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BOJANO (CB), XVIII VER SACRUM, PLAUDONO I SOCI DEL “RAGNO”

BOJANO (Giuseppe PACE) Mercoledì, 23 agosto, nell’antica città di Bovaianom, Bovianum Vetus e Bovianum Undecumanorum è ritornato l’atteso appuntamento con la storia Sannita, “Ver Sacrum e rituali dei Sanniti”, edizione 2017 ideato e curato dalla Fidapa, sezione di Bojano. L’evento, alla XVIII edizione, vuole rappresentare una rievocazione tra la storia del Sannio originario connesso al mito delle Primavere Sacre. Circa 300 a Bojano sono mobilitati come figuranti-circa 300- e attraverso alcune scene i protagonisti, in costumi d’epoca rigorosi, rievocano il rituale religioso con il quale anticamente i popoli italici si inoltravano lungo i monti e le valli dell’Appennino alla ricerca di nuove fertili terre dove stanziarsi. Settemila per volta lasciavano le terre dei Sabini e dell’Umbria e colonizzavano territori più a Sud, fertili e con abbondanza di acque come Bojano abitata già da Osci, che vinti assimilarono i Sanniti Pentri Il Ver Sacrum di Bojano è un’iniziativa che si propone di far conoscere a tutti, non solo a pochi cultori delle Sovrintendenze archeologiche, il proprio passato, le proprie radici in un’epoca di globalizzazione spinta con perdita facile di identità d’appartenenza territoriale. Le antiche vicende storiche vengono fatte rivivere attraverso il corteo di figuranti che, muovendosi al ritmo dei tamburi il cui suono riecheggia nell’aria creando un’atmosfera surreale e piena di fascino, ha animato la serata lungo le strade cittadine di Bojano, che da 8 mila residenti ha visto, il 23 c.m. alcune migliai di curiosi entusiasti di vedere il Ver Sacrum, che si appresta a raggiungere la XX edizione con notevole volontariato. Sono state riproposte rappresentazioni che caratterizzavano la civiltà dei Sanniti Pentri (la tribù più grande delle tribù Sannite: Caraceni, Caudini, Irpini e Frentani). Tali rappresentazioni cercano di essere fedeli ricostruzioni attinte da fonti letterarie e da rinvenimenti archeologici soprattutto nell’area matesina, grazie anche alla passione del cittadino onorario di Bojano, Anacleto Goffredo del Pinto ed altri Soci del Sodalizio socoio-culturale Club eclettico “Ragno”: presenti numerosi alla manifestazione del Ver Sacrum. Essa è stata filmata bene, tra gli altri, dal colto piedimontese dr. Fernando Occhibove, che ha una raccolta di filmati eccellenti delle località del territorio dell’Alto Casertano ed alcuni del Molise. Il “Ver sacrum e rituali dei Sanniti”, oltre al tradizionale corteo iniziale, ha svolto, copme per le passate edizioni, una serie, selezionata ad arte, di sequenze sceniche, tra queste: i sacrifici, il consiglio degli anziani, la divinazione; la migrazione, gli Opici e Sabelli, la fondazione di Bovaianom, il matrimonio, il vecchio saggio e altre scene ancora. Sono ricostruzioni della vita religiosa, sociale e militare, nonché delle pratiche quotidiane del popolo Sannita. Tra i figuranti spicca la figura del Sacerdote massimo, impersonificata magistralmente e da sempre, dall’Avv. bojanese, Alessio Spina, vero cultore del Sannio e Autore di commedie poco note e valorizzate. La sua passione per la recitazione è antica e lo scorso anno mi ha fatto dei complimenti lusinghieri per la mia adorazione della Dea che aleggiava sul Matese. Prima sposai, da Sacerdote affiancato da un Magistrato, i guerrieri Sanniti distintisi in battaglia, quest’anno, purtroppo, per motivi familiari, sono dovuto rientrare prima a Padova e interrompere l’appuntamento del rituale a me caro perchè identitario (sono nativo di Letino sull’Alto Matese). Il primo quadro scenico del Ver sacrum è, da sempre, il rito della migrazione, cioè il distacco dei giovani, nati in un certo anno consacrato a Marte, dalla patria d’origine che migravano verso nuove terre dove insediarsi. La scena è rappresentata dal rito della consacrazione e della divinazione celebrato dal sacerdote prima della partenza dei giovani Sabelli. I giovani guerrieri, pochi anziani saggi e guerrieri adulti, guidati da Comio Castronio e da un bue sacro, dalle corna lunghe (come disegnato dal compianto prof. Nicola Patullo di Bojano) partivano alla ricerca di una nuova patria stanziandosi, nel caso nostro, alle falde dei monti del Biferno, (Tifernus mons dei Romani, il fiume Biferno ha origine, con più sorgenti d’acqua freddissima, a Bojano) dando origine alla città di Bovaianom, futura capitale del Sannio Pentro, Bovianum Vetus e Bovianum undecumanorum dei Romani. Scena pure importanti sono il rito del matrimonio in cui l’amore era legato agli interessi generali della patria, la scelta della sposa era considerata come la giusta ricompensa del valore che i guerrieri mostravano in battaglia, e del vecchio saggio che, sebbene abbia perso il figlio in guerra, incita i giovani guerrieri ai valori della virtù e alla fedeltà verso la patria. Non meno importante è il giuramento dei giovani guerrieri, giuramento che veniva fatto davanti all’altare, invocando la maledizione su di sé e sulla sua famiglia nel caso in cui in battaglia si fosse mostrato vile fuggendo davanti al nemico, nel caso in cui si fosse rifiutato di giurare sarebbe stato ucciso come esempio per gli altri (medesimo giuramento facevano i guerrieri della Legione Linteata Sannita, i cui ufficiali con il pennacchio ben in vista ai nemici combattevano in prima fila, sfidando la morte. Va sottolineato che dallo scorso anno il copione tradizionale della trama del Ver Sacrum è stato sottoposto ad un’accurata rielaborazione storica. Gli abbigliamenti, le armature, ed altri corredi in uso dai figuranti, sono il frutto di minuziose ricostruzioni e ricerche fatte su saggi scientifici, reperti archeologici, testimonianze iconografiche. Oltre Alle tre centinaia circa di figuranti che rappresentano spose, guerrieri, sacerdoti, divinità, popolo, ci sono attori, professionisti e dilettanti, coinvolti nelle drammatizzazioni dei ruoli principali. Un nutrito gruppo di esperti e di consulenti da anni collabora fornendo il necessario apporto specialistico alla realizzazione dell’evento, mentre gli aspetti organizzativi e tecnici, scenografie, coreografie e recitazione sono curati interamente dalle socie che hanno competenze professionali specifiche oltre che una solida conoscenza nel tempo. Quest’anno è mancato l’apporto, per la musica e non solo, di Franco De Socio, impegnato altrove come anche di Salvatore Doganieri rimasto a Brescia. Il programma è stato: ore 20.30 corteo storico per le strade cittadine con partenza dalla traversa di via Barcellona; ore 21.15 rappresentazione del “Ver Sacrum e rituali Sanniti” dalla fondazione di Bojano alla guerra sociale. Le voci narranti sono di Edoardo Siravo e Raffaello Lombardi. Al termine della rappresentazione svoltasi in piazza Roma, centrale della bella cittadina, ai piedi del Matese settentrionale, con, alle ore 22.45 i saluti della presidente della Fidapa bojanese Prof.ssa M. Romano e del sindaco di Bojano Dr. Marco di Biase figlio del Medico, Gino, pure lui Sindaco. Forse è il caso che il Ver Sacrum venga rappresentato, di nuovo, a Campitello Matese per dargli più notorietà anche turistica e perché no anche a Roma, che con ben tre guerre durate oltre mezzo secolo riuscì a conquistare i valorosi Sanniti, più note a molti studiosi e non sono le Forche Caudine del 321 a. C. e la Battaglia di Bojano del 305 a. C..(Giusepe PACE è Socio onorario del Club eclettico Ragno di Bojano.