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TEANO. Al Foscolo Cristian racconterà la sua vita con la SLA

(Il Direttore) TEANO Mercoledì 28 marzo prossimo, dalle ore 9.30 alle ore 12, presso l’aula magna dell’Isiss Foscolo di Teano vi sarà una interessante testimonianza sulla SLA, la Sclerosi Laterale Amiotrofica. Grazie infatti alle docenti Rosa Corbisiero e Giuseppina Compagnone l’alunno Cristian ritornerà a scuola, dopo anni di istruzione domiciliare, per dare la sua testimonianza diretta sulla malattia. Con le sue tante ombre e pochissime luci. Per confidare ai compagni di classe e di tutto l’istituto che contro la malattia si può e si deve combattere oltre l’apparenza. L’evento rientra nell’ambito del progetto di inclusione “Malattia e disabilita’, incontro alla persona”. La Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) è una malattia neurodegenerativa progressiva che colpisce le cellule nervose cerebrali e del midollo spinale che permettono i movimenti della muscolatura volontaria. La SLA è caratterizzata dal fatto che i motoneuroni vanno incontro a degenerazione e muoiono. La SLA presenta una caratteristica che la rende particolarmente drammatica: pur bloccando progressivamente tutti i muscoli, non toglie la capacità di pensare e la volontà di rapportarsi agli altri. La mente resta vigile ma prigioniera in un corpo che diventa via via immobile. Le cause della malattia sono sconosciute, anche se negli ultimi anni è stato riconosciuto un ruolo sempre più importante alla genetica e l’incidenza si colloca intorno ai 3 casi ogni 100.000 abitanti/anno ,attualmente sono ca 6.000 i malati in Italia. Una malattia quindi che, prima delle feste pasquali, ci fa riflettere sulla vita e sull’importanza del nostro corpo e delle persone che stanno vicine. Di qui l’iniziativa portata avanti da Cristian e dalla scuola per far conoscere i problemi dei malati di SLA e la necessità di affrontarli con spirito di collaborazione. “Quella di mercoledì prossimo, spiega il Preside Mesolella, sarà una giornata di riflessione su quando le vita “normale”, diventa improvvisamente diversità, disabilità, malattia… In queste situazioni le parole diventano un ponte che ci fa uscire dall’isolamento, dalla rabbia, dalla paura e dal senso di impotenza e cercano sollievo e speranza attraverso il monitor di un computer. In questo modo cadono I preconcetti, le paure e le discriminazioni: e ci si rende conto che quella del normale con il disabile deve essere una convivenza capace di fare miracoli. In un’epoca di profondi e veloci cambiamenti, infatti spiegano le professoresse Giuseppina Compagnone e Rosa Corbisiero, curatrici dell’evento e referenti a scuola per il sostegno e per gli alunni con Bisogni Educativi Speciali, la scuola è chiamata ad essere fondamentale punto di riferimento per la formazione umana, culturale e civica degli alunni. Perché formare cittadini consapevoli vuol dire sviluppare l’attitudine al confronto, all’immedesimazione ed alla condivisione. La scuola deve essere capace di accogliere in uno scambio reciproco le diversita’ facendoci trasformare da questa convivenza. Il nostro progetto, in particolare, mira a favorire legami con l’alunno malato per rendere meno dolorosa la solitudine di chi è impossibilitato a comunicare con gli altri, come Cristian. Proprio per questo la nostra scuola ospiterà un momento di confronto sulla malattia e la disabilità, mercoledì 28 marzo prossimo nell’Aula Polifunzionale. Un percorso complesso, e a volte faticoso, che porta alla luce la solitudine, la sofferenza e il senso di impotenza che accompagnano la disabilità ma che svela anche aspetti inattesi fatti di sensibilità, coraggio, ironia, dolcezza. Lo scopo dell’incontro è soprattutto questo: provare a costruire un ponte tra il sano ed il malato, tra l’indifferenza e l’accoglienza, tra idea astratta di malattia e la realtà. Un’occasione per accorgersi sul serio della diversità e non fuggirla.