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DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA E CRISI DELL’EURO

(IlMezzogiorno) BENEVENTO. Il prossimo 4 maggio alle 19, presso la chiesa di San Pio da Pietrelcina, a Benevento, si terrà un incontro sulla “Dottrina sociale della Chiesa e la crisi economica dell’Euro”. Il relatore sarà il nostro collaboratore Gianluca Martone, Premio Livatino 2016. L’evento è patrocinato dall’associazione Onlus Pro Vita e dall’associazione Ora et Labora in difesa della Vita. Nella sua disamina, il giornalista farà riferimento ad alcuni interessanti contributi del Prof. Giacinto Auriti. In un suo contributo scritto nel 2004, il giurista abruzzese:” Esattamente con questo titolo (cfr. Il Tempo, 22 giugno 2004, p.7) o, con titoli analoghi, la grande stampa ha dato la notizia sconvolgente, che è iniziata la fase conclusiva della Rivoluzione Francese. Noi l’avevamo già preannunciata su Abruzzopress (3 giugno ’04, n.180) con queste testuali parole: “Lo Stato di diritto ha considerato nel proprio ordine costituzionale, solo i tre poteri: legislativo, giurisdizionale ed esecutivo. Il quarto potere della sovranità monetaria se lo sono fagocitato, nel silenzio, le banche centrali, S.p.A con scopo di lucro… ecco perché dobbiamo completare la Rivoluzione Francese: la sovranità monetaria va attribuita allo Stato – come quarto Potere Costituzionale – e tolta alla banca centrale. Non è più tollerabile che, in uno Stato di diritto, la funzione costituzionale della sovranità monetaria sia esercitata da una S.p.A. con scopo di lucro… L’urlo del Ca ira deve tornare sulle piazze, davanti alle sedi delle banche centrali e nei Tribunali. Ci dobbiamo riprendere la proprietà dei soldi nostri. Quando la governance economica programma “maggiori poteri alla Commissione nella sorveglianza dei conti pubblici…” pone necessariamente un conflitto di interessi tra la volontà del Padrone (la banca centrale) e quella dei camerieri (i governi). Ha denunciato esplicitamente l’eventualità di questo conflitto Mario Borghezio: ” Questa è una costituzione per l’Europa dei banchieri. Noi combattiamo invece per l’Europa dei Popoli…” . La diagnosi è esatta. Manca la terapia. Si impone la necessità di uscire dalle formule approssimative e generiche per proporre: 1) l’attribuzione allo Stato della sovranità monetaria come quarto potere costituzionale;  2) la proprietà della moneta al Popolo come REDDITO di CITTADINANZA;  3) l’emissione di moneta senza riserva, di PROPRIETA’ del PORTATORE, come oggetto di diritto sociale (a norma del 2° co. dell’art. 42 della Costituzione Italiana); 4) poiché il mercato è saturo sia di beni che di moneta quando i prezzi coincidono con i costi di produzione, solo quando questa coincidenza si verifica, va sospesa sia la produzione dei beni, che l’emissione di moneta in attuazione del quarto potere costituzionale della sovranità monetaria;  5) va costituito il Ministero per il risarcimento dei danni da usura (come i danni di guerra); 6) va sancita, con provvedimento di urgenza la moratoria dei debiti bancari e fiscali, perché basati sull’illecito del debito da signoraggio che ha trasformato il portatore da proprietario in debitore della propria moneta; 7) dichiarata la moneta di proprietà dei cittadini, lo Stato deve trattenere all’origine, all’atto dell’emissione, quanto necessario per esigenze di pubblica utilità, eliminando il 100% dei prelievi fiscali.

Questi fondamentali principi normativi si desumono dalla definizione del valore come rapporto tra fasi di tempo e conseguentemente del valore monetario come VALORE INDOTTO. Solo su questi principi, la governance economica proposta nel patto costituzionale europeo, potrà realizzare l’Europa dei Popoli. Altrimenti si continuerà nella tradizione dei camerieri dei banchieri in cui la sovranità monetaria è retta dalla banca centrale, S.p.A. con scopo di lucro. L’urlo del Ca ira deve tornare per scrivere la pagina conclusiva della Rivoluzione Francese. Ci dobbiamo riprendere la proprietà dei soldi nostriI Popoli del Terzo Mondo prima di essere dilaniati dalla fame sono dilaniati dal debito.50.000.000 di uomini muoiono di fame ogni anno, non per mancanza di derrate alimentari, ma del denaro per comprarle (come è provato dalla distruzione abituale delle eccedenze di prodotti agricoli). Poiché il denaro in circolazione è emesso, a costo nullo, dalle banche centrali, solo prestandolo, balza evidente che i vuoti monetari sono arbitrariamente pianificati dalla parsimonia feroce dei grandi usurai che dominano il sistema monetario. Solo su queste premesse ci si spiega perché l’Europa con l’avvento dell’EURO rischia di far parte del Terzo Mondo. Se la Banca Centrale Europea emetterà moneta prestandola – come hanno fatto e fanno sin dalla fondazione della Banca d’Inghilterra tutte le banche centrali – i Popoli Europei saranno tutti destinati ad essere colonie monetarie dell’impero usurocratico, tanto più perché – a norma dell’art. 107 e s. del Trattato di Maascricht­ – si sono convenzionalmente impegnati a non manifestare obiezioni, proposte o desideri. Nel silenzio del Trattato sulla proprietà dell’EURO, la BCE ha il potere di scelta tra servire o servirsi dei Popoli Europei. Se li vuole servire deve stampare e accreditare, se se ne vuole servire, deve stampare e prestare. Poiché questa seconda ipotesi è la regola costante per tutte le banche centrali del mondo, è ovvio che non potrà cambiare senza una esplicita previsione normativa. Se i Popoli Europei vogliono evitare la drammatica tempesta della moneta-debito (preconizzata del resto da Alan Greespan Presidente della Federal Reserve Bank che è in grado di prevederla perché è in grado di causarla) devono consensualmente programmare l’integrazione del Trattato, per colmarne una lacuna normativa INAMMISSIBILE ed INTOLLERABILE, perché nessuna norma dice di chi è la PROPRIETA’ dell’ EURO. L’EURO VA ESPLICITAMENTE DICHIARATO DI PROPRIETA’ DEI POPOLI EUROPEI con una norma integrativa pienamente legittima perché non contraddice con nessuna norma del Trattato vigente. Ciò in applicazione dell’ovvio principio per cui PIUTTOSTO CHE ELEMOSINARE LA REMISSIONE DI DEBITI NON DOVUTI E’ MOLTO PIU’ CONVENIENTE PREVENIRNE L’INSTAURAZIONE: NON ACCETTARLI. Poiché questa proposta è perfettamente coincidente con il Messaggio del Papa sulla estinzione dei debiti del Terzo Mondo, è un’ottima occasione per avere la prova che il Governatore della Banca d’Italia è un vero cattolico quale dice di essere. Perché mai ci dovremmo indebitare infatti verso la BCE per un valore pari a tutto il denaro che vorrà mettere in circolazione? Quale è il corrispettivo di questo debito immane ed arbitrariamente imposto dal falso creditore a falsi debitori? La risposta scandalosamente inconfutabile è : ” UNICO CORRISPETTIVO E’ IL NULLA ! ! ! ” Si impone quindi – con la massima urgenza – che il Governatore Fazio proponga ai Governi ed ai Governatori degli Stati Europei la norma integrativa ed interpretativa del Trattato di Maasricht che concepisca l’EURO proprietà (e non debito) del portatore. E’ GRAN TEMPO ORMAI CHE SI ACQUISTI LA CONSAPEVOLEZZA CHE IL VALORE DELLA MONETA ALL’ATTO DELL’EMISSIONE E’ CREATO DA CHI L’ACCETTA. ECCO PERCHE’ TUTTI POSSONO PRESTARE DENARO TRANNE CHI LO EMETTE. Potrebbe altrimenti riproporsi anche per l’Europa l’alternativa tra la sopravvivenza dei Popoli e quella dei debiti. Nascerebbe così ineluttabilmente, come nella Vandea, il diritto alla rivoluzione”.