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Capua. Chiuso il ponte sull’Appia di porta Roma

Ad un mese e una settimana dal crollo di Genova, la Procura letti gli atti dei rilievi ha chiuso il ponte Nuovo di Capua, perché pericolante. In caso di piena l’acqua può raggiungere la crepa che si è aperta anni fa nel pilone centrale e il ponte può cadere. Da anni i cittadini di Capua denunciano il deterioramento del ponte chiedendo interventi urgenti. Provvidenziale l’intervento della Procura che ha deciso di chiuderlo dopo che l’amministrazione comunale già l’aveva interdetto alle auto da inizio settembre. Non ci si può muovere dopo che la tragedia si è già consumata. Per le autovetture si circola sul vecchio pionte romano. Circolazione alternativa già utilizzata per i mezzi pesanti. Necessaria la costruzione di un altro ponte. La chiusura fa seguito ad un esposto dell’ex Difensore civico di Capua, l’avvocato Roberto Barresi, al Ministero delle Infrastrutture, al Prefetto di Caserta, alle autorità istituzionali ed alla Procura della Repubblica di S. Maria C.V., dello scorso 23 agosto. I Carabinieri appartenenti alla Compagnia di Capua hanno dato esecuzione al decreto di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere – su richiesta della Procura, riguardante il ponte. Le complesse e articolate indagini, anche di natura tecnica, hanno accertato la sussistenza, a livello indiziario, del reato di omissione dei lavori in edifici o costruzioni che minacciano rovina, da cui derivi un pericolo concreto per l’incolumità delle persone (art. 677 comma 3 C.P.). L’opera in questione è un ponte in calcestruzzo armato, con struttura ad arco, realizzato intorno alla metà degli anni ’50 denominato Ponte Nuovo sul Volturno.

La verifica statica e sismica del “Ponte Nuovo sul Volturno”, eseguita dai consulenti tecnici della Procura della Repubblica di S. Maria C. V., ha posto in luce che lo stato di degrado della struttura è particolarmente grave ed allarmante: infatti, e’ evidente un diffuso e consistente grado di ossidazione delle armature presenti sia nelle travi longitudinali che in quelle trasversali costituenti il graticcio. In molti casi le armature manifestano un grado di ossidazione talmente elevato da risultare oramai assenti. Tale fenomeno interessa sia le armature longitudinali che quelle trasversali.
In particolare, rilevato che la competente Amministrazione Comunale non ha perfezionato il procedimento amministrativo, finalizzato all’affidamento dei previsti lavori di riparazione e che questo procedimento risulta, allo stato, sospeso non essendo stata comprovata, entro il termine del 30 marzo 2018, la definitiva aggiudicazione dei lavori, il Giudice, accogliendo la tesi della Procura della Repubblica , ha ritenuto che ben può astrattamente profilarsi l’omissione dei lavori necessari a rimuovere il pericolo di rovina, dato che erano le leggi regionali nn. 3/2017 e 29/2017 a prevedere che, se non fosse stata comprovata entro il termine del 30 marzo 2018 la definitiva aggiudicazione dei lavori, vi sarebbe stata la revoca del relativo contributo straordinario concesso dalla Regione Campania per finanziare tali opere. A questo punto risulterebbe più economico e conveniente costruire un nuovo ponte.
Un plauso alla solerzia e tempestività dell’azione degli organi di giustizia samaritani, è stato rivolto dall’ Avv. Barresi il quale ha affermato: “le ragioni del mio esposto riguardante la staticità del ponte cittadino, continuano a trovare conferme. Fortunatamente è stato scongiurato un grosso rischio per la vita dei cittadini di Capua e di quanti transitavano il ponte sequestrato. Naturalmente – ha concluso Barresi – continuerò a mantenere alta l’attenzione al problema. I cittadini lo meritano e ne hanno pieno ed assoluto diritto”.