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Caserta. Il Ricordo dei Martiri di Garzano

(Caserta24ore) CASERTA Lì, dove la strada Centurano-santa Rosalia si biforca per arrampicarsi ancora su san Michele o scollinare per picchiare giù fin sotto i Ponti della Valle, un pezzo dolente della storia di Caserta è trascurato, avvilito, mortificato, ignorato. Una lapide mal posta fino a qualche mese fa, ricorda ed addita l’eccidio lì perpetrato di sacerdoti, civili e soldati nel 1943
da parte di soldati tedeschi ormai in ritirata. Essa porta inciso: “IL COMUNE DI CASERTA / ALLA MEMORIA DI / CARICATORE ANTONIO – SOLDATO / BORGIATTINO DOMENICO SAC. SALESIANO / CHIAPPELLA TOMMASO SAC. SALESIANO / CORATELLO FRANCESCO SAC. SALESIANO / DE GENNARO GIUSEPPE COORD. SALESIANO / BRANDI AGOSTINO / RAUCCI DONATO / BARBARAMENTE TRUCIDATI IL 28 SETTEMBRE 1943 / 25-4-1966” .
Il tragico episodio avvenuto la mattina del 28 settembre 1943, quando l’intero gruppo di religiosi salesiani, che aveva trovato rifugio dai bombardamenti nella Villa Santoro, sulle colline tra Caserta e Maddaloni, fu sterminato per vendetta contro gli italiani in seguito all’uccisione di un soldato tedesco da parte di un gruppo di partigiani che presidiavano l’area intorno al monte San Michele e difendevano i Ponti della Valle dai guastatori della Wehrmacht. Questo triste pezzo di storia casertana ricordato da questa lapide in quel luogo sacro alla memoria di quanti in questo mese ricordano amici, parenti e concittadini periti nei bombardamenti dell’agosto 1943; di quanti ricordano i racconti degli anziani che hanno avuto le guance che hanno bruciato per le lacrime allora versate per quelli che lì furono trucidati il 28 ottobre di quell’anno. Quei santi educatori e martiri della nostra città. L’eccidio è riportato in “Estate 1943: Speranze, rovine e morte” di Michele Diglio per la collana di “Memoria e storia- Lo Specchio”, e nonché in vari scritti e publicazioni dei Padri Salesiani, in primis il compianto storico salesiano casertano Don Nicola Nannola.Caserta subì diversi bombardamenti, tutti nell’anno 1943, ed i più disastrosi furono quelli del 27 agosto, del 16 e del 17 settembre. “Dopo i bombardamenti (il più imponente il 27 agosto) “la paura si era trasformata in terrore e l’unico pensiero che assillava noi tutti era quello di scappare dalla città”, scrive Diglio. Molti casertani trovarono rifugio nelle frazioni della città, dove, dopo l’8 settembre, furono raggiunti dal proclama del colonnello School che “aveva chiamato in servizio obbligatorio tutti gli uomini, dalla classe 1910 alla classe 1925, per impiegarli nei lavori in città, ma quelli che incapparono nelle loro retate finirono deportati in Germania”, precisa Diglio. Così molti giovani si diedero alla macchia e lo stesso Diglio si aggregò “al raggruppamento attestato al di qua dei Ponti della Valle (lato Garzano-san Michele) ” che aveva lo scopo “di fermare, ad ogni costo, i Tedeschi nel caso avessero l’intento di far saltare i Ponti …. importanti non solo per il rifornimento idrico della città ma perché il loro crollo avrebbe ostruito la strada di accesso alla valle telesina”.Quel 28 settembre vi furono contatti tra tedeschi e partigiani, gli uni in ritirata e decisi ad abbattere i Ponti, gli altri ad ostacolare ciò fino all’imminente arrivo degli Alleati. “A mezzogiorno circa”, scrive Michele Diglio, che quel giorno si trovava con il suo gruppo nella zona dell’Eremo di san Vitaliano, a Casola, “sentimmo lo scoppio di una bomba, di quelle a mano, ma questa volta proveniente dalla zona di Garzano-san Michele, seguito, dopo pochi minuti, da parecchie scariche di fucili e mitra. Un partigiano aveva lanciato una bomba a mano contro una pattuglia tedesca uccidendo un militare. Di qui l’immediatamente reazione dei commilitoni sfogata contro vecchi inermi sacerdoti salesiani ed un militare ammalato, compiendo una delle efferate esecuzioni degne di una civiltà barbara.” La parrocchia di San Pietro Apostolo di Garzano di Caserta, quale monito per la Pace alle nuove generazioni, promuove la ricorrenza ogni anno la parrocchia col parroco don Andrea Campanile e con l’aiuto di volontari laici. Lo scorso anno si realizzò la risistemazione dell’area del monumento, ivi posto, con il restauro dello stesso, la collocazione di sette ulivi (il numero dei martiri) e la collocazione di una croce con la frase del Vangelo sulla Pace, quale monito nel nostro territorio delle sofferenze generate dalla guerra, del continuo desiderio della Pace e della solidarietà umana tra le diverse generazioni ed i diversi popoli.

Per tenere viva questa memoria lo scorso anno è stata costituita l’Associazione ASSOCIAZIONE MARTIRI DI GARZANO, presso il Notaio Orsi di S.Maria C.V. L’appuntamento per domani mattina all’alba lunedì 28 settembre al Trivio Garzano-Santuario San Michele-Ponti della Valle di Maddaloni.