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Nuovo Primo ministro donna della Romania

Giuseppe Pace (già prof. italiano in Romania). Mentre il boom economico della Romania continua, l’europarlamentare Viorica Dancila, 54 anni, è il nuovo primo ministro della Romania e non più l’altra donna candidata coetanea, sempre proposta dal Psd, Sevil Shhaideh, non gradita al Presidente della Repubblica presidenziale della Romania Iohannis Klaus. Dopo le indiscrezioni dei giorni scorsi, da Bucarest è arrivata l’investitura ufficiale da parte del Presidente Klaus. Dunque per la prima volta nella storia romena una donna diventa primo ministro in Romania. Viorica Dancila, finora europarlamentare del Psd, con un buon curriculum politico professionale e accademico, è da pochissimo tempo confermata nell’incarico grazie al sí del Presidente della Repubblica, Klaus. Si risolve così la crisi aperta recentemente dalle dimissioni del capo del governo del Psd Mihai Tudose, che si era ritirato per contrasti col potentissimo capo del partito socialdemocratico, Liviu Dragnea. La Romania è il piú importante Paese balcanico e maggiore membro sudesteuropeo dell’Unione europea e della Nato, spinto sul piano economico dalla crescita piú solida nella Ue, adesso conta di nuovo sulla governabilità. Lo spettro di elezioni anticipate è fugato, vediamo se la prima donna romena Doc a primo ministro romeno ce la farà.”Ho deciso di dare al partito social democratico un’altra chance e ho designato la persona proposta dal Psd, la signora Dancila”, ha annunciato il Presidente Klaus. Dopo tre primi ministri in un anno e le improvvise dimissioni dell’ex premier Mihai Tudose, per contrasti interni al Psd, la nomina di Viorica Dancila, prima donna premier in Romania, potrebbe segnare una svolta positiva per permettere al paese di uscire da questa lunga crisi istituzionale, che è altresì una crisi generale del paese, segnata anche da massicce protesta di piazza, come non accadeva dal 1989, anno della caduta del regime di Ceausescu. L’impressione è che molto dipenderà dalla tenuta interna del partito di governo, il Psd, e del suo leader Liviu Dragnea, troppo spesso in rotta di collisione con i suoi stessi “delfini” e primi ministri designati, a poco più di un anno dalle elezioni vinte, che hanno portato il Psd al governo.Viorica Dancila, che è vice presidente della commissione agricoltura a Bruxelles e in patria, si è spesso occupata di anti-corruzione, sembra una fedelissima di Dragnea. Fino a quando? In un tweet un po’ enigmatico di qualche giorno fa, Dragnea scrive: “Scacco matto”. Come già scritto in un precedente articolo di questo mass media, le donne in Romania, secondo anche molti degli imprenditori italiani là delocalizzati, con oltre 30 mila aziende, sono l’asse portante della società e del lavoro a casa e in azienda. Il comunismo in Romania, fino al 1989 con N. Ceausesco, ha “costretto” la donna ad emanciparsi con il lavoro extradomestico, le fabbriche, la scuola, ecc.. In Romania le donne hanno raggiunto, più dell’Italia, la parità in molte professioni: notai, ingegneri, dentisti, dirigenti aziendali e scolastici. Per capire meglio la “misteriosa” Romania e per abbattere molti dei luoghi comuni, ho pubblicato 4 libri, 3 dei quali editi online da leolibri.it. Ricordo il monito di un anziano collega romeno, Gligor Hasa, autore di molti libri romeni e con un interessante curriculum vitae et studiorum: ”la nostra democrazia è più debole della vostra perchè nata da poco tempo, noi siamo come un bambino ancora in fasce”. Gligor Hasa ha oggi 80 anni, ma ha scritto e svolto molti ruoli pubblici in Romania da Dirigente scolastico a Dirigente politico. Resto però ancora sorpreso comunque che una donna immigrata, Sevil Shhaiedeh, non abbia avuto il benestare del Presidente di Romania, che è di origine tedesca come la candidata, che ha escluso dalla sua nomina, era di origine turca. Ai tedeschi la storia del recente passato non è bastata per dimostrare una ferocia inaudita verso popoli di cultura e religione diversa? Non preoccupava, tranne Klaus e alcuni che lo sostengono di un partito avverso al Psd, i romeni vedere una donna colta e capace a capo di un governo, come in Germania, in Gran Bretagna, ecc. anche se in Europa è molto raro vedere donne musulmane a capo di un governo, e sarebbe la prima volta in uno stato in cui l’Islam non è la religione della maggioranza della popolazione (nel 1990 Tansu Ciller era diventata primo ministro della Turchia, mentre dal 2011 al 2016 Atifete Jahiaga è stata presidente del Kosovo). Ma la cultura romena è solida e tollerante, alla fine gradirà lo stesso la quasi concessione di Klaus di nominare una donna, romena Doc, Dop e Igt, a dirigere il Governo di un Paese, che è un’isola linguistica latina in un mare di lingue slave. Un milione di romeni vivono in Italia e sono già alla terza generazione sempre più inseriti nel tessuto sociale italiano, similare per lingua, cultura e tradizioni.