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S. Maria Capua Vetere. La magica danza di Mena Di Maio al Garibaldi

(Raffaele Raimondo) SANTA MARIA CAPUA VETERE Nel teatro Garibaldi, progettato da Antonio Curri ed inaugurato nel 1896, torna nella serata di domenica 27 giugno la “magìa” del Centro Studi Danza della “diva” Mena Di Maio, d’origine sparanisana e, ormai, cittadina del mondo. E’ l’attesissima soirée del “saggio finale” d’un nuovo anno tersi coreo, impegnativo quanto esaltante, come da consolidata tradizione. Un appuntamento in cui si riconoscono, corpo ed anima, allieve ed allievi del CSD “stregati” dalla “diva”, antidiva per eccellenza. Ed è appunto lei la prima a sorprendersi di se medesima, facendole amabile corona una schiera d’artisti “in erba” pronti a scommettere qualunque preziosa cosa per la “magistra”. Già, perché soltanto chi è e diventa ogni giorno di più magis-ter può contare su un tale sconfinato amore. Conoscevamo da anni la Di Maio per fama, ma quando nel 2014 abbiamo avuto l’onore di seguire dal vivo l’incantevole saggio che il CDS propose, vibrammo d’emozioni e capimmo da quali lontane radici ne nasceva il successo e a quali vette di pensiero e di creatività sa dirigersi la diuturna lezione dell’antidiva carica d’onori eppure testimone incrollabile di quella “misura che è misura di tutte le cose”. Le performances dello scorso anno spaziarono in lungo e in largo, in altezza e in profondità di sensazioni, entusiasmi, introspezioni e slanci, coreografia dopo coreografia. Un caleidoscopio coinvolgente. Una sapiente invenzione artistica, di step e complessiva, peraltro “giocata”, dall’inizio alla fine e di volta in volta, con un indovinato mix di suoni, effetti luminosi, costumi, trucchi e quant’altro l’odierna tecnologia consente di impiegare in costruzioni di danza, diremmo con la D maiuscola. Decidemmo poi d’andare alla “fonte”, cioè nell’elegante sede in cui, per mesi, si preparano i minuti e i secondi dell’emblematica rappresentazione di fine anno. Era d’autunno, ricordiamo, e fu una seconda bella scoperta. Conversammo con lei, la diva-antidiva, e con le allieve presenti che non esitarono a rivelare l’immensa gioia di un sogno in corso: la “danza per la danza” in tenace connubio con “danza= vita”. Toccammo così cuore, vene e arterie pulsanti di un “progetto” insegnato, bene imparato, condiviso fino in fondo. Non “facile cammino”, bensì ardui sentieri, proprio come quelli immaginati e pienamente vissuti …“per aspera …ad astra”. Infatti, solo affrontando con olimpica determinazione le asprezze dell’esercizio e del sacrificio è possibile aspirare alle stelle, tuttavia sapendo di non poterle mai raggiungere. Francamente non sappiamo se dal CSD – fondato dalla Di Maio e, come poche scuole di danza, in grado di poter vantare applausi raccolti in Russia, a San Pietroburgo – sia già finora uscita un’étoile o anche più d’una. Ciononostante non ci meraviglieremmo affatto se questo avvenisse fra domani e dopodomani. Oggi, intanto, al Garibaldi la magìa dimaiana torna. Forte, corale, ammaliante, sotto le forme raffinate di ogni analogo grande appuntamento. E stavolta andremo – lo confessiamo – alla ricerca di soliste e solisti, giacché ci piace talora indovinar prospettive sulla singola persona. E’ però evidente che abbiamo netta la coscienza della difficoltà, soggettiva ed oggettiva, di trovarli. Una sola è allora la certezza: quella di poter dire, a resoconto, d’aver avuto, ancora una volta, la fortuna d’esserci e…d’aver doverosamente ringraziato Mena, i suoi genitori ed i fortunati allievi.