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L’onorevole Gigli chiede informazioni al Ministro sul progetto «A scuola per conoscerci», promosso da associazioni Lgbt,

(ilMezzogiorno) GIGLI. – Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca . – Per sapere – premesso che:
in risposta ad una recente interrogazione riguardante il progetto «A scuola per conoscerci», promosso da
associazioni Lgbt, il Ministro interrogato dichiarava che «non si tratta di attività curricolari e che l’eventuale
partecipazione degli studenti è meramente facoltativa e, comunque, necessita del consenso dei genitori per
gli studenti minorenni», confermando così quanto affermato dall’allora Ministro Giannini, in risposta ad una
precedente interrogazione; gli interventi riguardanti detto progetto, come anche analoghi, però si svolgono al mattino, in orario  curricolare, e quindi sono di fatto obbligatori, non essendo previste attività alternative per coloro che non  intendono parteciparvi; le scuole non formalizzano la richiesta del consenso informato preventivo ai genitori, dovuto in quanto  trattasi di tematiche sensibili, che riguardano l’identità di genere e l’orientamento sessuale;in molte scuole i docenti di materia sono invitati ad uscire dalle rispettive aule durante le attività
riguardanti progetti sul bullismo omofobico o l’educazione affettivo-sessuale e pertanto si pone un

problema di rispetto della professionalità docente e di responsabilità «in vigilando»;
si osserva, invece, che le linee guida adottate dalla provincia autonoma di Trento, con delibera n. 438 del 24
marzo 2017, prevedono l’obbligo di «fornire un’esaustiva conoscenza da parte delle famiglie stesse di tutti
gli aspetti trattati (…) e la possibilità di comunicare all’istituzione scolastica o formativa la non
partecipazione dello studente alle iniziative tramite giustificazione non necessariamente motivata»;
sarebbe necessario, comunque, garantire attività alternative per coloro che non partecipano a tali iniziative
se collocate in orario normale di lezione, in coerenza al dovere delle scuole di garantire il diritto allo studio
degli alunni esonerati, oltre a garantire il rispetto della professionalità docente e regolamentare
l’intervento nelle scuole di esperti invitati a partecipare a progetti di natura extracurricolare, che non
possono evidentemente sostituire i docenti nell’espletamento della loro attività didattico-educativa –:
quali iniziative di competenza intenda adottare perché sia introdotta la richiesta da parte delle scuole di
consenso informato preventivo su tutte le attività che attengono a temi educativi sensibili e divisivi e sulle
attività in applicazione dell’articolo 1, comma 16, della legge n. 107 del 2015, eventualmente prevedendo
l’inserimento di un apposito paragrafo procedurale per il coinvolgimento delle famiglie. (3-02987)