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Caserta. Presentazione del Popolo della Famiglia. La gente entusiasta sfida il freddo

(Caserta24ore) CASERTA Nonostante la temperatura fosse attestata su due gradi centigradi, poi scesi a zero, la sala della Ex Caserma De Martino a Casagiove si è riempita di persone ieri sera per ascoltare la voce dei candidati del Popolo della Famiglia. Il Segretario Nazionale Gianfranco Amato, molto atteso, è stato impedito a partire da Milano per la non fruibilità delle piste di atterraggio (causa il gelo di questi gironi) e ha inviato i suoi saluti ai presenti. L’evento è stato moderato da Francesco Marino, Direttore di Casertafocus, che ha introdotto dapprima Giovanni DI Lillo, candidato alla Camera nel Collegio Santa Maria Capua Vetere e coordinatore provinciale del partito di ispirazione cristiana, poi gli altri candidati Mario Romanelli (candidato alla Camera nel Collegio Caserta), Mena Velotti (candidata alla Camera per Aversa) e Fabio Candalino candidato per il Senato.
I candidati hanno illustrato le ragioni di fondo della loro decisione di scendere in campo e spiegato chiaramente il perché “i voti dati al centro destra siano alla fine destinati a favorire personaggi come Giulia Buongiorno (abortista e favorevole alle unioni gay e all’eutanasia), Emma Bonino (abortista e divorzista), Silvio Berlusconi e tutti gli altri che hanno voluto le unioni civili, il biotestamento e il “divorzio breve”. Proprio quest’ultimo provvedimento, votato dal centrodestra all’unisono con Renzi e con i Cinquestelle, “ha determinato una vertiginosa impennata dei divorzi tra coppie over 60, favorendo grandemente le spaccature delle famiglie dei nonni”. E’ stato illustrato come il partito di Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia, si sia astenuto o abbia votato a favore di tutti questi provvedimenti. Dunque, hanno ribadito con forza gli esponenti del partito di Mario Adinolfi, gli “appelli recenti di tutti costoro a favore della famiglia, sono slogan elettorali e null’altro”.

Sono stati enucleati i pezzi forti del programma del Popolo della Famiglia, ispirato alla Dottrina Sociale della Chiesa: Reddito di maternità, Quoziente familiare fiscale, partita Iva ai nuclei familiari, divieto di introduzione dell’ideologia gender nelle scuole, riforma con costo standard della scuola (con effettiva libertà di scelta anche per la scuola privata) e sburocratizzazione del sistema scuola, soffocato da una disumana rete di oneri burocratici per i docenti a danno della trasmissione di un vero Sapere, abrogazione della Legge Cirinnà ed altro.
Il concetto base, sulla scia delle analisi degli economisti e demografi, è stato fortemente sottolineato: se non si riparte dalla famiglia e dalla natalità, l’economia non può ripartire e ogni altro diverso intervento diviene inefficace e illusorio. Con l’attuale taso di natalità, se non si inverte la rotta, la civiltà europea, è destinata all’estinzione. In sala presenti persone venute da tutta la provincia, anche da Succivo, Orta di Atella, Gricignano, Carinola, Macerta Campania, Calvi Risorta, Teano. Anche alcune suore e qualche Sacerdote hanno presenziato e proprio l’intervento di un presbitero nel corso del dibattito, ha suscitato apprezzamento tra il pubblico, per le parole pregne di contenuto dottrinale e dirette ad incoraggiare i laici impregnati e le famiglie. Il giovane Sacerdote ha detto esplicitamente che quello che sta avvenendo col Popolo della Famiglia è segno del fatto che in questo momento storico le famiglie “dal basso convertiranno la Chiesa”