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Povertà in aumento. Solo tre regioni in controtendenza.

(Caserta24ore) L’Istat pubblica i nuovi dati sulla povertà in Italia, sia quella assoluta che relativa. Sulla povertà relativa offre anche una tabella di confronto tra tutte le regioni italiane e tra il 2016 e il 2017. Povertà relativa è una capacità di spesa inferiore a poco più di mille euro al mese per un nucleo di due persone e si uniforma a criteri europei. Vanno considerati dei margini di errore statistico simili nelle due annualità.
Drammatico l’aumento in un solo anno della povertà relativa nel Mezzogiorno, con Sicilia e Calabria a livelli spropositati. L’aumento è tuttavia generalizzato e riguarda quasi tutte le regioni italiane, con la povertà relativa che passa dal 10,6% al 12,3% in un solo anno. La Toscana ‘vanta’ l’aumento maggiore rispetto al passato: se, infatti nel 2016 il fenomeno era quasi sconosciuto, in un solo anno passa dal 3,6 al 5,9%. Livelli bassi rispetto al resto di Italia ma una crescita preoccupante. Peggiora anche la situazione dell’Umbria, unica regione del centro-nord a superare il livello del 10%. Solo quattro regioni hanno una discesa del livello di povertà relativa tra il 2016 e il 2017: Liguria, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Marche (anche se qui il dato di 0,1% è un margine troppo esiguo per parlare di tendenza). Delle grandi regioni italiane, dunque, solo la Regione Lazio ha una situazione di povertà migliore rispetto al 2016. Peggiora il dato di Lombardia, Veneto, Piemonte, Campania e di poco (‘solo’ lo 0,1%) quello dell’Emilia Romagna.