella stragrande maggioranza e con qualche eccezione – vengono da noi risoluti a restare estranei alla nostra “umanità”, individuale e associata, in ciò che ha di più essenziale, di più prezioso, di più “laicamente” irrinunciabile: più o meno dichiaratamente, essi vengono a noi ben decisi a rimanere sostanzialmente “diversi”, in attesa di farci diventare tutti sostanzialmente come loro. Hanno una forma di alimentazione diversa (e fin qui poco male), un diverso giorno festivo, un diritto di famiglia incompatibile col nostro, una concezione della donna lontanissima dalla nostra (fino a praticare la poligamia). Soprattutto hanno una visione rigorosamente integralista della vita pubblica, sicché la perfetta immedesimazione tra religione e politica fa parte della loro fede indubitabile e irrinunciabile, anche se aspettano prudentemente a farla valere di diventare preponderanti. Non sono dunque gli uomini di Chiesa, ma gli stati occidentali moderni a dover far bene i loro conti a questo riguardo. Quanto ai rapporti da intrattenere con le diverse religioni, che sono presenti tra noi in conseguenza dell’immigrazione, sarà bene che nessuno ignori o dimentichi che il cattolicesimo – che indiscutibilmente non è più la “religione ufficiale dello Stato” – rimane nondimeno la “religione storica” della nazione italiana, la fonte precipua della sua identità, l’ispirazione determinante delle nostre più vere grandezze. Sicché è del tutto incongruo assimilarlo socialmente alle altre forme religiose o culturali, alle quali dovrà essere assicurata piena e autentica libertà di esistere e di operare, senza però che questo comporti un livellamento innaturale o addirittura un annichilimento dei più alti valori della nostra civiltà. Va anche detto che è una singolare visione della democrazia il far coincidere il rispetto degli individui e delle minoranze con il non rispetto della maggioranza e l’eliminazione di ciò che è acquisito e tradizionale in una comunità umana. Dobbiamo qui segnalare purtroppo casi sempre più numerosi di questa, che è una “intolleranza sostanziale”, per esempio quando nelle scuole si aboliscono i segni e gli usi cattolici per la presenza di alcuni di altre fedi. Penso che l’Europa o ridiventerà cristiana o diventerà musulmana. Ciò che mi pare senza avvenire è la “cultura del niente”, della libertà senza limiti e senza contenuti, dello scetticismo vantato come conquista intellettuale, che sembra essere l’atteggiamento largamente dominante nei popoli europei, più o meno tutti ricchi di mezzi e poveri di verità. Questa “cultura del niente” (sorretta dall’edonismo e dalla insaziabilità libertaria) non sarà in grado di reggere all’assalto ideologico dell’Islam, che non mancherà: solo la riscoperta dell’avvenimento cristiano come unica salvezza per l’uomo – e quindi solo una decisa risurrezione dell’antica anima dell’Europa – potrà offrire un esito diverso a questo inevitabile confronto. Purtroppo né i “laici” né i “cattolici” pare si siano finora resi conto del dramma che si sta profilando. I “laici”, osteggiando in tutti i modi la Chiesa, non si accorgono di combattere l’ispiratrice più forte e la difesa più valida della civiltà occidentale e dei suoi valori di razionalità e di libertà: potrebbero accorgersene troppo tardi. I “cattolici”, lasciando sbiadire in se stessi la consapevolezza della verità posseduta e sostituendo all’ansia apostolica il puro e semplice dialogo a ogni costo, inconsciamente preparano (umanamente parlando) la propria estinzione. La speranza è che la gravità della situazione possa a un certo momento portare a un efficace risveglio sia della ragione sia dell’antica fede. E’ il nostro augurio, il nostro impegno, la nostra preghier