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LA MASSONERIA E I LEGAMI CON LA CHIESA CATTOLICA

(Gianluca Martone) Inquietante è l’articolo pubblicato in queste ultime giornate sulla Nuova Bussola Quotidiana, nel quale si racconta come un Vescovo argentino abbia fatto gli alla loggia massonica locale per il 126esimo anniversario della sua fondazione. Ecco l’articolo in commento:” Il 17 settembre scorso la Loggia massonica Giuseppe Mazzini n° 118, situata a Lomas de Zamora (nella Provincia di Buenos Aires), ha pubblicato sulla sua pagina Facebook la lettera che monsignor Jorge Ruben Lugones, vescovo titolare della diocesi, ha scritto all’istituzione massonica l’11 settembre scorso, felicitandosi per il 126esimo anniversario della sua fondazione. In questa lettera, monsignor Lugones, porta il suo saluto alla “rispettabile loggia, per augurare ai suoi membri che continuano lavorando e sviluppando il suo ideale di amore, servizio all’umanità e fraternità universale, per forgiare una nazione” – in sintonia con le intenzioni della Conferenza episcopale Argentina espresse nella Preghiera per la Patria – “la cui identità sia la passione per verità e il compromesso per il bene comune”. Dopo poche ore il vescovo di Lomas de Zamora Ha diffuso una nota intitolata Dichiarazione su una lettera a una istituzione nella quale informava che la lettera di saluto era una risposta a un invito della Loggia datata al 25 agosto “con saluto e parole di incoraggiamento per contribuire al bene comune”.Però, significativamente, questa lettera di risposta non fa la minima menzione al vertice della Chiesa: nostro signore Gesù Cristo. E senza che nulla nel contenuto e nel tono dello scritto permetta di supporre che monsignor Lugones sia realmente un vescovo della Chiesa cattolica e perdipiù un sacerdote gesuita. Come vescovo cattolico monsignor Lugones è successore degli Apostoli, pastore per essere maestro di dottrina, sacerdote del culto sacro e ministro per governare (Codice di diritto canonico numero 371,1), però nessuna di queste caratteristiche traspare nel testo della lettera inviata alla Loggia.Sarà forse questo un riflesso dei nuovi tempi che imperano nella massima istituzione della Chiesa di Gesù Cristo e pretendono di essere politicamente corretti e parlare molto di misericordia di Dio, però poco e niente di Gesù Cristo? Tanto più che monsignor Lugones è membro della Compagnia di Gesù, Istituzione e Congregazione che sant’Ignazio di Loyola fondò nel secolo XVI per la salvezza e la perfezione dei propri membri con l’aiuto della grazia divina e di tutti i vicini alla compagnia. I suoi membri come soldati di nostro signore Gesù Cristo sono a disposizione totale e assoluta del suo vicario in terra per le cose che concernono il culto divino e per il bene della religione cristiana. Molti fedeli laici non capiscono a che titolo il prelato cattolico abbia inviato questa nota perché non ha in essa il minimo riflesso della sua condizione sacerdotale di gesuita nel suo ufficio episcopale. Per le azioni che si stanno rivelando in questi ultimi anni sembrerebbe che la maggior parte della gerarchia vaticana e molti vescovi simpatizzanti con quest’ultima tendano a non essere Lumen Gentium, ma un clone o una copia ibrida di quelli con i quali si entra in contatto: cattolici con i cattolici, ma profani con coloro che sono lontani dalla chiesa del Signore. E cattolici entro un certo limite perché tutti quelli che promuovono azioni eroiche in difesa della fede sono direttamente ignorati o sviliti.

Tuttavia, è evidente, nel sentire dei cattolici argentini che si sono impegnati nella battaglia a fondo contro l’intento liberale-progressista di legalizzare l’aborto in Argentina, il silenzio tombale con il quale gran parte della gerarchia ecclesiastica argentina e vaticana li ha ricompensati.Per cattolici impegnati con l’evangelizzazione seria delle strutture sociali politiche c’è il silenzio, ma per le situazioni totalmente aliene o contrarie all’ideale cristiano o esplicitamente non religiose invece un dialogo cordiale educato, come lo è quello con la “rispettabile” Loggia Giuseppe Mazzini numero 118 la quale si definisce ufficialmente come una società filantropica filosofica e progressista e fa parte della Grande Loggia dell’Argentina dei liberi massoni. È una delle più antiche istituzioni massoniche del paese fondata il 25 agosto 1892 e posta sotto la protezione dell’illustre politico e intellettuale italiano, uno degli artefici dell’unificazione dell’Italia nel 1870 insieme a Camillo Benso Conte di Cavour e Giuseppe Garibaldi.
A detta di una delle sue massime autorità, Martin Sarubbi, l’istituzione è definita come una società iniziatica filantropica e progressista, che si avvicina alla conoscenza in forma graduale. Una delle sue maggiori preoccupazioni è il benessere di tutti i suoi uomini, discute sovente sopra i grandi temi della filosofia per trovare risposta alle 3 grandi domande che da sempre si fa l’uomo: Chi sono? Da dove vengo? E dove vado? E si propone di essere sempre all’avanguardia della conoscenza (cf. InfoLomas, http://infolomas.com.ar/?p=5247). Come tutte le società massoniche i suoi statuti e le sue costituzioni rivendicano il credere in un unico Dio che viene chiamato “Grande architetto dell’universo”, come principio generatore e “simbolo Superiore della sua aspirazione e costruzione etica”. Sebbene non proibisca ne imponga ai suoi membri nessuna convinzione pratica religiosa rifiuta di essere una setta, un partito politico o una religione, realtà nei confronti delle quali ha adottato la politica di rifiutare dai suoi tempi le discussioni della politica partitica o di religione.Però nel fondo la massoneria di cui questa loggia fa parte forma una religione dell’uomo: il suo obiettivo e fare di “un buon uomo un uomo migliore”, nell’ambito della “libertà, dell’uguaglianza e della fraternità come principi guida”.“Sant’Ignazio di Loyola e Giuseppe Mazzini un solo cuore” o “Per i cattolici fedeli niente, per i lontani dalla chiesa di Cristo saluti cordiali” sembra essere il motto episcopale di questo sacerdote gesuita e pastore del gregge. Come se per evitare di offendere il grande architetto dell’universo i cattolici dovessero nascondere nostro Signore Gesù Cristo il Redentore dell’uomo e il Redentore del mondo.A quanto sembra, quelli che pretendono di far parte di una Chiesa più aperta e vicina a tutti, una Chiesa solidale e samaritana dimenticano che lo stesso Signore Gesù Cristo ci ha annunciato e promesso che: “Conosco le tue opere: tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! Ma poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca” (Ap 3, 15-16)”. La gravità del periodo storico che stiamo vivendo, nel quale la Santa Chiesa Cattolica e i Valori correlati a quest’ultima stanno subendo un fortissimo attacco, si puo’ comprendere soltanto facendo riferimento ad un interessante documento risalente al 1961, intitolato “Direttive, piani e risoluzioni ai fratelli massoni”, di cui pubblico integralmente il contenuto:” . Il Concilio Vaticano II è l’occasione, la grande occasione che aspettavamo per il trionfo delle nostre idee, visto che i massoni sono già al lavoro in tutti i gradi della Gerarchia ecclesiastica. 2. Rimane ancora il Papato, ma noi lo colpiremo mortalmente se, senza troppe scosse e sotto l’apparenza di miti pecorelle, noi continueremo con diligenza a modellare la cristianità in modo che possa esprimere il Papa dei nostri sogni. Quando avremo convertito la Gerarchia ecclesiastica e la massa dei fedeli alle nostre teorie, senza che se ne accorgano, tutto andrà avanti da sé. 3. In una tale situazione indesiderabile, il nostro ruolo consiste nel dividere, suscitando discussioni, ma per quanto possibile su questioni di aspetto secondario, col fine di distogliere l’attenzione dall’essenziale che vogliamo distruggere. Per esempio, quelli di sinistra, su nostra istigazione, combatteranno per l’abolizione del latino dalla liturgia; e quelli di destra, sempre su nostra istigazione, lo difenderanno (come colui che, al posto di difendere un tesoro, se lo lascia rubare, tutto contento di conservare la cassaforte in cui era rinchiuso, ormai vuota). 4. Tutto dovrà essere rimesso in discussione da parte di tutti. 5. Per favorire la confusione, noi imporremo ai preti l’uso di un gergo nuovo ed oscuro. 6. Il Papa che faremo eleggere possiederà al massimo grado l’arte dell’ambivalenza (tamquam vir duplex). Per esempio, egli disapproverà i modernisti a parole, ma nei fatti li sosterrà (sopprimendo per prima cosa il giuramento antimodernista). 7. Mettiamo nostri uomini nei Ministeri dell’Educazione, nelle scuole, per fingere di proteggere la religione, ma in realtà per la distruggere dall’interno. Senza religione, la gioventù sarà immediatamente preda dell’immoralità, e quindi completamente nelle nostre mani. 8. Ad esempio, commentando la frase: «Beati coloro che hanno fame e sete della giustizia» noi l’attribuiremo a coloro che lottano per rivendicare i “diritti dell’uomo”, e non la santità come ha fatto la Chiesa fino ad oggi. Di conseguenza, i contestatori ed i rivoluzionari, violenti o no, saranno in un sol colpo indistintamente beatificati da Cristo che, a sua volta, diverrà il prototipo del rivoluzionario. 9. Noi faremo infiltrare le donne ovunque si radunano preti o religiosi: donne che, sotto il velo di un finto candore, sappiano ben camuffare la loro perversione. Esse dovranno far girare la testa soprattutto ai capi, se non per conquistarli alla nostra causa, almeno per comprometterli in qualche maniera. In questo modo potremo chiudere molte bocche per sempre, e la smetteranno di combatterci e difendere la dottrina tradizionale cattolica. 10. Nelle chiese, nei manuali scolastici, dovunque, le immagini e le statue di Cristo, di sua Madre e dei Santi dovranno essere tali da suscitare disgusto o derisione. Siate certi che anche in questo i preti si adatteranno alle nostre indicazioni. 11. È di grande importanza per la riuscita dei nostri piani che la psicologia, la psichiatria e la psicanalisi siano adottate come materie principali nei seminari secolari e regolari I dieci comandamenti massonici per la lotta contro la Roma cattolica (1976) 1. La roccia di Pietro dev’essere spaccata. Vi sono circa 2500 Vescovi nella Chiesa [nel 1976, NdR]: dobbiamo quindi spezzarla in 2500 pezzi!
Dobbiamo togliere potere al Papa e ai Vescovi, utilizzando il sistema delle decisioni maggioritarie di diversi Collegi democratici, in seno ai quali metteremo i nostri affiliati. Li giustificheremo in nome di un “cristianesimo adulto”. 2. Trasformare la coscienza del fanciullo: il rapporto tra padre e figlio deve diventare un rapporto di cameratismo. 3. Eliminazione di qualsiasi tradizione. 4. Screditare i Vangeli, mettere in dubbio le verità della fede.5. Riforma liturgica: sopprimere la lingua latina obbligatoria, per creare la confusione di Babilonia nelle diverse liturgie. 6. Rimuovere il senso di colpa e la coscienza del peccato. 7. Privare le chiese della “Presenza reale”, cambiare l’altare in “tavola”, rimuovere le immagini sacre. 8. Trasformare la “professione di fede” in una concezione esistenziale della fede. 9. Escludere la Madre di Gesù dalla vita ecclesiastica. 10. Abbreviare il tempo dedicato alla preghiera, per dar più spazio al cristianesimo attivo. Bilancio sull’applicazione dei Decreti conciliari e previsione per il Postconcilio.
Dalla rivista massonica L’Humanisme, Novembre/Dicembre 1968 Le colonne della vecchia Chiesa che sono crollate più facilmente sono state: 1. Il dogma dell’infallibilità papale, grazie alla collegialità. 2. La “Presenza reale” di Cristo nel Sacramento dell’altare: “intercomunione”; “concelebrazione” dei preti cattolici con i pastori protestanti; la “comunione nella mano”; “abolizione delle genuflessioni”… 3. Declassamento del Sacramento della Confessione: diminuzione del senso del peccato, confessioni di massa, insinuazione che il peccato sia stato interpretato in una visione pessimistica delle Bibbia, da parte della filosofia medievale. Piano massonico del 1995 Traduzione della rivista spagnola Roca viva, Febbraio 1997, José Abascal, Madrid A – Tramite una lotta costante e metodica per far scomparire la Chiesa cattolica, noi abbiamo ottenuto dei sostanziali progressi, conformemente agli scopi prefissi: 1. Rottura dell’unica fede. Molti dubitano già dei dogmi fondamentali: presenza reale di Cristo nell’Eucaristia, divinità e resurrezione di Gesù, vergintà di Maria, esistenza dell’Inferno, degli Angeli e dei demoni, ecc. 2. Stato di scisma e di apostasia, ancora latente ma già reale. 3. Contestazione del Papa e della sua dottrina. 4. Controllo delle edizioni e delle pubblicazioni cattoliche. 5. Ingresso della Massoneria nell’insegnamento religioso, specialmente nelle Facoltà Ecclesiastiche e nei Seminari. 6. Gli infiltrati nei Seminari e nelle Congregazioni religiose hanno ottenuto posti influenti e lavorano con efficacia. 7. Vescovi, preti e catechisti, ma anche diverse Congregazioni religiose maschili e femminili lavorano con noi, forse senza saperlo, ma in modo efficace. 8. Emarginazione e disprezzo dei preti e dei religiosi fedeli alla dottrina tradizionale. 9. Abbandono della Confessione, tramite la promozione dell’assoluzione comunitaria. 10. Perdita della preghiera nelle sue forme distinte: preghiera personale, Rosario, Via Crucis, processioni, suppliche, ecc. 11. Disprezzo per la devozione verso l’Eucaristia. B – Molto efficaci si sono rivelate le “misure” che abbiamo proposto: 1. Cambiare la struttura della Messa, attenuandone l’aspetto verticale ed accentuandone quello orizzontale.
2. Introdurre la “libertà liturgica”, togliendo paramenti, cambiando o eliminando cerimonie, volgarizzando e svuotando di senso i riti. 3. Ricevere la Comunione in piedi e nella mano, togliendo così importanza all Ostia. 4. Eliminare la genuflessione ed ogni forma di riverenza. 5. Alterare il senso del peccato. 6. Promuovere l’immoralità, concependola come “libertà” e “progresso”: liberazione sessuale, preservativi, contraccettivi, omosessualità, promozione della pornografia in televisione e in videocassette, film, sex-shop, riviste, ma soprattutto in televisione. 7. Approvazione dell’aborto: finalmente anche la cattolica Irlanda l’ha approvato! 8. Eliminare la formazione morale e religiosa dei giovani. 9. Corrompere la gioventù, diffondere la droga, il sesso, i divertimenti immorali, le bestemmie, la violenza ecc. 10. Controllare i mezzi di comunicazione sociale, soprattutto la televisione.
C – Dobbiamo continuare a progredire nei punti delle indicazioni riportate qui sopra. Noi siamo già in grado di di occupare i vertici del potere nella Chiesa. Allorasi diffonderà apertamente, grazie all’autorità, l’ultima fase della nostra tattica 1. Farla finita con la dimensione trascendente ed ogni forma di preghiera. 2. Distruggere e svuotare totalmente il contenuto dei dogmi. 3. Sostituire il teocentrismo con l’antropocentrismo. 4. Relativizzare la morale: non vi devono essere principi né riferimenti oggettivi, ed ancor meno imposizioni venute dall’alto. Tutto dev’essere soggettivo. 5. Liberalizzazione delle pratiche sessuali, contraccezione, omosessualità… 6. Sacerdozio alle donne. 7. Ecc. ecc. E finalmente – è questa la nostra grande aspirazione – l’eliminazione della messa. Ovviamente non potremo eliminarla da un giorno all’altro: molti non l’accetterebbero. Occorre sopprimere l’aspetto ”sacrificale” e la ridurre ad una dimensione di “cena fraterna”. In questo modo non vi sarà più alcun valore sacramentale, e la messa sarà trasformata in una semplice riunione, vuota d’ogni contenuto. Ecco la nostra grande aspirazione, poiché distruggendo la messa cattolica noi distruggeremo la Chiesa dall’interno, senza persecuzione sanguinaria e grazie alla capitolazione dei cattolici stessi Abbiamo il trionfo a portata di mano! Solo un intervento diretto e straordinario di Dio potrebbe impedirlo. Ma noi potremo presto, molto presto gridare: «Ti abbiamo vinto, Galileo!» Questo piano malefico e satanico si sta purtroppo drammaticamente concretizzando, come ha analizzato attentamente il collega Gelsomino Del Guercio in un interessante articolo pubblicato sul “Timone” alcune settimane fa:” La Massoneria ha mai provato a distruggere la religione in Italia? Hai mai agito per bloccare l’azione della Chiesa cattolica e affossarla? La risposta è positiva. Nel senso che la Massoneria sin dalla sua nascita ha provato a scalfire il potere ecclesiastico con azioni eversive che sono state arginate dai papi. Angela Pellicciari, storica del Risorgimento e docente di Storia della Chiesa, premette ad Aleteia: «La massoneria moderna nasce a Londra nel 1717: la chiesa emette la prima delle sue centinaia di condanne e scomuniche nel 1738 con la lettera apostolica In Eminenti di Clemente XII. “Contenti di una certa affettata apparenza di naturale onestà”, scrive il papa a proposito dei liberi-muratori. Il papa ha ragione: la massoneria ha sempre sulle labbra la parola “morale”, ma la morale cui si riferisce non è la morale rivelata». LA PERSECUZIONE ANTI-RELIGIOSA E infatti, fa notare Pellicciari, nel 1853 J.M. Ragon, luminare della massoneria francese, così puntualizza: “la Massoneria non riceve la legge, è lei stessa a stabilirla”. «Pio IX e Leone XIII, i papi che assistono, durante il risorgimento, allo smantellamento di tutti gli ordini religiosi della religione cattolica (pur definita religione di stato), alla persecuzione di vescovi e preti, alla riduzione in povertà assoluta della maggioranza della popolazione costretta ad un’emigrazione di massa, individuano nell’odio massonico e protestante l’origine anticattolica e, quindi, antitaliana, di tanta violenza e sfacelo». L’ERRORE DEI PRINCIPICome in Francia durante la rivoluzione, come durante l’impero del massone Napoleone, come in America Latina, come in Spagna e Portogallo, la massoneria è società rivoluzionaria che i principi appoggiano «senza accorgersi di firmare la propria rovina», sentenzia la storica della Chiesa. «I papi lo ricordano spesso ma non sono ascoltati. Sotto il pontificato di Gregorio XVI la polizia scopre una documentazione di estremo interesse riguardante la carboneria (una società segreta di derivazione massonica) che mostra come l’odio per la chiesa si accompagni a quello per la famiglia». “DISGUSTO DELLA RELIGIONE” Così scrive il settario conosciuto con lo pseudonimo di Piccolo Tigre: “L’essenziale è isolare l’uomo dalla famiglia, è fargliene perdere le abitudini […] Quando avrete insinuato in qualche animo il disgusto della famiglia e della religione (l’una va quasi sempre a seguito dell’altra) lasciate cadere qualche parola che provocherà il desiderio di essere affiliato alla Loggia più vicina. […] Il fascino di ciò che è sconosciuto esercita sugli uomini una tale potenza, che ci si prepara tremando alle fantasmagoriche prove dell’iniziazione e dei banchetti fraterni”.
L’AVVERTIMENTO DI PIO XII Nel 1821 Pio VII scrive a proposito dei carbonari: “Costoro simulano un singolare rispetto e un certo straordinario zelo verso la Religione Cattolica”, ma “non sono altro che dardi scoccati con più sicurezza da uomini astuti, per ferire i meno cauti; quegli uomini si presentano in vesti di agnello ma nell’intimo sono lupi rapaci”. Il papa, secondo Pellicciari, ha ragione: nel documento noto col nome di Istruzione permanente redatto nel 1819 si legge: “dovete presentarvi con tutte le apparenze dell’uomo serio e morale. Una volta che la vostra buona reputazione sia stabilita nei collegi, nei ginnasi, nelle università e nei seminari, una volta che abbiate catturato la confidenza di professori e studenti, fate in modo che a cercare la vostra compagnia siano soprattutto quanti sono arruolati nella milizia clericale […] Si tratta di stabilire il regno degli eletti sul trono della prostituta di Babilonia: che il clero marci sotto la vostra bandiera mai dubitando di seguire quella delle chiavi apostoliche”.
I CONSIGLI DEL MASSONE I carbonari puntano sull’infiltrazione all’interno del clero. Il 18 gennaio 1822 Piccolo Tigre scrive agli affiliati piemontesi: “servendosi del pretesto più futile, ma mai politico o religioso, create voi stessi, o meglio ancora fate in modo che siano create da altri, associazioni aventi come fine il commercio, l’industria, la musica, le belle arti. Riunite in un luogo qualsiasi, anche nelle sacrestie o nelle cappelle, le vostre tribù che ancora non sanno nulla; mettetele sotto la guida di un prete virtuoso, noto, ma credulone e facile da ingannare; infiltrate il veleno nei cuori scelti, infiltratelo a piccole dosi e come per caso; in seguito, pensandoci, sarete stupiti voi stessi del vostro successo”.
“SEPPELLIREMO LA CHIESA” Qualche anno più tardi il “cugino” Vindice così sintetizza lo scopo della carboneria: “E’ la corruzione alla grande che abbiamo cominciato, la corruzione del popolo attraverso il clero e del clero per mezzo nostro, la corruzione che senza dubbio ci porterà un giorno a seppellire la Chiesa”.
L’INGRESSO NELLA LOGGIA «Segreto, giuramento, nessuno scrupolo nell’uso di qualsiasi mezzo perché il fine giustifica i mezzi, calunnia, menzogna, omicidio, sono le armi cui le associazioni segrete ricorrono per mettere in atto i propri piani – afferma l’esperta – Il giuramento in particolare accompagna tutti gli avanzamenti di grado all’interno del percorso massonico». Al momento del suo ingresso in loggia come apprendista il candidato così giura: “Prometto di non palesare giammai i segreti della Libera Massoneria; di non far conoscere ad alcuno ciò che mi verrà svelato, sotto pena di aver tagliata la gola, strappato il cuore e la lingua, le viscere lacere, fatto il mio corpo cadavere in pezzi, indi bruciato e ridotto in polvere, questa sparsa al vento per esecrata memoria ed infamia eterna”.
LA DENUNCIA DEI PONTEFICI A cominciare da Clemente XII e fino a Leone XIII tutti i papi denunciano con fermezza, con coraggio, con patriottismo, con analisi storiche e filosofiche dettagliate, i propositi rivoluzionari delle logge che, esaltando la “libertà”, mirano ad ottenere libertà solo per se stessi formando all’interno dei vari stati come uno stato nello stato che detta legge su ogni aspetto della vita pubblica.
GLI ARTICOLI “ANTI-CHIESA” Nel 1864, all’indomani del merito “grandioso” che le logge si attribuiscono per aver sferrato il più duro attacco alla chiesa cattolica nella sua patria di elezione (Roma e l’Italia), gli articoli 3 e 7 delle costituzioni della massoneria italiana stabiliscono: “Art. 3. Suo fine [della massoneria] diretto e immediato si è di concorrere efficacemente all’attuazione progressiva di questi principii nell’Unità, sì che divengano gradualmente legge effettiva e suprema di tutti gli atti della vita individuale, domestica e civile”; “Art. 7. A meta ultima de’ suoi lavori si prefigge di raccogliere tutti gli uomini liberi in una gran famiglia, la quale possa e debba a poco a poco succedere a tutte le sette, fondate su la fede cieca e l’autorità teocratica, a tutti i culti superstiziosi, intolleranti e nemici fra loro, per costruire la vera e sola chiesa dell’Umanità”.
LA CONDANNA UFFICIALE DELLA MASSONERIA “Personificazione permanente della rivoluzione, [la massoneria] costituisce una specie di società a rovescio, il cui scopo è un predominio occulto sulla società riconosciuta, e la cui ragione d’essere consiste nella guerra a Dio e alla sua Chiesa”, scrive Leone XIII nel 1902 poco prima di morire. «La ferma condanna della chiesa contro la massoneria – conclude Pellicciari – contro tutti i tipi di massoneria (“condanniamo e proibiamo le predette Società, Unioni, Riunioni, Adunanze, Aggregazioni o Conventicole dei Liberi Muratori o des Francs Maçons, o con qualunque altro nome chiamate”, scrive Clemente XII), vale fino ai nostri giorni come esplicitamente ricordato dal cardinal Ratzinger nella Dichiarazione sulla massoneria del 1983”.

Proprio in quest’ultimo importantissimo documento, è citato testualmente:” La Dichiarazione della S. Congregazione afferma che la Iscrizione alle associazioni massoniche «rimane proibita dalla Chiesa» e i fedeli che vi si iscrivono «sono in stato di peccato grave e non possono accedere alla Santa Comunione». Con questa ultima espressione, la S. Congregazione indica ai fedeli che tale iscrizione costituisce obiettivamente un peccato grave e, precisando che gli aderenti a una associazione massonica non possono accedere alla Santa Comunione, essa vuole illuminare la coscienza dei fedeli su di una grave conseguenza che essi devono trarre dalla loro adesione a una loggia massonica. La S. Congregazione dichiara infine che «non compete alle autorità ecclesiastiche locali di pronunciarsi sulla natura delle associazioni massoniche, con un giudizio che implichi deroga a quanto sopra stabilito». A questo proposito il testo fa anche riferimento alla Dichiarazione del 17 febbraio 1981, la quale già riservava alla Sede Apostolica ogni pronunciamento sulla natura di queste associazioni che avesse implicato deroghe alla legge canonica allora in vigore (can. 2335). Allo stesso modo il nuovo documento, emesso dalla Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede nel novembre 1983, esprime identiche intenzioni di riserva relativamente a pronunciamenti che divergessero dal giudizio qui formulato sulla inconciliabilità dei principi della massoneria con la fede cattolica, sulla gravità dell’atto di iscriversi a una loggia e sulla conseguenza che ne deriva per l’accesso alla Santa Comunione. Questa disposizione indica che, malgrado la diversità che può sussistere fra le obbedienze massoniche, in particolare nel loro atteggiamento dichiarato verso la Chiesa, la Sede Apostolica vi riscontra alcuni principi comuni, che richiedono una medesima valutazione da parte di tutte le autorità ecclesiastiche. Nel fare questa Dichiarazione, la Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede non ha inteso disconoscere gli sforzi compiuti da coloro che, con la debita autorizzazione di questo Dicastero, hanno cercato di stabilire un dialogo con rappresentanti della Massoneria. Ma, dal momento che vi era la possibilità che si diffondesse fra i fedeli l’errata opinione secondo cui ormai la adesione a una loggia massonica era lecita, essa ha ritenuto suo dovere far loro conoscere il pensiero autentico della Chiesa in proposito e metterli in guardia nei confronti di un’appartenenza incompatibile con la fede cattolica. Solo Gesù Cristo è, infatti, il Maestro della Verità e solo in Lui i cristiani possono trovare la luce e la forza per vivere secondo il disegno di Dio, lavorando al vero bene dei loro fratelli”.

In questa lotta tra Gesu’ Cristo e il demonio, un ruolo prezioso lo ebbe e lo riveste ancora il Santo di Pietrelcina, le cui spoglie in questi giorni per la prima volta hanno lasciato San Giovanni Rotondo e si trovano a Roma per l’Anno Santo. Proprio Padre Pio convertiva tanta gente, fra cui molti -atei, massoni, comunisti, anticlericali, libertini, miscredenti- sulla cui conversione nessuno avrebbe scommesso un centesimo. E’ il caso dell’avvocato Alberto Del Fante, bolognese, ex 33 della massoneria. Tutto iniziò con la malattia della moglie: tumore senza speranza. La morte era certa e prossima. Il marito, affranto, le stava vicino in ospedale e l’assisteva. Ma un giorno lei, piangendo, gli chiese di andare a San Giovanni Rotondo per implorare da Padre Pio l’intercessione di un miracolo. Aveva tanto sentito parlare delle innumerevoli grazie che aveva propiziato. La signora sapeva che il marito era massone e accanitamente anticlericale, ma quella era la sua ultima speranza. L’avvocato Del Fante d’istinto ebbe una reazione irritata, beffarda. Ma quando la moglie disperata scoppiò a piangere a dirotto, per compassione verso le sue penose condizioni, decise di accontentarla: “Va bene, ci vado.” Le disse. “E non perché ci credo, ma per giocare un terno al lotto.” Parte dunque da Bologna e in un giorno arriva. Partecipa alla messa del mattino, fa la lunga fila delle confessioni e quando viene il suo turno, restando in piedi, senza inginocchiarsi, dice a padre Pio che voleva parlargli un minuto. “Giovanotto, non mi fate perdere tempo!” gli rispose. “Che siete venuto a fare, a giocare un terno al lotto? Se volete confessarvi inginocchiatevi, se no lasciatemi confessore questa povera gente che aspetta.” L’avvocato fu interiormente abbagliato al sentirsi ripetere alla lettera, da padre Pio, quella stessa frase che aveva detto alla moglie due giorni prima e poi il tono del frate non ammetteva repliche. Quasi senza pensarci s’inginocchiò, ma non aveva neanche pensato ai suoi peccati, non sapeva che dire. Per un attimo si sentì come una pagina bianca, ammutolito e col recondito timore che quel confessore gli ripetesse la scenata: “Invece, appena mi inginocchiai, il Padre cambiò voce e tatto: divenne dolce e paterno. Anzi, sotto forma di domande, mi svelava via via ogni peccato della mia vita passata e di peccati ne avevo tanti! Io ascoltavo col capo chino la domanda e sempre rispondevo: “Sì”. Stupito e commosso, diventavo sempre più immobile. Alla fine Padre Pio mi chiese: “Hai nessun altro peccato da dire?”. “No” risposi, convinto che, avendomeli detti tutti lui, che mostrava di conoscere perfettamente la mia vita, io non avessi altro da confessare. “Non ti vergogni?” cominciò con imprevedibile durezza: “Quella giovane, che tu poco tempo fa hai lasciato partire per l’America, ha avuto un figlio. E quella creatura è sangue tuo. E tu, sciagurato, hai abbandonato madre e figlio.” Era tutto vero. Non risposi. Scoppiai in un pianto incontenibile. Non ne potevo più. Mentre, col volto nascosto fra le mani, piangevo, curvo, sull’inginocchiatoio, il Padre dolcemente mi poggiò il braccio sulle spalle e, avvicinandosi all’orecchio, mi sussurrò, singhiozzando: “Figlio mio, mi sei costato il meglio del mio sangue!”. A queste parole sentii il mio cuore come spaccarsi in due, come da una dolcissima lama. Piangevo, curvo e, a tratti, alzando il volto bagnato di lacrime, gli ripetevo: “Padre, perdono, perdono, perdono!”. Il Padre che aveva già il braccio sulla mia spalla, mi avvicinò di più a lui e cominciò a piangere con me. Una dolcissima pace pervase il mio spirito. D’un tratto sentii l’assurdo dolore mutarsi in incredibile gaudio. “Padre -gli disse- sono tuo! Fa’ di me quello che vuoi!” Ed egli, asciugandosi gli occhi, mi sussurrò: “Dammi una mano ad aiutare gli altri”. Poi aggiunse: “Salutami tua moglie!”. Tornai a casa, mia moglie era guarita”.