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Piedimonte Matese.Non solo cappellani nelle liste per le prossime elezioni

(Giuseppe PACE). PIEDIMONTE MATESE. Ringraziando l’amico piedimontese, che mi tiene aggiornato degli attuali echi politici piedimontesi, così posso scrivere articoli più vicini alla dimensione reale locale. Ecco le ultime novità prelettorali in movimento, quasi da società fluida come scriveva il vetusto cultore di fama internazionale di recente morto. Ecco le liste in preparazione: 1) Movimento del Consigliere Regionale Gennaro Oliviero che vedrebbe il dott. Luigi Di Lorenzo candidato Sindaco della cui cordata farebbe parte il dr. Antonio Orsi ex Sindaco di Letino; 2) Lista civica che vedrebbe candidato a Sindaco Angelo Landino Direttore Amministrativo dell’Istituto Comprensivo “G. Falcone”, già consigliere di minoranza nell’amministrazione Sarro; 3) Altra lista civica con Gianfrancesco D’Andrea candidato Sindaco; 4) Ancora lista civica con Bernarda De Girolamo (Preside del Liceo “G. Galilei” di Piedimonte M.). A Piedimonte Matese pare che si riesca a fare emergere qualcuno o gruppo diverso dai soliti del passato. Iannotta, politico di lungo corso ed esperienza da vendere, si prepara all’ennesimo tour elettorale, ancora per le amministrative della sua Piedimonte Matese (dopo due esperienze con Cappello), e dopo gli scandalosi fatti giudiziari che lo hanno visto coinvolto direttamente (colpito anch’egli da un avviso di garanzia per gli affidamenti diretti alla nota azienda di servizi ambientali, la Termotetti di Gioia Sannitica), unitamente a quasi tutti gli amici di “Piedimonte Democratica”, il gruppo consiliare capeggiato da Fabrizio Pepe, ex consigliere comunale ed ex presidente della Comunità Montana Matese. Lui non lo dice, al massimo lo sussurra (a voce bassa e ad amici), ma in fondo in fondo una sua candidatura a primo cittadino lo gratificherebbe di tanti, tanti anni di sacrifici spesi per la politica, lui che ha cominciato sotto il vessillo della DC, quella Democrazia Cristiana partito di governo per anni e bandiera di tanti “amici”, lui quasi sempre al fianco dell’on. Cappello (Dante prima ed Enzo poi, fino ad affiancarsi all’ex primo cittadino Vincenzo Cappello, nipote diretto proprio di Dante, anche se a tratti il giudizio di Iannotta nei confronti di quest’ultimo è stato critico in alcune scelte). E difatti starebbe “lavorando per formare una lista composta da moderati” (espressione usata sempre dal suo “maestro politico”), proprio per non tradire la sua fede politica, fatta di passione, di calore, di vicinanza alle persone, ai bisogni comuni, di vita quotidiana. Avrebbe potuto farsi da parte, anche e non solo per i due gravissimi lutti familiari subiti, ma invece la passione anche stavolta ha avuto la meglio, almeno sentendo le sue ultime dichiarazioni: “una lista che possa dare risposte concrete ai problemi della città. Per come la vedo io nella politica è importante il confronto e non candidature che scendano dall’alto come avviene adesso“. Insomma, la si potrebbe interpretare come un no deciso all’ipotesi Sonia Palmeri, assessore regionale proprio di Piedimonte, che a Piedimonte ha le sue origini e dove ha svolto gli studi liceali, e potrebbe essere investita ora della fascia tricolore. Sarà invece importante “riallacciare il rapporto con la gente e che le regole vengano rispettate da tutti, senza figli e figliastri –sbotta Iannotta. Tutto dovrà essere limpido per ridare forza ad una politica cittadina che ha deluso tutti coloro che vogliono un’amministrazione onesta ed efficace”. Questo nel mentre si sussurrano dei nomi altisonanti, a cominciare dal dentista Maurizio Cappello, primario di reparto al nosocomio matesino, che di Vincenzo (sindaco uscente) e’ il cugino, essendo figlio del compianto Dante: riunioni in tal senso si sarebbero già intavolate. A meno che, a meno che ceda alle avance il fratello di Maurizio, proprio lui, l’ex assessore regionale, Enzo, sempre figlio di Dante, il politico di famiglia, che in tanti lo stanno tirando per la giacchetta ma lui resiste. Ma fino a quando. Nel precedente articolo scrivevo: “Con Cappello oppure senza Cappello sarà il nuovo Sindaco di Piedimonte Matese? Non è facile capire se i piedimontesi (quelli non doc forse sono la maggioranza come tanti impiegati, insegnanti, dirigenti, carabinieri-forestali, finanzieri, ecc. che, terminato il servizio attivo, restano con la famiglia a Piedimonte Matese) riescano a scegliere un cittadino esemplare e incorruttibile fuori dal cerchio magico cappelliano, che ha quasi realizzato un feudo elettorale locale da circa mezzo secolo”. Piedimonte M., votava a stragrande maggioranza, da mezzo secolo circa i cappelliani diretti ed indiretti e forse causava il feudo cappelliano con spartizione dei posti negli Enti Locali in un raggio di circa 35 km. La difficoltà del feudo a perpetuarsi ancora ha una causa nota a tutti: l’inchiesta della, coraggiosa, Magistratura casertana. Questa è stata capace di non temere i feudi elettorali consolidati, con l’arresto cauzionale del Sindaco, Cappello, di Piedimonte Matese, del Presidente del Consorzio di Bonifica del Sannio Alifano, Cappella, e del Presidente della Provincia di Caserta di Alvignano (CE). Ha, infine, indagato su molti Assessori comunali piedimontesi per essere stati troppo “signorsi” al Sindaco Cappello, che, secondo l’accusa, rubava a piene mani pilotando gli appalti pubblici locali. L’operazione della Magistratura si chiamava, non a caso, ”Assopigliatutto”. Nel mio libro di Ecologia Umana dal titolo “Piedimonte M. e Letino tra Campania e Sannio”, regalato alla Biblioteca “Aurora Sanseverino” nonché all’ASMV e a molti amici ed ex compagni di classe piedimontesi, alifani, e degli altri 15 paesetti della Comunità M. Matese, sostenevo e sostengo la necessità della meritocrazia anche locale, che pare continui a mancare. Piedimonte M. è tra una mentalità paesana e cittadina. La prima è ancora dominante, la seconda stenta a decollare con il voto d’opinione. Una svolta, potrebbe rendere la società locale più libera di evolvere verso forme che premino i capaci e i meritevoli e non i soliti leccapiedi e galoppini elettorali del passato anche prossimo, purtroppo. La Democrazia si basa anche sui partiti politici che incanalano i diversi modi di concepire l’economia e la società. I partiti però non possono trasformare una fisiologica espressione democratica in una patologica con feudi elettorali basati sul diffuso voto di scambio, che sovverte le regole civili e il principio della meritocrazia, costringendo i cittadini più dignitosi ad emigrare o a piegarsi alle patologia partitocratiche, che vanno guarite e rese fisiologie democratiche! Meno male che il medioevo pare che sia finito. Comunque qualcuno ha scritto che“se un uomo non ha il coraggio di diffondere le proprie idee, o non valgono nulla le idee o non vale nulla l’uomo”. Bisogna sempre diffondere gli anticorpi del bene, della bontà e della giustizia in una società locale che necessita di più speranze per i giovani che vi nascono e crescono. Ma le scuole piedimontesi formano personalità critiche o acritiche? La scuola di massa, dopo gli anni Sessanta, ha tra i compiti formativi il trasformare il suddito in cittadino che conosce i propri diritti e i propri doveri e sappia uscire anche fuori dall’essere tribale.