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Teano. IL REGISTA VIGLIANO E LA BELLA STORIA DEI LIBERI ALL’AUDITORIUM

(Caserta24ore) TEANO Quella del gruppo teatrale “I Liberi “ e del regista prof. Salvatore Vigliano, è una bella storia. E’ una storia d’arte e di passione per il teatro, ma anche di solidarietà e di forte impegno per il sociale e per i giovani. Ormai le rappresentazioni teatrali dei “Liberi” teatranti si succedono ininterrottamente da 16 anni e con successo, non solo a Teano, dov’è nata la compagnia, per dare esempi di amore per la tradizione teatrale napoletana e spunti di riflessione. Come durante lo spettacolo di sabato 25 novembre scorso, nell’auditorium “Tommasiello” di Teano, dedicato alle donne. Uno spettacolo che alle donne, in occasione della giornata nazionale contro il femminicidio, ha dedicato due bellissimi atti unici di Peppino ed Eduardo De Filippo: “Cupido Scherza e spazza” di Peppino e “Filosoficamente” di Edoardo. Il primo “Cupido scherza e spazza”, rappresentato per la prima volta a Napoli nel 1931, ci parla alla maniera eduardiana, di onore. E racconta la storia di Vincenzo, uno spazzino premiato dal direttore della nettezza urbana per aver restituito una busta contenente molti soldi trovata per strada. La moglie Stella accetta la corte del caporale dei netturbini, mentre Rosina, la nipote, non ricambia l’amore di Salvatore che trova troppo ignorante. Il giovane, respinto, si vendica rivelando la tresca della moglie a Vincenzo. Pascuttella gli spiega che si tratta di un amore “plutonico”, ma entra in scena un suo vecchio creditore che lo picchia, lo minaccia con il martello e va via. Quando la gente del vicolo entra in casa, trova Vincenzo con il martello in mano, Pascuttella a terra malconcio e crede che l’abbia malmenato Vincenzo per aver insidiato la moglie, salvaguardando il suo onore. Una farsa in vernacolo movimentata e piena di colpi di scena. Molto bello il ruolo di Peppino lo spazzino onesto, con qualche difetto di pronuncia, ma sostanzialmente buono. Molto belli i momenti in cui Vincenzo descrive la sua premiazione e quelli dello scontro finale con Pascuttella enfatizzati dall’uso del dialetto e dalla gestualità. In “Filosoficamente”, invece, troviamo la semplicità del rapporto d’amore. Gaetano Piscopo è un povero impiegato che ha due figlie ormai grandi che, con sua grande preoccupazione, non si sono ancora sposate. Con una festa organizzata in casa permette alle ragazze di conoscere due spasimanti, giovani e carini, ma con gravi deficit visivi: uno completamente cieco e l’altro miope. Anche questa commedia si conclude a lieto fine, con le figlie di Gaetano che sposano i due ragazzi incuranti dei loro difetti fisici. La commedia fu scritta da Eduardo nel 1928, lo stesso anno in cui il grande drammaturgo decise di mettersi in proprio facendo compagnia con i fratelli Peppino e Titina, e riassumendo in sé le tre funzioni di autore, attore e direttore artistico. Ma non riuscirà mai a mettere in scena questo capolavoro. Ringraziamo perciò “I Liberi” per averlo rappresentato. Tutti interpreti molto bravi: Carmine Balasco, Salvatore Cangiano, Sergio D’Angelo, Simona De Francesco, Fabio De Gennis, Stefania Fascitiello, Silvana Gravina, Marco Loffredo, Chiara Mesolella, Gloria Napoletano, Emanuele Pilotti, Simone Russo, Giuliano Russo, Fulvia Vigliano e Nicola Zompa. Un grazie va soprattutto al regista, il prof. SAlvatore Vigliano. Teanese doc, dopo tanti anni trascorsi con i suoi alunni sui banchi di scuola, ha continuato ad insegnare a piccoli e grandi la sua passione per il teatro e per i luoghi e le tradizioni popolari della sua città. Un grazie di cuore perché non ci fa dimenticare la vita semplice di un tempo e il ricordo dei valori all’antica che rappresenta.