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Un pezzetto di una navicella spaziale extraterrestre di 250mila anni.

(Giuseppe Pace, già prof. di Scienze naturali, Chimica e Geografia al Colegiul Tehnic “Transilvania” di Deva/Hunedoara. Anche tra gli attuali Sanniti (Pentri, Irpini, Caudini, Frentani, Caraceni) più di qualcuno afferma di aver visto dischi volanti luminosi nel cielo sopra Agnone, Alife, Ariano Irpino, Bojano, Cusano
Mutri, Larino, ecc. Gli Ufo (oggetti volanti non identificati studiati dall’Ufologia) sono tati visti in
varie epoche storiche. Il padovano Tito Livio nella colossale opera “Ab Urbe Condita Libri”,
registra un numero di fenomeni tra cui navium speciem de caelo adfulsisse («una sorta di navi che
hanno brillato nel cielo»). Cristoforo Colombo raccontò di aver visto un "ramo infuocato" scendere
dal cielo nella notte del 15 settembre 1492. Scrisse inoltre nei suoi diari di aver assistito a misteriosi
e insoliti fenomeni astronomici e di un passaggio di scie di fuoco nel cielo. Nel 1941 un UFO si
schiantò a Cape Girardeau, in Missouri. Il pastore del luogo fu chiamato per assistere i corpi degli

occupanti il velivolo, tutti deceduti. Alcuni agenti del governo però avrebbero indotto i vari
testimoni al silenzio. Nel 1947, nel deserto del Nuovo Messico, il primo comunicato stampa
pubblicato dalla base aerea di Roswell fu diramato con la inequivocabile dicitura "disco volante". La
teoria della caduta di un’astronave aliena è divenuta popolare tra gli ufologi, per i quali sarebbero
accaduti dei fenomeni di carattere ufologico culminati con lo schianto nel deserto di un velivolo
spaziale di provenienza aliena e con conduttori carbonizzati dallo schianto. In risposta al "caso
Roswell", e dopo indagini del Congresso degli Stati Uniti il General Accounting Office ha avviato
un'inchiesta e imposto all'Ufficio del Segretario dell'Air Force statunitense di condurre un'indagine
interna. Il risultato è stato riassunto in due relazioni che non soddisfano affatto gli ufologi. Nel 1966
alle 11 circa i ragazzi di una classe della Westall High School (ora Westall Secondary College) si
trovavano nel cortile della scuola, dove stavano completando la lezione di ginnastica insieme al loro
professore. All'improvviso videro in cielo un oggetto di forma discoidale e con una cupola
sporgente nella parte superiore, di colore grigio-argenteo, lungo apparentemente circa il doppio di
un'automobile familiare. Secondo il racconto dei testimoni, l'oggetto scese di quota e sorvolò la
scuola in direzione sud-est prima di sparire dalla vista e scendere nella zona chiamat The Grange
(ora una riserva naturale) in un'area erbosa circondata da alberi di pino, di fronte alla Westall
Primary School. I ragazzi chiamarono i compagni e professori di altre classi. Dopo circa 20 minuti,
l'oggetto sconosciuto si sollevò a velocità e si diresse in direzione nord-est. Alcuni testimoni, tra cui
il professore di scienze Andrew Greenwood, hanno riferito che quando l'oggetto ha raggiunto una
certa altitudine hanno visto che era inseguito e circondato da 5 velivoli non identificati. Fu stimato
che tra studenti e professori delle due scuole, i testimoni dell'avvistamento furono circa 200 . Il
giorno successivo, il 7 aprile, la storia fu raccontata in un articolo pubblicato sul quotidiano The
Age. Nella scuola, l’8 aprile, arrivò un gruppo di ufologi della Victorian Flying Saucer Research
Society (VFSRS), che interrogò studenti e professori ed eseguì un esame nel prato. Il 9 aprile si
presentò l'ufologo Brian Boyle, investigatore di un'altra associazione ufologica, la Phenomena
Research Australia (PRA); Boyle intervistò i testimoni e prese campioni del terreno dove sarebbe
avvenuto l'atterraggio. Lo stesso giorno si presentarono due investigatori delle Forze Armate, uno
dei quali in divisa. Il giornale The Dandenong Journal pubblicò sull'avvistamento due articoli, uno
il 14 aprile e l'altro il 21 aprile; il 5 maggio pubblicò un'intervista a Frank Samblebe, preside
dell'istituto, il quale disse di avere vietato altre interviste a scuola per non distogliere i ragazzi dalle
attività scolastiche. Io, invece, sono rimasto incuriosito e cercherò di approfondire la conoscenza di
un reperto metallico, di 250mila anni fa di una navicella extraterrestre, abbandonato 46 anni fa ad
Aiud in Transilvania. Non è scientificamente da sottovalutare dunque la scoperta, del singolare
reperto metallico trovato a 10 metri di profondità, e rimasto per 20 anni abbandonato nello
scantinato. Poi nel 1993 sia in Transilvania, a Cluj Napoca, che in Svizzera, a Losanna, il reperto fu
analizzato chimicamente e i risultati fecero dedurre la seguente composizione chimica del reperto di
Alluminio (Al) all’88,1%, più altri 12 elementi chimici. La datazione del reperto è stata svolta dal
laboratorio CEN di Losanna in Svizzera è l’età è di ben 250 mila anni. Oltre l’Al, il reperto, era
costituito da: rame 6,2%; silicio 2,8; zinco 1,8%; piombo 0,4; stagno 0,3%; zirconio 0,2%; cadmio
0,1%; nichel 0,002%; cobalto 0,002%; bismuto 0,0003%; argento 0,0002% e gallio in tracce.
Alcuni operai mentre scavavano sabbia, a 10 metri di profondità, sul fiume Mures presso della città
di Aiud in Romania, si trovarono avanti un blocchetto di apparente roccia, che pulito risultò
metallico ed ossidato in superficie. L’oggetto ricoperto da uno strato di ossido di Al, rinvenuto a 10
metri di profondità insieme ad alcuni fossili di mastodonti pleistocenici, pesa 5kg, è spesso 7 cm, ha
una larghezza di 12,7 cm e una lunghezza di 20,2 cm. Presenta una depressione circolare al centro
dal diametro di 4 cm con un altro piccolo foro perpendicolare del diametro di 1,7 cm. Infine i due
lembi sporgenti sembrano aver ospitato una specie di cardine. In sostanza, il manufatto è un blocco
di alluminio simile ad una testa di martello. Il suo scopritore fu tale Boczor Iosif, un collaboratore
di riviste ungheresi. Uno dei buchi del reperto non risulta assolutamente ossidato. L'Al ha un punto
di fusione di 660,32 gradi Celsius e uno di ebollizione di 2.518,85. Esso è l’elemento chimico tra i
più diffusi (8,3%) nella litosfera terrestre dopo ossigeno e silicio e seguito dal fero (6,2% e dal
calcio (4,6%). L’Al è presente nel minerale bauxite: roccia sedimentaria dal colore rosso bruno o
giallo. La bauxite contiene circa il 45-60% di alluminio ed è il minerale maggiormente utilizzato per
la sua produzione. L’Homo sapiens, sul pianeta Terra, è presente da solo 36.000 anni, nella
sottospecie attuale Homo sapiens sapiens proveniente dall’uomo di Cro Magnon. Prima c’era
l’uomo di Neanderthal, meno evoluto anche intellettivamente. L’età dei metalli e delle leghe del
rame sono più recenti e sono conseguenti dell’uomo stanziale del neolitico: circa 13 mila anni fa. La
vita sulla Terra esiste da 3,6 miliardi di anni e i primati, simili all’uomo, solo da pochi milioni di
anni (nonna Lucy o Australopitecus afarensis di 3,2 milioni di anni, rinvenuto in Etiopia) ma
certamente non in grado di forgiare metalli e leghe. Dunque il reperto metallico rinvenuto lungo le
rive del Mures, di 250 mila anni, è una rarità eccezionale da considerare con più attenzione non solo
in siti di ufologia o di alieni. Forse il dubbio, tipico dello scienziato, ha preso il sopravvento
sull’entusiasmo derivante dal pezzo di Al abbandonato da una navicella aliena in Transilvania? In
Romania ho imparato che il pessimista è un ottimista ben informato. Ma resto sempre un
ammiratore di Albert Einstein che sosteneva l’entusiasmo della scoperta come fa il bambino vicino
al mare. Il manufatto di 250.000 anni rinvenuto in Romania sarebbe costituito da una lega metallica
inesistente sulla Terra. Vi è una teoria minoritaria che l’uomo e la vita stessa sia potuta provenire da
altri sistemi stellari, il nostro è quello solare dove solo il terzo pianeta, in ordine di distanza dalla
stella Sole, ospita la vita che si è andata adattando alla natura come C. Darwin ci ha ampiamente
descritto nel 1800 e permesso ai posteri approfondimenti anche di bioingegneria. In molte parti del
pianeta Terra sono stati avvistati extraterrestri e loro mezzi di trasporto, spesso a disco. Nel
laboratorio di Losanna, in Svizzera, è stato analizzato il manufatto rinvenuto ad Aiud nel 1973. I
risultati sono stati sbalorditivi: il composto metallico è per il 90% di alluminio. Non ci sarebbe nulla
di strano, se non fosse per il fatto che l’alluminio è un metallo usato dall’uomo solo da poco più di
200 anni fa. Il reperto romeno in esame ha fatto dedurre che:”Le analisi di laboratorio hanno
confermato che si tratta dei resti di un Ufo e costituito da sostanze che non possono essere prodotte
con la tecnologia disponibile sulla Terra”, ha affermato il vicepresidente dell’associazione rumena
di ufologi Gheorghe Cohal. Lo storico locale Mihai Wittenbergerm ha dichiarato invece che il
frammento metallico potrebbe essere appartenuto ad un aeroplano tedesco della seconda guerra
mondiale, ma questo non spiega però l’età del reperto. L’oggetto attualmente si trova nel Museo di
Storia di Cluj-Napoca, con l’impattante dicitura 'oggetto di origine sconosciuta'. Al momento della
scoperta, si trovava insieme ad ossa di un mammifero di circa 80.000 anni di antichità, e si trattava

chiaramente di qualcosa di artificiale. Platone, come i pitagorici, fondava la sua dottrina sulla
razionalità della matematica, e vedeva nelle forme geometriche una sorta di modello delle idee. Ma
poi, da grandissimo poeta quale in fondo fu, sapeva fare uso del mito. Non sfugge lo studio anche
del reperto metallico di Aiud, dove c’è qualcosa di platonico. L’Al viene usato in molte industrie
per la fabbricazione di milioni di prodotti diversi ed è molto importante per l'economia mondiale.
Componenti strutturali fatti in Al sono vitali per l'industria aerospaziale e in altri campi dei trasporti
e delle costruzioni nei quali leggerezza, durata e resistenza sono necessarie. La sua storia chimica
risale al 1761 quando G. de Morveau propose di chiamarlo con il nome d’allumina. Il metallo fu
identificato per la prima volta da Humphry Davy, nell'allume KAl (SO 4 ) 2 ·12H 2 O, però non riuscì ad
isolarlo, propose pertanto il nome latino in aluminium. Il primo scienziato ad isolare, in forma
impura, il metallo fu H. C. Orsted sfruttando la reazione tra l'amalgama di potassio ed AlCl3. Ma
bisogna aspettare Friedrich Wohler nel 1825 per vedere l’Al isolato in forma massiva. Fu H. Sainte-
Claire Deville che introdusse il metodo di riduzione diretta del metallo, per via elettrolitica a partire
da NaAlCl 4 fuso. Solo nel 1886 l’elettrolisi di allumina disciolta in criolite (Na 3 AlF 6 ) rese
economica l'estrazione dell'alluminio dai minerali, ed è comunemente in uso in tutto il mondo. Per
calcolare l’età del reperto di Aiud si è usato il tempo di dimezzamento radioattivo. Tutti gli atomi di
una data sostanza radioattiva hanno la stessa probabilità di disintegrarsi fino alla forma stabile. Il
tempo del decadimento è espresso in termini di emivita e cioè come il tempo richiesto per la
disintegrazione di metà degli atomi inizialmente presenti. Questo tempo è costante per ogni isotopo.
L'Al ha 9 isotopi, la cui massa atomica varia da 23 a 30. Solo l’isotopo radioattivo di alluminio di
massa 27 ha l’emivita= 7,2×10 5 anni Al viene prodotto dall'argon nell’atmosfera terrestre, dalla
spallazione causata dai protoni dei raggi cosmici. Gli isotopi di alluminio hanno trovato
un'applicazione pratica nella datazione dei sedimenti marini, dei noduli di manganese, dei dei
ghiacci nei ghiacciai, del quarzo nelle rocce e nelle meteoriti. Il rapporto tra 26 Al e berillio 10 ( 10 Be)
è stato usato per studiare il ruolo di trasporto, deposizione, sedimentazione ed erosione sulla scala
temporale che va da 10 5 a 10 6 anni. L’alluminio venne usato per la prima volta negli studi sulla
Luna e i meteoriti. I frammenti di meteoriti che si staccano dal corpo principale, sono esposti a un
intenso bombardamento di raggi cosmici durante il loro viaggio nello spazio, che causa una
sostanziale produzione di 26 Al. Dopo essere caduti sulla Terra, lo scudo dell'atmosfera protegge i
frammenti dall'ulteriore produzione di 26 Al, e il suo decadimento può essere usato per determinare la
durata della loro presenza sulla Terra. La ricerca sui meteoriti ha anche mostrato che 26 Al era
relativamente abbondante all'epoca della formazione del nostro sistema planetario. È possibile che
l'energia rilasciata dal decadimento di 26 Al sia responsabile della rifusione e differenziazione di
alcuni asteroidi dopo la loro formazione 4,6 miliardi di anni fa. L'Al è un metallo leggero ma
resistente, la sua densità è di 2,71 g/cm³, a cui corrisponde un peso specifico di circa un terzo
dell’acciaio e del rame. Altre proprietà salienti dell'alluminio sono: eccellente resistenza alla
corrosione e durata; il suo aspetto grigio argento è dovuto ad un sottile strato di ossidazione che si
forma rapidamente quando è esposto all'aria e che previene la corrosione bloccando il passaggio
dell’ossigeno verso l'alluminio sottostante;alta conducibilità termica ed elettrica; paramagnetico;
eccellente malleabilità e duttilità, grazie alle quali può essere lavorato facilmente; è il secondo
metallo per malleabilità e sesto per duttilità; elevata plasticità; basso potere radiante; non genera
scintille per sfregamento; saldabilità: molte leghe di alluminio sono saldabili. La produzione
industriale dell'alluminio risale a poco più di 200 anni fa. La letteratura sugli avvistamenti alieni è
vasta, ma pur scartandone molti, restano pur sempre non pochissimi da farci stupire. Aiud è una
città romena di 27 mila abitanti della Judet Alba, che confina con la Judet Hunedoara, dove ho
insegnato Scienze naturali, chimica ed anche geografia astronomica. I miei studenti saranno
orgogliosi di leggere queste note scientifiche su di un reperto fossile extraterrestre della Romania. Il
municipio di Aiud e il museo storico locale dovrebbe richiedere il reperto spaziale, da me illustrato
in più dettagli, ora al museo storico di Cluj Napoca per incrementare anche il turismo insieme al
festival del vino.