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Itinerari di viaggio. Catania la piccola Napoli

Le due città somigliano molto e non solo per gli aspetti architettonici (stile barocco) e morfologico (i due vulcani) che le accomunano, ma per cogliere queste somiglianze bisogna viverle.
Catania dallo stile architettonico del barocco nero in pietra lavica è riconosciuta ufficialmente dall’Unesco come città del tardo barocco.
La città è stata rimodellata più volte negli anni dalle eruzioni dell’Etna; pensiamo che l’attuale zona costiera intorno la stazione fino al 1600 era fondale marino, riempito poi dalla lava. La ricostruzione post terremoto vede protagonisti l’aristocrazia, il clero e fantasiosi artisti. Catania crebbe con una sua specificità urbana, ordinata attorno alla sua nuova trama, tra nobili palazzi, chiese e maestosi monasteri.


Vincenzo Bellini
Se pensi ad un personaggio storico della città non può non venire a mente Vincenzo Bellini. Il giovane musicista nato nel 1801 lasciato memoria nella città, la splendida piazza Bellini lo testimonia. Il teatro Bellini fu inaugurato il 31 maggio del 1890 e fu progettato dall’architetto Carlo Sada. Il prospetto ospita un elegante portico d’ingresso, mentre l’interno è caratterizzato da una grande sala, dall’acustica eccellente, con quattro ordini di palchi e la galleria.


Sant’Agata
La santa patrona della città è Sant’Agata, le feste agatine iniziano il primo febbraio e durano una settimana circa. La santa viene tutt’ora invocata quando si avvicina il pericolo delle eruzioni.
L’attuale chiesa della Badia testimonia il legame della città con la Santa, martire in epoca romana. La prima fondazione del monastero femminile della Badia, che osservava la regola di San Francesco di Paola, risale al 1612. Fu abitato negli anni successivi da monache benedettine provenienti da altri monasteri cittadini. Del complesso originario resta bene poco, perché distrutto dal terremoto del 1693. L’attuale chiesa venne edificata tra il 1702 e il 1768. All’interno della chiesa in una cappella incavata nello spessore delle mura, c’è il famoso sacetto che custodisce le reliquie della Santa. Sulle ante della porta che danno nel vano sono raffigurate le scene del suo martirio (il taglio delle mammelle). Salendo sulla torre della cupola della Badia si può ammirare un panorama a 360 gradi sull’intera città e sulla piazza della cattedrale, dove inizia o termina la via Etnea. I luoghi della cupola per lungo tempo inutilizzati, sono stati riportati all’antico splendore grazie al generoso contributo dei fedeli e riconsegnati alla città dall’arcivescovo metropolita s.ecc. Mons. Salvatore Gristina che li ha inaugurati il 17 novembre del 2018. Il panorama della terrazza dell’adiacente cattedrale è invece mozzato perché affaccia sul mare e coperto da altri edifici.


La piazza del Duomo della cattedrale
Nei pressi della piazza della cattedrale si trova la Fontana dell’Amenano costruita coi marmi di Carrara nel 1867 dal napoletano Tito Angelini. La fontana monumentale offre un effetto cascata che dà la sensazione di vedere un lenzuolo. Al centro della piazza si trova la fontana dell’Elegante che somiglia ad un obelisco e divenuto il simbolo dei gagliardetti della città. Risale al 1735-37. La cattedrale è il risultato di numerose trasformazioni subite nell’arco dei secoli, in seguito alle disastrose calamità naturalei che si sono abbattute nel capoluogo etneo. La basilica, edificata da Ruggiero d’Altavilla nel 1094 quando i Normanni strapparono la Sicilia al dominio dei Saraceni. Secondo Ruggiero era necessario edificare una nuova chiesa sul mare, sul modello chiesa-fortezza. Dell’antico impianto normanno restano solo le mura perimetrali.


Via Etnea
Via Etnea è la strada principale di Catania, si snoda con andamento rettilineo nella direttrice sud-nord, da piazza Duomo al Tondo Gioieni, ed è lunga circa tre kilometri. Fu costruita alla fine del XVII secolo su volere del duca di Camastra, dopo il terremoto che rase al suolo la città. Si chiamava via Duca d’Uzeda, in onore del vicerè spagnolo del tempo. Sulla via affacciano sette chiese, palazzi della nobiltà locale ed edifici pubblici.
Altra via importante della città è via dei Crociferi che annovera una concentrazione massiccia di chiese in poche centinaia di metri come quella di San Camilla.


Altri edifici di importanza storica
Tra gli edifici cittadini degni di nota ecco palazzo San Giuliano, costruito nel 1738 dalla famiglia Paternò. Alcune lapidi poste all’ingresso ricordano ospiti illustri che vi soggiornarono come i deposti Re Vittorio Emanule III e sua moglie.
La villa Cerami, edificata nel Settecento è uno dei palazzi storici più prestigiosi, oggi sede della Facoltà di Giurisprudenza, acquistata dopo anni di abbandono nel 1957 dallo Stato. Di notevole bellezza è il portale d’ingresso che dà sull’ampio cortile della villa. Il monastero di S. Chiara delle Clarisse oggi sede di uffici comunali, quello della SS. Trinità ospita una caserma dei Carabinieri e un liceo scientifico, il Convitto Cutelli fu voluto dal conte palermitano Mario Cutelli per assicurare una formazione scolastica d’élite ai giovani nobili catanesi ospita oggi il Convitto Nazionale e le scuole pubbliche.

L’arco trionfale di porta Ferdinandea
Dalla Cattedrale imboccando via Garibaldi si raggiunge porta Ferdinandea, nel quartiere Fortino del pilastro. Si tratta di un maestoso arco trionfale eretto nel 1768 per festeggiare le nozze di re Ferdinando IV di Borbone con Maria Carolina d’Austria. Singolare il contrasto delle rocce in pietra lavica nere con quelle calcaree bianche di cui è costruita. Sulla sommità vi campeggia una fenice.

L’eruzione del 1669
Nel mese di marzo un’imponente eruzione eccentrica, sgorgata nel territorio di Nicolisi, cominciò a devastare gran parte degli abitati costruiti sulle pendici del vulcano. In aprile la lava colpì tutti i casali e campi coltivati. Nel mese di maggio il vescovo di Catania Michelangelo Bonadies donò alcuni terreni di sua proprietà ai profughi che provenivano da quei territori distrutti che si insediarono a nord nei borghi della Consolazione e del Borgo stesso. Qui si trova oggi la chiesa del Santissimo Sacramento.

Il giardino Bellini
E’ il più antico dei quattro giardini principali di Catania e rappresenta “la villa” per antonomasia. Il parco risale al Settecento ed apparteneva al principe Ignazio Paternò Castello. Il comune l’acquistò nel 1854.


Il Monastero benedettino
E’ il secondo complesso monastico più esteso d’Europa. Fondato nel 1558, danneggiato dalla lava del 1669, fu ricostruito dopo il terremoto del 1693 diventando uno splendido esempio di architettura barocca. La grandiosa chiesa al suo fianco ha una cupola di 62 metri e il prospetto rimasto incompiuto. Al suo interno, il celeberrimo organo e la grande meridiana del 1841. A prima vista sembra una reggia del Settecento: ad uno sguardo più attento, però, sono evidenti le tracce del monastero grazie ai due chiostri, di levante e di ponente, e ai lunghi corridoi a perdita d’occhio su cui affacciano le antiche celle dei monaci. E’ stato fondato nel 1558, una colata lavica del 1669 lo circondò e il terremoto del 1693 lo distrusse quasi completamente. E’ stato poi ricostruito, ingrandito e decorato con putti e mascheroni. La collina su cui sorge è stata abitata dai greci, dai romani, dai monaci, da astrofisici, a militari. Oggi il monastero è pieno di studenti, professori e studiosi perché è diventato sede universitaria. Il suo restauro nel XX secolo è opera dell’architerro Giancarlo De Carlo.

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