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Banca Capasso, esempio di promozione culturale nel territorio casertano

(Giuseppe Pace). LETINO. A Letino negli anni Cinquanta e Sessanta erano pochissimi gli studenti che andavano fuori paese a scuola. Tra questi pochi, che utilizzavano La corriera delle ore 5 (con sedere ghiacciato dal freddo dell’interno della corriera) c’era anche lo scrivente, che conquistò una borsa di studio, per merito e bisogno, ad un concorso per suole medie superiori provinciale. Sapere che attualmente una piccola Banca d’Alife promuove borse di studio per studenti, mi fa gioire per i miei conterranei nativi (Letinese) ed adottivi (Piedimontesi, Alifani, ecc.). Tale lodevole promozione da Mecenate, S. Capasso, acquista maggiore valenza sociale oggi che i mass media pubblicano che Caserta è all’ultimo posto per la qualità della vita tra le province italiane. Che colpa hanno quei poveri ragazzi che vivono nel territorio casertano, dove la malavita organizzata contribuisce, non poco, a fare in modo che Caserta occupi il fondo della graduatoria nazionale? Nessuna. Ecco perché da decenni mi batto che l’alto territorio casertano passi con il Molise perché entrambi si rifanno alla regione storica dell’antico Sannio, alla quale pare che anche la Banca mecenate alifana è sensibile da tempo. Il recente fatto scandaloso della scuola materna di Vercelli ha suscitato proteste di molti dei pensionati, in gran parte nonni. Alla TV, Uno Mattina, hanno intervistato 2 donne: una Dirigente scolastico, che difende ad oltranza le scuole e le maestre, l’altra Segretaria della Cisl, pur difendendo meno la scuola concordava, invece, di non installare le telecamere negli asili. Insomma il nefasto blocco di potere Stato-Sindacati si oppone alla necessaria garanzia, che la scuola debba offrire ai genitori per l’educazione democratica dei loro figli. Ricordiamo che una precisa norma obbliga la scuola di ogni ordine e grado di impartire i saperi democraticamente e non in modo padronale, come, putroppo e spesso accade attualmente. Siamo al solito problema dello Stato padrone che tratta i cittadini sudditi. In attesa di una riforma scolastica migliore della precedente, tutta statalista, ben vengano le telecamere di controllo dell’operato degli educatori, ma anche di tutto il pubblico impiego. Se non è possibile il controllo dell’utenza del servizio statale (genitori in caso di alunni minorenni) ben vengano le videoregistrazioni, sempre utili per l’utenza e la eventuale Magistratura chiamata in causa. Il fatto avvenuto a Vercelli, dove delle maestre insultavano e picchiavano bambini di 3-4 anni, è gravissimo e non è raro come dice per TV la Dirigente scolastica che difende sempre e in ogni caso la Scuola. Di recite del personale scolastico ed in particolari di chi è pagato per sorvegliarne il servizio, non reso bene all’utenza ovverossia ai genitori, il cittadino della Repubblica del 2017 d. C. è stufo. L’Italia degli anni Cinquanta-Sessanta non esiste più ed il servizio scolastico può essere anche non necessariamente statale, difficile da controllare bene se non si risolve il problema antico: chi controlla il controllore? Solo l’utenza è in grado di controllarlo. I Decreti Delegati, attuati dal 1974, non hanno sortito i frutti sperati ed hanno deluso- sia i genitori che gli studenti- le speranze di rinnovamento sostanziale della scuola. E’ tempo di pensare ad una scuola post-scuola di massa che non debba necessariamente avere personale amministrativo, ausiliario e docente tutto statale. Se fosse stato “privatizzato” il 30% circa del personale non docente, forse qualche ausiliario avrebbe riferito a Vercelli degli abusi, da tempo perpetrati, sugli innocenti bambini dell’asilo. Bisogna poi lasciare scegliere ai docenti se andare in una scuola statale o libera, gestita da un comitato genitori che delega un Direttore esperto e colto. Questi dovrebbe provenire, per concorso, non dalla Pubblica Amministrazione, ma dal mondo culturale del giornalismo e dell’industria dei servizi non pubblici, ma liberi. Quando cominciamo a fare ciò? E’ tempo di non aspettare altro tempo ancora. Molti dei Pensionati sono pronti ad un nuovo servizio scolastico nazionale nonchè degli altri servizi pubblici italiani non più erogati ai sudditi, ma ai cittadini dell’Italia, dopo la tramontata scuola di massa. Non sono molti 3,5 milioni di impiegati pubblici, ma la burocrazia che li avvolge è tanta ed ottusa. Un esempio esemplare di promozione culturale scolastica è quello della esemplare Banca Capasso di Alife (CE). Essa periodicamente, da anni, premia gli studenti bisognosi e meritevoli. Fa piacere leggere da Matesenews che “La cerimonia di premiazione prevista per domenica 17 dicembre 2017, alle ore 10:00, presso il “Cotton Village” in Via Canneto a Piedimonte Matese. L’Amministratore delegato dott. Salvatore Capasso comunica che la Banca Capasso Antonio S.p.A. ha ultimato l’istruttoria delle domande relative alle borse di studio messe in palio per l’anno scolastico 2016/2017 così suddivise: 25 borse di studio per le classi “intermedie” da € 150,00; 30 borse di studio da € 250,00 riservate agli alunni che hanno conseguito la “maturità”. Le domande pervenute, in aumento rispetto alle passate edizioni, ammontano complessivamente a 118, tra classi intermedie e maturità. Dieci gli Istituti scolastici interessati tra le province di Benevento e Caserta, e ventuno sono i Comuni di residenza degli assegnatari, sempre ricadenti nelle suddette province. Dal 4 dicembre 2017, sul nostro sito all’indirizzo www.bancacapasso.it, saranno consultabili. L’elenco degli assegnatari delle borse di studio ha una esemplare graduatoria con i primi 3 classificati. Per l’assegnazione del premio speciale, non in denaro, del valore di 500 euro ciascuno, è riservato agli studenti che hanno conseguito la ex maturità e che hanno nei 4 anni precedenti ottenuto una media più alta. La cerimonia di premiazione delle borse di studio si terrà Domenica 17 dicembre c.a. presso il “CottonVillage” a Piedimonte Matese (CE). Ecco un esempio di promozione degli studenti meritevoli, e che la Scuola di Stato, non riesce più a fare con oculatezza e periodicità, utile a fare venire la voglia di proseguire, con profitto, gli studi. Negli anni Sessanta, la Scuola statale casertana, del Sannio Alifano in particolare, ci riusciva, più di oggi, nonostante che la scuola sia divenuta di massa. Nel un territorio provinciale casertano dove vivono quasi un milione di persone, la qualità della vita, si ribadisce, con gli obiettivi indicatori socioeconomici, il fanalino di coda nazionale, quando migliorerà la qualità della vita di tanta brava gente casertana, eppure è la maggioranza!