Crea sito

Si al premio di maggioranza, necessita dimezzare i parlamentari

(Giuseppe PACE). “Un buon risultato anche se si poteva fare di più”. Questo, da Torino, il commento ‘a caldo’ di Roberto Lamacchia, uno degli avvocati del comitato che ha convinto il tribunale del capoluogo piemontese a rivolgersi alla Corte Costituzionale per un vaglio dell’Italicum. “Ha prevalso – spiega Lamacchia – il concetto del valore della rappresentanza dei cittadini e l’importanza del loro voto. Forse si è persa l’occasione per affossare definitivamente una legge che a nostro avviso era antidemocratica. Ma tutto sommato è un risultato positivo”. No al ballottaggio, sentenzia la Cote Costituzionale, che riconosce un premio di maggioranza al partito che supera il 40% dei consensi elettorali. La Corte Costituzionale fa sapere di dichiarare illegittimo il ballottaggio previsto dall’Italicum, la legge elettorale in vigore dal luglio 2016 ‘impugnata’ da alcuni legali in qualità di cittadini elettori. E’ stato invece giudicato legittimo il premio di maggioranza che la legge attribuisce al partito che supera il 40% dei voti. Tutti soddisfatti della pronuncia della suprema Corte? Chissà! Italicum: la Corte Costituzionale boccia il ballottaggio, per la Consulta resta premio. La Corte Costituzionale: sorteggio per stesso capolista eletto in più collegi. Pd, M5s e Lega: “Ora il voto”. Grillo: ‘Habemus Legalicum, puntiamo a 40% senza alleati”. La Corte Costituzionale dice no ai capilista bloccati e frena le pluricandidature. Quindi attraverso un comunicato stampa – pertanto non è uscita ancora la Sentenza e le sue motivazioni – La Consulta rende nota così la “Decisione sulla legge elettorale cd. Italicum: Oggi, 25 gennaio 2017, la Corte costituzionale si è pronunciata sulle questioni di legittimità costituzionale della legge elettorale n. 52 del 2015 (c.d. Italicum), sollevate da cinque diversi Tribunali ordinari. La Corte ha respinto le eccezioni di inammissibilità proposte dall’Avvocatura generale dello Stato. Ha inoltre ritenuto inammissibile la richiesta delle parti di sollevare di fronte a se stessa la questione sulla costituzionalità del procedimento di formazione della legge elettorale, ed è quindi passata all’esame delle singole questioni sollevate dai giudici. Nel merito, ha rigettato la questione di costituzionalità relativa alla previsione del premio di maggioranza al primo turno, sollevata dal Tribunale di Genova, e ha invece accolto le questioni, sollevate dai Tribunali di Torino, Perugia, Trieste e Genova, relative al turno di ballottaggio, dichiarando l’illegittimità costituzionale delle disposizioni che lo prevedono. Ha inoltre accolto la questione, sollevata dagli stessi Tribunali, relativa alla disposizione che consentiva al capolista eletto in più collegi di scegliere a sua discrezione il proprio collegio d’elezione. A seguito di questa dichiarazione di incostituzionalità, sopravvive comunque, allo stato, il criterio residuale del sorteggio previsto dall’ultimo periodo, non censurato nelle ordinanze di rimessione, dell’art. 85 del d.p.r n. 361 del 1957. Ha dichiarato inammissibili o non fondate tutte le altre questioni. All’esito della sentenza, la legge elettorale è suscettibile di immediata applicazione”. No al ballottaggio, resta il premio di maggioranza, i capilista eletti in più collegi non potranno più optare ma si vedranno assegnato il collegio con il sorteggio. E’ questa la decisione della Consulta sull’Italicum. Una decisione che porta a una legge immediatamente applicabile. E, proprio alla luce di questo diversi partiti chiedono che si voti subito. Ecco i punti sui quali si è pronunciata la Consulta: Stop al ballottaggio, ok a premio di maggioranza La corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo il ballottaggio previsto dall’Italicum, la legge elettorale in vigore dal luglio 2016 ‘impugnata’ da un pool di legali in qualità di cittadini elettori. E’ stato invece giudicato legittimo il premio di maggioranza che la legge attribuisce al partito che supera il 40% dei voti. Non opzione ma sorteggio per capolista eletto in più collegi – La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima la disposizione dell’Italicum che consentiva al capolista eletto in più collegi di scegliere a sua discrezione il proprio collegio d’elezione. Bocciata la possibilità di opzione per il capolista eletto in più collegi, residua il criterio del sorteggio. E’ quanto ha deciso la Corte Costituzionale sull’Italicum. “A seguito di questa dichiarazione di incostituzionalità, sopravvive comunque, allo stato, il criterio residuale del sorteggio previsto dall’ultimo periodo, non censurato nelle ordinanze di rimessione”. I rilievi su questi aspetti erano contenuti in cinque ordinanze giunte dai tribunali di Messina, Torino, Perugia, Genova e Trieste. Un buon risultato anche se si poteva fare di più”. Questo, da Torino, il commento ‘a caldo’ di Roberto Lamacchia, uno degli avvocati del comitato che ha convinto il tribunale del capoluogo piemontese a rivolgersi alla Corte Costituzionale per un vaglio dell’Italicum. “Ha prevalso – spiega Lamacchia – il concetto del valore della rappresentanza dei cittadini e l’importanza del loro voto. Forse si è persa l’occasione per affossare definitivamente una legge che a nostro avviso era antidemocratica. Ma tutto sommato è un risultato positivo”. Varie sono le reazioni dei partiti. Renzi ai suoi, basta melina, Mattarellum o voto – Matteo Renzi è molto “soddisfatto” per l’esito della sentenza della Consulta che, ha spiegato ai suoi, a quanto apprende l’ANSA, conferma l’impianto dell’Italicum togliendo solo il ballottaggio. “Basta melina, il Pd è per il Mattarellum, i partiti dicano subito se vogliono il confronto. Altrimenti la strada è il voto”, è la linea che il leader dem avrebbe indicato ai suoi. Grillo, habemus Legalicum, puntiamo a 40% senza alleati – “La corte costituzionale ha tolto il ballottaggio, ma ha lasciato il premio di maggioranza alla lista al 40%. Questo è il nostro obbiettivo per poter governare. Ci presenteremo agli elettori come sempre senza fare alleanze con nessuno”. Lo scrive Beppe Grillo sul suo blog in un post dal titolo “Habemus Legalicum”. “C’è una proposta di legge del MoVimento 5 Stelle già depositata in Parlamento, chi non la voterà lo fa perché vuole intascarsi la pensione a settembre”, attacca Grillo. Salvini, non ci sono più scuse, al voto 23/4 – “Legge elettorale subito applicabile, dice la Consulta. Non ci sono più scuse: parola agli italiani!! Se sei d’accordo, rilancia #VOTOSUBITO”. Lo scrive su Twitter il leader della Lega Nord, Matteo Salvini che a Skytg24 propone il 23 aprile come possibile data per le elezioni politiche. Meloni, elezioni subito – “Ora che abbiamo anche una legge elettorale non ci sono più scuse: sabato 28 gennaio tutti in piazza a Roma per chiedere elezioni subito”. Lo scrive su Twitter Giorgia Meloni, leader di Fdi, commentando la sentenza della Consulta sulla legge elettorale. Fi, armonizzare i sistemi – “La decisione della Corte costituzionale in merito all’Italicum cancella definitivamente il ballottaggio, bandiera di Renzi e del renzismo. Aveva ragione il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: la totale difformità tra il sistema elettorale della Camera dei deputati e quello del Senato necessita un deciso intervento parlamentare per armonizzare i due sistemi di voto. E’ quanto si legge in una nota di Forza Italia. Boldrini, ora gruppi valutino come procedere – “I gruppi parlamentari dovranno adesso confrontarsi su come procedere, verificare la volontà politica”. Lo dice la presidente della Camera Laura Boldrini, interpellata dall’ANSA a Montecitorio dopo la decisione della Consulta sulla legge elettorale. Il renzismo, dalla Sentenza sia pure provvisoria, resta sconfitto con l’osannato referendum che tanto danno gli ha fatto quando aspettando di vincere è stato sconfitto con circa 20 punti percentuali. Adesso il tripolarismo italiano: Pd, 5Stelle e FI-Lega N.-Fratelli d’Italia, attende di cominciare a tessere possibili alleanze preelettorali visto che non si arriva più all’autunno per votare il nuovo Parlamento nazionale. I puri e duri dei grillini vogliono espellere la Sindaco di Roma Raggi e forse lo faranno di più ora che devono andare a votare, sperando di conquistare il primo posto tra i partiti italiani e soprattutto superare il PD dal quale sono, in gran parte, fuoriusciti. La Lega Nord non fa presa al centro e soprattutto al sud Italia, per cui resta un partito regionale e settentrionale, che può sperare di esistere e sussitere bene solo se non penalizza il berlusconismo che al sud è ancora forte. Tutto è in movimento, ma una cosa è certa: la Corte Costituzionale fa guadagnare non pochi soldini al contribuente tartassato italiano nel mandare tutti a casa prima dell’estate, senza far maturare “il ruolo” a moltissimi neopolitici soprattutto di area pentastellata. Ma l’area liberale, non statalista dov’è finita? Si intravvede uno statalismo di sinistra e di destra, un qualunquismo diffuso d’arrivisti a destra e a sinistra e il centro in balia degli uni e degli altri a fare stambella di qualche situazione locale più che nazionale. Resta il gruppo misto la speranza? Adesso non resta che dimezzare il numero dei Deputati e dei Senatori, che i vincitori de referendum ultimo dovrebbero promuovere, ma sarà difficile farlo prima delle prossime elezioni.