Crea sito

Caserta24oreViaggi. La costa Andalusa da Cartagena a Malaga con un fuori programma a Granada

Lo stampo arabo si vede sempre in queste citta’ mediterranee della costa del Sol. I resti degli edifici, attraverso i quali gli arabi dominavano l’Andalusia, svettano in ogni luogo.

Cartagena
Iniziamo questo itinerario di viaggio da Cartagena, 220mila abitanti. Pur trovandosi nella regione di Murcia, di fatto e’ la prima citta’ dell’Andalusia, venendo dalla comunita’ valenciana. Si trova pressapoco alla stessa latitudine della vecchia Cartagine. Fu fondata dai cartaginesi ad uso porto d’approdo veloce in Europa. Distrutta dai romani dopo le Guerre Puniche, fu ricostruita con lo stampo tipico dell’Impero. I Romani continuarono ad utilizzare la citta’ sopratutto per il porto.

Oggi il centro storico e’ un piccolo centro turistico sfruttato al pari di altre citta’ con meno abitanti quali Denja 45mila e Gandia, ma poco al confronto del turismo di massa di citta’ come Alicante 330mila o Benidorm 66mila.
La foto che ritrae l’anfiteatro nuovo e quello vecchio romano e’ l’emblema di questa citta’, che comunque merita di essere visitata. Puo’ essere raggiunta agevolmente in bus da Murcia, 441mila.

Almeria
L’Alcazaba di Almeria, 193mila abitanti svetta dal mare e dona alla citta’ uno splendore da mille e una notte. Almeria geograficante si trova piu’ a sud di Algeri.
A trenta km a nord della citta’ si trova l’unico deserto presente in Europa, quello del Tabernas dove l’italiano Sergio Leone ha girato i film della serie “Spaghetti Western”. Il clima di Almeria, nonostante la citta’ si trovi sul mare e’ abbastanza secco. Piove poco: le perturbazioni atlantiche scaricano umidita’ e pioggia sulla Sierra Nevada e sulle montagne che circondano la citta’ a ferro di cavallo. Capita che il cielo sia nuvoloso, ma le nubi raramente danno luogo a precipitazioni.
La settimana santa
Ad Almeria, se vi ci ritrovate ad andare nel periodo pasquale, sono da seguire le cerimonie religiose della settimana santa, che si tengono nelle strade della citta’. E’ il caso della Passione e morte di Gesu’ con la via Crucis e l’accompagnamento con corteo funebre al sepolcro e la resurrezione.

Una ventina di confraternite con circa 15.000 fedeli danno luogo alla cerimonia con le statue portate a spalla per le vie del centro. Dal tardo pomeriggio del venerdi’ santo, i negozi chiudono per l’occasione e tanta gente si riversa in strada. In pochi seguono le statue in processione, preferiscono di piu’ vederle passare agli angoli delle strade, oppure i piu’ anziani seduti comodamente nelle passerelle montate in strada per l’occasione. Fa un certo effetto vedere sfilare le Pie donne, gli incappucciati che simboleggiano la morte. Un bambino italiano vedendo per la prima volta il corteo, rivolgendosi alla madre dice: “… mamma che e? Carnevale!?”
Le spiagge e il mare
Le spiagge intorno la citta’ sono fatte di sassolini fini con riporto di sabbia prelevata dal fondo del mare. Si trovano ad est del porto commerciale, dopo quello sportivo: playa de las Conchas, Zapillo, de el Palmed. Gli amanti del mare che vogliono spostarsi dalla citta’ non hanno che da raggiungere Roquetas de Mar, 71mila abitanti. Le spiagge, sovrastate dal castello di Sant’Ana, sono meravigliose e non ancora prese d’assalto dal turismo di massa.
Da vedere, inoltre, ad Almeria: la cattedrale costruita sulla vecchia moschea, la piazza del municipio (ayuntamiento), le chiese di san Giovanni, Santiago, San Sebastian, della Vergine del mare, di San Pietro; il rifugio della guerra civile (nel centro storico), la rambla, il museo archeologico e quello della guitarra spagnola.

Motril
Motril, 60mila abitanti e’ una cittadina sulla costa chiusa a nord dalle montagne della Sierra Nevada e quella del Lujar. Si deve passare per Motril per andare da Almeria a Malaga e viceversa o a Granada della cui provincia la cittadina fa parte. Motril non ha monumenti storici da visitare, se si eccettuano le chiese: quella della Vergine de la Cabeza, santa patrona e’ costruita negli edifici di una preesistente fortezza araba in stile barocco, su una collinetta che sovrasta la citta’.

Motril e’ ancora sconosciuta al turismo balneare di massa. Il clima e’ temperato caldo d’estate e temperato mite in inverno. Piove poco, l’Africa dista circa 200 km; l’aria atlantica fresca ed umida non penetra a Motril potretta dalle montagne e dalla conca di Gibilterra. Le spiagge piu’ gettonate sono la Loya, Poniente, Corchuna e sopratutto la playa Granada, raggiungibile anche a piedi attraverso una ciclabile pedonale che si imbocca nei pressi del centro commerciale Alcampo. Motril e’ una citta’ di ex pescatori, contadini e stagionali del turismo. Citta’ di mare, ma anche centro d’agricoltura d’eccellenza con la coltivazione di primizie. La statua dell’asinello che trasporta del legname e’ rappresentativa della citta’.

Granada
Dista poco piu’ di 50km da Motril; vale la pena andarci anche per un solo giorno e fare poi rotta verso Malaga. Granada 237mila, si trova nell’entroterra ai piedi della Sierra Nevada: a dicembre quando nella costa ci sono 20 gradi, puo’ capitare che in citta’ la temperatura sia di zero gradi. Ma e’ un freddo secco; il clima è salubre. Con la cacciata dei Saraceni Isabella la cattolica fece costruire la famosa cappella reale per la sua sepoltura e quella di suo marito, in stile gotico. Quattro mesi dopo che le truppe cristiane conquistarono Granada, venne creata subito la cattedrale nella moschea. La medina di Granada, che costituiva il centro amministrativo e commerciale della città, occupava quello che attualmente è il recinto della cattedrale. La popolare strada di Zacatin fu la strada principale fino al XIX secolo, quando fu aperta la parallela dei Re Cattolici.
Se dici Granada non puoi fare a meno di pensare all’Alambra uno dei monumenti più importanti in Spagna e nel mondo. E’ un’imponente fortezza circondata da lussureggianti foreste. E’ stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità nel 1994, è conosciuta come “la rossa” perché tale colore assume durante il tramonto del giorno. L’Alhambra è un’autentica meraviglia, essendo la più antica fortezza araba del mondo. All’interno sembra di vivere un viaggio cronologico ricordando i re che l’hanno abitata nel corso dei secoli. È pieno di incredibili e impressionanti spazi come il Palazzo Muhammed V, la Sala dei Mozárabes, il Mirador de Daraxa oi Giardini del Generalife, che sono meravigliosi. Nel centro della città si trovano numerosi edifici in stile nazari, i bagni arabi e il quartiere moresco di Albaicí. Ecco un itinerario pedonale dal sito di promozione turistica turgranadaes. L’insieme urbano conosciuto come Albaicín, dichiarato Patrimonio dell’Umanità nel 1984, include tutta la collina compresa tra la strada Elvira, la Piazza Nueva e la Carrera del Darro fino a San Cristóbal. Durante il periodo islamico, l’attuale Albaicín era un insieme di differenti nuclei urbani indipendenti, fu soltanto durante l’era moderna che raggiunse la sua attuale struttura unitaria.
Originariamente l’Albaicín era un nucleo che si estendeva al nord-est della Cittadella Cadima (vecchia). Esistono varie versioni sull’origine del toponimo Albaicín. La più accettata è quella che fa riferimento a un vocabolo arabo che designa il quartiere dei falconieri. Alla fine del XV secolo e durante i primi anni del XVI il nome viene utilizzato indistintamente per riferirsi sia al piccolo borgo originale che a tutto l’insieme urbanistico che si trova di fronte all’Alhambra.
Passeggiare per l’Albaicín equivale a passeggiare per la storia di Granada. Le sue costruzioni, le sue piazze e la stessa struttura delle sue strade, permettono al visitatore di osservatore e di riconoscere le differenti trasformazioni culturali e sociali della città.
La Porta di Elvira, che si trova ai piedi della collina, della quale attualmente si conserva solo l’arco, era l’entrata tradizionale alla città di Granada e oggigiorno è il punto di partenza perfetto per conoscere il quartiere. Ai suoi piedi si trova l’attuale Piazza di San Gil, che durante l’epoca musulmana era la Piazza di Hatabin o Leñadores e che era una delle piazze più frequentate poiché era il punto nevralgico delle comunicazioni tra la città, i borghi e le medine che si trovavano sul lato opposto del fiume Darro.
Il visitatore che si addentra per la prima volta nell’Albaicín scoprirà un quartiere pieno di vita e si sentirà trasportato ai momenti più gloriosi della Storia di Granada. Sono poche le informazioni che si hanno sui suoi primi abitanti, poiché esistono pochi resti del suo passato iberico e romano, ma i lunghi secoli di insediamento musulmano si possono riconoscere, non solo nelle costruzioni e nella fisionomia del quartiere, ma anche nell’aroma a gelsomino che impregna le sue strade, nei giardini moresci, nei suoi cármenes -le case tipiche del quartiere – o nelle decorazioni delle sue case.
La strada Elvira, che ha origine nall’Arco che porta lo stesso nome della strada, fino a quando venne creata la Gran Vía, era uno degli assi più importanti della città. In questa strada rettilinea risalta la la chiesa di San Andrés che conserva il minareto come un simbolo del suo passato di antica moschea.

Alla fine della strada troviamo la Piazza Nueva che risale al XVI secolo, nella cui struttura sono già evidenti le tracce cristiane. Nella piazza si trovano la Real Chancillería e la Chiesa di san Gil e santa Ana, esempi delle costruzioni mudéjar sviluppatesi nella città durante il primi anni del XVI secolo.
Seguendo la piazza di Santa Ana il visitatore arriva alla Carrera del Darro, una delle strade più belle e pittoresche di Granada. La sua speciale ubicazione, nella valle del fiume, i contrasti luminosi provocati dalla strettezza della strada e la bellezza delle costruzioni che la fiancheggiano, come la Casa dei Conti di Arco, il Convento di Santa Catalina di Zafra, la Casa di Castril o i Bagni Arabi del Bañuelo, conquistarono i romantici francesi ed inglesi che la trasformarono nello scenario sognato in molti dei loro racconti.
La Carrera del Darro porta fino al Paseo de los Tristes, un altro dei luoghi più emblematici dell’Albaicín. Dal paseo de los Tristes nasce la ripida Cuesta del Chapiz, per mezzo della quale si sale fino al Sacromonte. Nella Cuesta del Chapiz il visitatore non deve lasciarsi scappare l’opportunità di visitare la Casa Moresca, o Palazzo dei Córdova, costruita su un edificio del XVI secolo che venne ricostruito nella sua attuale ubicazione a metà degli anni ‘60 e che attualmente è la sede dell’Archivio Municipale.
Il Cammino del Sacromonte permette di scoprire un’altra costruzione tipica di Granada, le grotte, che all’epoca erano abitate dai gitani del quartiere e che oggi sono state trasformate in locali di flamenco, ristoranti, discoteche e alloggi turistici, anche se quancuna è abitata.
Seguendo la Cuesta del Chapiz si arriva al perimetro della Cittadella Cadima, o Vecchia, e molto vicino troviamo la Chiesa di San Salvador, costruita sulla Moschea maggiore dell’Albaicín e che ancora conserva il patio di abluzioni e il Convento delle Tomasas.
Sulla destra, scendendo per la Piazza Aliatar e la strada Panaderos, arriviamo alla Piazza Larga, la piazza principale dell’Albaicín. Da qui possiamo dirigerci o al Belvedere di San Nicolás, che offre le migliori viste dell’Alhambra che permettono di ottenere un’immagine globale dell’insieme monumentale, oppure percorrere la strada Larga di San Cristóbal, fino ad arrivare al suo Belvedere che offre un’eccellente panorama della città. La Chiesa di San Cristóbal nella quale si trova una cisterna araba, è prossima al belvedere.
Le cisterne, presenti durante tutto il percorso dell’Albaicín, sono uno degli elementi più tipici del quartiere. Costruzioni funzionali che si trovano soprattutto vicino ad antiche moschee e che servivano per la pratica dell’abluzione. Le cisterne più rilevanti della zona sono quelle della già menzionate Chiesa di San Cristóbal e la Cisterna del Trillo che possiede un interessante arco ogivale.
Da San Cristóbal si può accedere alla Cuesta de la Alhacaba che seguiva l’antica muraglia nazarí della Cittadella, oppure scendere al Carril de la Lona, dal quale si contemplano magnifiche viste della parte est di Granada, specialmente dal belvedere che porta lo stesso nome.
Prossima al belvedere della Lona è la Piazza di San Miguel Bajo, un buon posto per riposare e assaporare la gastronomia granadina nei ristoranti all’aperto. È anche interessante percorrere le stradine che escono dalla piazza per scoprire il Convento di Santa Isabel la Real o il Palazzo di Dare-Al-Horra, residenza della madre del re Boabdil che risalta sopratutto per la sua abbondante decorazione interna che contrasta con la sobrietà delle sue facciate esterne.
La Strada Santa Isabel la Real, che più avanti si trasforma in Camino Nuevo de San Nicolás, ci porterà, dopo aver girato a sinistra, al vivace belvedere di San Nicolás, il miglior posto per contemplare l’Alhambra e il miglior modo per concludere la visita all’Albaicín.


Malaga

La storia di Malaga non può prescindere dalla collina de la Alcazaba, vero enigma e luogo pieno di significato per la città. Quando nei secoli VIII e VI prima di Cristo i Fenici fondarono la città, misero in conto di riparare su questa altura e nascondere le loro barche sotto in un anfratto di una sorta di porto naturale. Ricordiamo che fino al XIX secolo, la collina aveva il mare proprio a ridosso delle sue falde. I romani che vennero poi, lasciarono le cose così come le trovarono, ampliando la città e costruendo edifici tipici romani, come il teatro. Con la venuta dei Saraceni l’Alcazaba viene edificata così come la vediamo oggi (vedi foto plastico) e divenne una piccola città fortezza militare dove gli arabi esercitavano il loro dominio al pari dell’Alambra a Granada e a quella di Almeria.

Con la cacciata dei Saraceni, poco a poco dalla fine del XVIII secolo e durante i secoli XIX e XX la muraglia e la torre di avvistamento furono adattate per uso civile, come abitazioni. In vetta alla struttura regna il castello, ai piedi nell’interno c’è il vecchio teatro romano. Il centro storico della città si sviluppa tutto ad est del rio Guadalmedina; è un fiume a regime torrentizio con poca portata d’acqua che sfocia nei pressi del porto. I luoghi di interesse si trovano tutti intorno la cattedrale che è una delle più grandi d’Europa. Manca di una torre campanaria, per questo è denominata la Manquita. La cortina del Muelle era il limite del porto fino al XIX secolo. Il molo ha conservato per secoli questo margine, essendo zona di ormeggio. Con l’espandersi della città venne meno l’icona di affaccio diretto sul mare. Nel XIX secolo si demolì la muraglia e si costruì il porto nuovo così come lo vediamo oggi. In questo periodo si costruì pure il palazzo della Dogana, oggi museo, in stile neoclassico ispirato ai palazzi italiani del Rinascimento. Da visitare inoltre le varie chiese, il mercato di Altarazanas, il palazzo dei concressi e sopratutto il museo di Carme Thyssen e la vicina chiesa del Santo Cristo della Salute. Nel museo intitolato alla moglie del barone Hans Heinrich Thyssen c’è la sua collezione di opere relative alla cultura andalusa dell’ottocento.
Infine qualche riga sui trasporti. La rete di bus è fitta, sono due le linee della Metropolitana; la fermata del centro è quella di El Parchel ma è in costruzione (vedi foto) un prolungamento che porta fino al centro. Ad El Parchel si trova la stazione dei treni Maria Zambrano e il terminal della stazione degli autobus. L’aereoporto è collegato sia con i bus h24 (la frequenza notturna è limitata), i treni terminano le corse all’1 per riprenderle alle 7.