Crea sito

“Nell’Infinito di Leopardi le risposte ai bisogni dell’uomo moderno”

(Caserta24ore) Napoli, Complesso di San Domenico. Maggiore Rondoni e Montesano a confronto per il bicentenario della poesia. “Giacomo Leopardi risponde con ‘L’infinito’ al grande interrogativo della vita dopo la morte”. Così Domenico Ciruzzi, presidente della Fondazione Premio Napoli, ha introdotto l’incontro dal titolo “L’infinito 200. Una poesia”, promosso dalla Fondazione nell’ambito del nuovo salone dell’editoria “Napoli Città Libro” per celebrare il bicentenario di una delle liriche più celebri. “Il compito dell’uomo – ha poi sottolineato Ciruzzi – consiste nel dimostrare di avere lottato e sperimentato. Già questo è un esorcismo contro la morte”. All’incontro, presentato dalla giornalista Ida Palisi nel pomeriggio di venerdì 25 maggio a Napoli, nella Sala Biblioteca 1 del complesso monumentale di San Domenico Maggiore, hanno partecipato i vincitori del Premio Napoli 2017: Davide Rondoni, ideatore dell’iniziativa, e Giuseppe Montesano. L’idea di festeggiare i duecento anni della poesia leopardiana nasce da uno sguardo sull’era contemporanea, spesso soffocata da alcuni aspetti che, seppur importanti, rischiano di prendere il sopravvento sui veri bisogni dell’uomo: l’economia, il successo, la riuscita nel lavoro e nella vita. “Che siamo fatti per l’infinito – ha detto Rondoni – è un problema di cui dovremmo sentire l’urgenza più di ogni altra cosa. Il dolore che proviamo quando vediamo notizie che ci distraggono nasce dall’idea che sentiamo di essere fatti per l’infinito e non accettiamo la fine. Questo è un fatto di esperienza, Leopardi lo capisce molto bene. L’animale non si sente solo nell’universo, l’uomo sì. O siamo legati all’infinito o siamo legati al potere”. “Scrivendo ‘L’infinito’ – ha aggiunto Montesano – Leopardi ha dimostrato di essere culturalmente europeo. Il suo romanticismo è diverso da quello di tutti gli altri. La compitezza dell’infinito è inscalfibile. Non tutto si può spiegare, per questo esiste la poesia. Leopardi ha scritto una quantità di prosa, come le ‘Operette morali’ e lo ‘Zibaldone’, in cui ha espresso la sua visione del mondo. Eppure qualcosa rimane fuori, quel qualcosa è dicibile solo con la poesia”. Presente al salone “Napoli Città Libro” con uno stand (postazione C20), la Fondazione Premio Napoli illustrerà fino a domenica 27 maggio anche le proprie attività dirette a coinvolgere il territorio nella promozione della cultura e della lettura, a cominciare dalle periferie e dalle scuole. “L’obiettivo – annuncia Ciruzzi – è la creazione di una fitta rete di giudici lettori, sia singoli che organizzati in comitati di lettura. È un meccanismo che consentirà a chiunque ami la lettura di contribuire a decretare i vincitori della 64esima edizione del Premio Napoli”.