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Lavoro, scuola. I sindacati confederali non fanno più gli interessi dei lavoratori

I sindacati confederali non fanno più gli interessi dei lavoratori: attraverso taciti accordi con le dirigenze degli uffici pubblici, scambiano il silenzio e il non vedere abusi e soprusi ai danni dei lavoratori, con clientele spicciole.
Altre volte sono gli stessi sindacati a propinare accordi su assunzioni (poche e sempre più precarie) utilizzate come monito per tutti gli altri lavoratori: chi sta con noi ottiene!.

Favori, permessi, incentivi, straordinari, sprechi di denaro pubblico, se onestamente gestiti porterebbero ad un BUON funzionamento della macchina amministrativa italiana, e della scuola, invece… la buona scuola si vede solo negli spot, nei depliants, nella grafica accattivante dei siti internet, belli da vedere, ma privi di contenuti e poco funzionali.
E’ anche colpa dei sindacati collusi con il sistema dirigente, la causa della mala gestione della pubblica amministrazione.

Per questi motivi è bene scaricare questi sindacati, revocando la trattenuta sul cedolino, altro non è che un vero e proprio furto legalizzato sullo stipendio. Per le questione burocratiche e legali ci sono i patronati, i consulenti amministrativi ai quali si può ricorrere alla bisogna con pagamento una tantum.

Quello che oggi ha perso il sindacato, è il ruolo politico da contrapporre alle logiche dirigenziali improntate, anche nella Pubblica Amministrazione, al massimo profitto a scapito dell’utenza, dei cittadini, degli studenti e dei lavoratori: personale pubblici uffici, docenti e personale scolastico Ata, educativo.
Di fatto, il costo di furberie, favoritismi, piccole ‘ruberie’ si ripercuotono su un servizio pubblico scadente e funzionante solo in apparenza e con condizioni che non consentono al personale della pubblica amministrazione di lavorare al meglio.

Questa è la realtà oggi in Italia e in particolare nella scuola Italiana.
Per ovviare a tutto ciò, NOI LAVORATORI, possiamo organizzarci dalla base, cioè da NOI STESSI.

Già esistono delle realtà di associazionismo dei lavoratori come i Cobas, RdB, Unicobas, Slai, USB, ma per contrastare la collusione del sindacalismo confederale con dirigenti che assomigliano sempre più a padroncini, bisogna unirsi e mettere da parte le diversità politiche che contraddistinguono il sindacalismo.
Per questo è nato il Sindacato Generale di Base