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PAPA FRANCESCO CONTRO L’IDEOLOGIA GENDER

(di Gianluca Martone)PAPA francesco In questo periodo, si sta parlando molto dell’ideologia gender, sulla quale si è soffermato a piu’ riprese anche lo stesso Papa Francesco in diversi suoi importanti interventi. Ma cos’è la teoria gender? Il padre ufficiale dell’ideologia di genere fu lo psichiatra sessuologo della John Hopkins University, John William Money, deceduto nel 2006. In base al parere di questo medico, “l’identità sessuale era sostanzialmente un prodotto della società e pertanto, duttile e malleabile alla nascita”. Il suo sogno era una sorta di democrazia sessuale, in cui ogni tipo di rapporto sessuale, compresa la pedofilia, sarebbe stato promosso e legalizzato!
Money scrisse: “La pedofilia e la efebofilia (amore per gli adolescenti) non sono una scelta volontaria più di quanto lo sia il fatto di essere mancini o daltonici”.L’assurdità di questo psichiatra raggiunse l’apoteosi, nel momento in cui decise di intervenire chirurgicamente nei bambini, i quali avevano dei peni di dimensione ridotta: li operava trasformandoli in “bambine”.Lo scopo era quello di dimostrare che l’identità sessuale era una “sovrastruttura culturale”.Nonostante il fallimento su tutta la linea, pagato sulla pelle di migliaia di bambini passati sotto il suo bisturi, purtroppo questa teoria si sta diffondendo in Europa e, purtroppo, anche nel nostro Paese.Anche il Santo Padre è intervenuto ripetutamente su questa delicata questione.

Nel corso del suo intervento al Bice (Bureau international catholique de l’enfant) l’11 aprile 2014, Papa Francesco disse:“Occorre ribadire il diritto dei bambini a crescere in una famiglia, con un papà e una mamma capaci di creare un ambiente idoneo al suo sviluppo e alla sua maturazione affettiva. Continuando a maturare nella relazione, nel confronto con ciò che è la mascolinità e la femminilità di un padre e di una madre, e così preparando la maturità affettiva. Ciò comporta al tempo stesso sostenere il diritto dei genitori all’educazione morale e religiosa dei propri figli. E a questo proposito vorrei manifestare il mio rifiuto per ogni tipo di sperimentazione educativa con i bambini. Con i bambini e i giovani non si può sperimentare. Non sono cavie da laboratorio! Gli orrori della manipolazione educativa che abbiamo vissuto nelle grandi dittature genocide del secolo XX non sono spariti; conservano la loro attualità sotto vesti diverse e proposte che, con pretesa di modernità, spingono i bambini e i giovani a camminare sulla strada dittatoriale del “pensiero unico”. Mi diceva, poco più di una settimana fa, un grande educatore: “A volte, non si sa se con questi progetti – riferendosi a progetti concreti di educazione – si mandi un bambino a scuola o in un campo di rieducazione”.
Queste parole eloquenti sono state nuovamente pronunciate dal Sommo Pontefice lo scorso mese di gennaio nella conferenza stampa, di ritorno dal suo viaggio apostolico nelle Filippine, facendo anche un esempio esaustivo sull’indottrinamento gender nelle scuole.
“Venti anni fa, nel 1995, una Ministro dell’Istruzione Pubblica chiese un prestito forte per fare la costruzione di scuole per i poveri. Le concessero il prestito, a condizione che nelle scuole ci fosse un libro per i bambini di un certo livello. Era un libro di scuola, un libro preparato bene didatticamente, dove si insegnava la teoria del gender. Questa donna aveva bisogno dei soldi del prestito, ma quella era la condizione. Furba, ha detto di sì e anche ha fatto fare un altro libro e ha dato i due (libri) e così è riuscita… Questa è la colonizzazione ideologica: entrano in un popolo e mirano a colonizzare il popolo con un’idea che cambia o vuol cambiare una mentalità o una struttura. Durante il Sinodo, i Vescovi africani si lamentavano proprio di questo. Perché dico “colonizzazione ideologica”? Perché prendono proprio il bisogno di un popolo o l’opportunità di entrare e farsi forti, per (mezzo de)i bambini. Ma non è una novità questa. Lo stesso hanno fatto le dittature del secolo scorso. Sono entrate con la loro dottrina. Pensate ai Balilla, pensate alla Gioventù Hitleriana. Hanno colonizzato il popolo, volevano farlo. Ma quanta sofferenza. I popoli non devono perdere la libertà. Il popolo ha la sua cultura, la sua storia; ogni popolo ha la sua cultura”.
Lo scorso 15 aprile 2015, nel corso della tradizionale udienza del mercoledi, il Sommo Pontefice è ritornato ancora una volta su questa grave problematica, che sta sconvolgendo le coscienze di tutti i cattolici e non solo, analizzandola nei particolari e nelle sue devastati conseguenze.
“1)L’ideologia gender, cioè la teoria secondo cui maschile e femminile sono condizioni intercambiabili, è definita “un passo indietro”. E “espressione di una frustrazione”. C’è chi la considera un mito di progresso, ma è un falso mito di progresso, è regressione e frustrazione. 2) Le conseguenze dell’ideologia gender minano la famiglia: “La rimozione della differenza è il problema, non la soluzione. Con queste basi umane, sostenute dalla grazia di Dio, è possibile progettare l’unione matrimoniale e familiare per tutta la vita”. Dunque, non esiste unione matrimoniale e familiare senza la presenza di un uomo e una donna. E la rimozione della differenza tra uomo e donna, base dell’ideologia gender, è il problema scambiato per soluzione. Il falso spacciato per vero. 3) Il legame matrimoniale e familiare è una cosa seria, lo è per tutti, non solo per i credenti. Vorrei esortare gli intellettuali a non disertare questo tema, come se fosse diventato secondario per l’impegno a favore di una società più libera e più giusta”.
Pertanto, il Santo Padre ha chiesto un impegno fattivo e concreto non soltanto ai cattolici, ma a tutti gli intellettuali e agli uomini di “buona volontà”, per evitare il diffondersi di questa ideologia, che ha come obiettivo soprattutto la manipolazione dei bambini sin dalla nascita, come si puo’ riscontrare in un documento sconosciuto da molti cittadini, che rappresenta il grimaldello principale dei fautori del gender, ossia quello diffuso dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e intitolato “Standard per l’educazione sessuale in Europa”. Ecco il suo contenuto.
“Da 0 a 4 anni l’OMS prescrive l’apprendimento del “godimento e piacere quando giochiamo con il nostro corpo: la masturbazione della prima infanzia”.
Da 0 a 4 anni è l’età ideale per “la scoperta del corpo e dei genitali”.
Da 0 a 4 anni è l’età ideale per “esprimere i bisogni, i desideri e i limiti, ad esempio nel gioco del dottore”. Da 0 a 4 anni è l’età ideale, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, per “consolidare l’identità di genere”.
Da 4 a 6 anni è l’età ideale per la “masturbazione” e si può tranquillamente: “parlare di argomenti inerenti alla sessualità”. Da 4 a 6 anni è l’età ideale per le amicizia e amore “verso persone dello stesso sesso”.
Da 6 a 9 anni è l’età ideale per conoscere e difendere i “diritti sessuali di bambini e bambine”. Da 6 a 9 anni è l’età ideale l’“amicizia e amore verso persone dello stesso sesso”.
Da 9 a 12 anni è l’età ideale per sapere tutto sulla “riproduzione e pianificazione familiare”, oltreché ai “diversi tipi di contraccettivi” e sui “rischi e conseguenze del sesso non protetto (gravidanze indesiderate)”.
Occorre quindi resistere e lottare, per tutelare la dignità e l’innocenza dei nostri figli e difendere i Valori fondamentali del nostro consorzio sociale come la Famiglia e la Vita.