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Editoriale. Il cassetto dei sogni.

(di Paolo Mesolella). Per il prossimo anno impariamo ad aprire il cassetto dei sogni. Dentro al nostro cuore abbiamo due cassetti: quello dei sogni e quello dei rimpianti. E’ saggio guardare questi cassetti ogni mattina e cercare che quello dei sogni sia ancora pieno e abbia ancora qualche sorpresa che ci attende. E che quello dei rimpianti sia vuoto. Ognuno di noi, infatti, ha dentro al cassetto dei sogni il desiderio di esprimere il meglio di sé, e di incidere sul mondo che lo circonda. Eppure solo pochi traducono questa aspirazione in progetto. La capacità di sognare, si dice, è genetica. Per alcuni, invece, il vuoto diventa il perno di una vita che gira attorno al tarlo dell’assenza di progetti, di speranze, di orizzonti da scoprire, di sfide da accettare, di amore da cogliere e da dare. Oggi quest’assenza si chiama depressione. Per curarla davvero, i farmaci non bastano. Bisogna tornare a riempire il cassetto dei sogni. Senza sogni il nostro cuore non sorride più. Bisogna, allora, guardare quei cassetti tutti i giorni, e in questo, a scuola, nel mondo dell’associazionismo e della cultura, si vive un’esperienza privilegiata: l’essere in contatto con i giovani, con la poesia, con la musica, con l’arte ci può infatti aiutare in questa entusiasmante ricerca di ciò che veramente è bello, lasciando andare via tutto il brutto di cui i più circondano la loro vita.