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“Mates è”, promozione e vendita di prodotti enogastronomici matesini

(Giuseppe Pace). Piedimonte Matese. Umberto Doti, nativo di Napoli, ma residente da bambino a Piedimonte d’Alife (Matese dal 1070) dove si è sposato con Laura Granitto, è un’imprenditore enogastronomico originale. Nell’ambito del suo progetto di coordinatore e di venditore, mediante “Minimarket Granitto”, di via Luigi Ferritto n.,1 ha da raccontare illusioni e delusioni. Una delle illusioni, ancora accarezzate con passione imprenditoriale, è stato il suo progetto enogastronomico “Mates è”. Vendere cioè merci alimentari del Matese e del suo vasto pedemontano come olio, vino, formaggi, carne, dolci, ecc.. Umberto ha ideato anche di produrre e promuovere la vendita de “ Il Mortariolo di S. Francesco” : l’originale ricetta tramandata per generazioni dell’unico biscotto preferito dal santo tale da essere l’ultimo suo desiderio, l’unica sua tentazione, scrive Todi sul pachetto di biscotti del Mortariolo. L’idea brillante: attraverso il marchio “mates è”, consorziare più produttori di eccellenze alimentari matesine. Con la moglie, piedimontese doc, Umberto Todi, hanno registrato non poche delusioni nella vendita di alcune eccellenze enogastronomiche, ma sono ancora animati d’ imprenditoriali locali geniali. Il loro progetto enogastronomico del Matese, con i percorsi del gusto, propone i vendere: il miele della nostra flora; i taralli all’olio extravergine d’oliva; l’olio extravergine di oliva; i funghi; il caciocavallo; i vini selezionati, i latticini freschi; il pane prodotto come da tradizione; le farine integrali macinate a pietra e i salumi di carne da allevamenti. Spiega Umberto che peri funghi mancano esperti e raccoglitori a Piedimonte Matese. La famiglia Todi-Granitto co i rispettivi genitori, figli e parenti credono che “Il progetto mates è” si fonda sull’amore, sulla passione, sulla cultura e sulle tradizioni del proprio territorio”. Con questa visione hanno pensato e cercato di unire sotto lo stesso marchio, i prodotti di eccellenza Matesina, creando una giovane e dinamica realtà che mira a crescere insieme ad un territorio ancora da scoprire. Quelli del minimarket Granitto, di cui Umberto è il creativo, pensano e scrivono: ”Tutti i nostri prodotti, di alta qualità, selezionati direttamente da noi dopo un’attenta valutazione, provengono solo da aziende artigianali a conduzione familiare che impiegano solo materie prime selezionate e che garantiscono, grazie alla lavorazione manuale, quella genuinità solita tipica di questa terra”. Infatti Umberto, mi elencò, qualche anno fa, le varie aziende matesine tra cui Vallechiaralle di Patrizi Colucci di San Potito S., che produce grano a San Potito e a Gallo Matese con farine integrali macinate a pietra; Sofia Codoni che a San Miche d’Alife produce miele; Stefania Izzo che produce taralli all’olio extravergine di olive delle colline matesine; Le carni e i salumi sono dell’azienda Antonucci di Alife; i vini sono selezionati tral’ aglianico e il guardiolo, nonché il pregiato ed antichissimo pallagriello sia rosso che bianco. Umberto Todi come altri commercianti matesini sperano nella nuova Amministrazione piedimontese per una migliore conoscena dei prodotti enogastronomici locali. Ciò si può fare, in primis, con l’assessorato all’ambiente ad esempio. Fino a pochi decenni fa la bella cittadina di Piedimonte Matese, venne descritta, dal piedimontese doc, dop e igt, D. B. Marrocco, con un libro in più edizioni. Poi, man mano, si affacciarono alla ribalta locale altri descrittori, tra i quali lo scrivente, che ha pubblicato il libro “Piedimonte Matese tra Campania e Sannio” e lo ha donato alla biblioteca A. Sanseverino e all’ITIS piedimontese. Qualunque scritto, soprattutto se stampato senza contributi comunali e sovracomunali, certamente è una ricchezza per i giovani, studenti soprattutto, che possono leggere cosa scrive un figlio del Matese, che vive a 700 km di distanza e non è affatto suddito della possibile frequente partitocrazia in un ambiente quasi da nuovo medioevo della ragione, figlia dell’illuminismo. Piedimonte Matese, a differenza dei molti piccoli comuni baricentrali, ha un ambiente sociale di transizione tra quello paesano e quello cittadino, ma rischia anche di essere né l’uno e né l’altro oppure amplifica il primo per paura dell’anonimato del secondo. Eppure il territorio del Matese ha una notevole tradizione sulla quale innestare il moderno, anche gastronomico. Una rarità della tradizione matesina è il costume di Letino, comune più alto del Matese. L’Ing. Gugliemo Berner, noto allo scrivente, per aver donato nel 1910 la sua collezione privata dei costumi tradizionali di Letino (CE) e Macchiagodena (IS) al Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari di Roma. L’idea geniale di Umberto Doti è un monito ad impegnarsi rimboccandosi le maniche, senza che si pongano seri rimedi per trattenerli con ricadute positive sul nostro sviluppo e senza far funzionare l’ascensore sociale basato sulla meritocrazia anche nel nostro Mezzogiorno, matesino, e sannita. Adesso il nuovo Sindaco di Piedimonte M. deve non continuare una non esemplare precedente esperienza amministrativa, ma inventarne una nuova che si spera preveda anhe la promozione delle eccellenze enogastronomiche matesine. Mentre il maturo imprenditore Umberto Doti dà il suo modo di vedere l’eccellenze gastronomiche matesine in rapporto al Made in Italy. La localizzazione e la globalizzazione sono due facce della medesima medaglia. La localizzazione deve poter competere con la globalizzazione fornendo merci di più elevata qualità che fanno aumentare anche il reddito de produttori e distributori.