Crea sito

Perché votare il “Popolo della Famiglia” e l’avv. Fabio Candalino il 4 marzo ?

(Fabio Candalino e Anna) Dalle parole del Magistero (leggi di seguito), traiamo spunto per ribadire come l’unica alternativa per i cattolici e per chi cree nella dignità della persona e della famiglia, è il “Popolo della Famiglia”. Tutti gli altri, centrodestra (conLlega e Fratelli d’Italia), Cinquestelle, Pd, etc. hanno tutti o votato graniticamente per le unioni civili, il divorzio breve, l’eutanasia oppure hanno lasciato “libertà di voto” ai loro parlamentari. Così anche la Meloni e Lega hanno lasciato passare la legge sull’eutanasia. La Chiesa dice chiaramente ai cattolici che, pur essendovi diverse strade concrete per annunciare la Verità e promuovere il vero bene comune, non possiamo appoggiare chi promulga o vorrebbe leggi contro i “Principi non negoziabili”. I prossimi passaggi legislativi, quando al governo avremo le convergenze/desistenze berlusconiane e leghiste con il centrosinistra, saranno l’utero in affitto legalizzato (una nuova forma di mercificazione dei bimbi e di schiavitù per le donne povere) e la legge antiomofobia, con cui verremo mandati in galera, se oseremo dire che i bambini hanno diritto a una mamma e a un papà. Leggete quello che spiega profeticamente la Congregazione per la Dottrina della Fede. Chi ha orecchi per intendere, intenda: “…..I cattolici, in questo frangente, hanno il diritto e il dovere di intervenire per richiamare al senso più profondo della vita e alla responsabilità che tutti possiedono dinanzi ad essa. Giovanni Paolo II, continuando il costante insegnamento della Chiesa, ha più volte ribadito che quanti sono impegnati direttamente nelle rappresentanze legislative hanno il «preciso obbligo di opporsi» ad ogni legge che risulti un attentato alla vita umana. Per essi, come per ogni cattolico, vige l’impossibilità di partecipare a campagne di opinione in favore di simili leggi né ad alcuno è consentito dare ad esse il suo appoggio con il proprio voto Ciò non impedisce, come ha insegnato Giovanni Paolo II nella Lettera Enciclica Evangelium vitae a proposito del caso in cui non fosse possibile scongiurare o abrogare completamente una legge abortista già in vigore o messa al voto, che «un parlamentare, la cui personale assoluta opposizione all’aborto fosse chiara e a tutti nota, potrebbe lecitamente offrire il proprio sostegno a proposte mirate a limitare i danni di una tale legge e a diminuirne gli effetti negativi sul piano della cultura e della moralità pubblica». ….In questo contesto, è necessario aggiungere che la coscienza cristiana ben formata non permette a nessuno di favorire con il proprio voto l’attuazione di un programma politico o di una singola legge in cui i contenuti fondamentali della fede e della morale siano sovvertiti dalla presentazione di proposte alternative o contrarie a tali contenuti. Poiché la fede costituisce come un’unità inscindibile, non è logico l’isolamento di uno solo dei suoi contenuti a scapito della totalità della dottrina cattolica. L’impegno politico per un aspetto isolato della dottrina sociale della Chiesa non è sufficiente ad esaurire la responsabilità per il bene comune. Né il cattolico può pensare di delegare ad altri l’impegno che gli proviene dal vangelo di Gesù Cristo perché la verità sull’uomo e sul mondo possa essere annunciata e raggiunta”

Fabio e Valentina