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Piedimonte Matese. Manca una nuova governance municipale

(Giuseppe PACE). PIEDIMONTE MATESE. Con Cappello oppure senza Cappello sarà il nuovo Sindaco di Piedimonte Matese? Non è facile capire se i piedimontesi (quelli non doc forse sono la maggioranza come tanti impiegati, insegnanti, dirigenti, carabinieri-forestali, finanzieri, ecc. che, terminato il servizio attivo, restano con la famiglia a Piedimonte Matese) riescano a scegliere un cittadino esemplare e incorruttibile fuori dal cerchio magico cappelliano, che ha quasi realizzato un feudo elettorale locale da circa mezzo secolo. C’è da precisare che, di fronte all’invadenza dell’area metropolitana con i loro padrini partitici, non sempre esemplari, a Piedimonte M. questi dovevano anche negoziare non solo comandare poichè Dante Cappello fu un capo quasi indiscusso a livello regionale campano nonché parlamentare. Viceversa però un feudo elettorale, come quello cappelliano, ha potuto causare non pochi danni sociali come: 1) posti ai parenti e affini soprattutto in Enti sovracomunali pubblici locali, come, parte, del personale paramedico e medico nell’Ospedale civile piedimontese, comunità montana, parco regionale nonchè sprezzo delle regole, quasi alla stregua dei boss della malavita (ancora è in corso l’inchiesta di medici che non pagavano le tasse per le visite extramoenia e tra questi anche un Cappello); appalti pubblici pilotati con conseguente tangentopoli (vedi il caso ultimo in corso d’accertamenti delle gravissime accuse al Cappello ex Sindaco, nipote del defunto Dante la cui statua onorifica è davanti il Municipio d’Alife; ecc.. Alcuni piedimontesi, ben informati sul clima preparatorio delle liste e del Sindaco piedimontese, speriamo non doc, conoscono le difficoltà, apparentemente insormontabili, per indicare un nuovo Sindaco e Consiglieri dell’epicentrale cittadina di Piedimonte Matese. Tale cittadina, con oltre 5 mila voti ai Cappello del passato recente, detiene non poco potere nella spartizione del medesimo e dunque dei posti negli Enti Locali in un raggio di circa 35 km. La difficoltà del feudo a perpetuarsi ancora ha una causa nota a tutti: l’inchiesta della, coraggiosa, Magistratura casertana. Questa è stata capace di non temere i feudi elettorali consolidati, con l’arresto precauzionale del Sindaco, Cappello, di Piedimonte Matese, del Presidente del Consorzio di Bonifica del Sannio Alifano, Cappella, e del Presidente della Provincia di Caserta di Alvignano (CE). Ha, infine, indagato su molti Assessori comunali piedimontesi per essere stati troppo “signorsi” al Sindaco Cappello, che, secondo l’accusa, rubava a piene mani pilotando all’”assopigliatutto” gli appalti pubblici locali. L’operazione della Magistratura si chiamava, non a caso, ”Assopigliatutto”. Tra i possibili candidati alla prossima consultazione elettorale di Piedimonte Matese c’è Marcello Iannotta, D.C. amico dell’on. Dante, compagno del nipote (già Sindaco in disgrazia politica), ha un fratello ex assessore con l’ex Sindaco locale Sarro che sta partecipando ai lavori “preparatori” per la lista voluta dal citato ex Sindaco; chissà se la famiglia Iannotta, forte dei voti che raccoglie, vuole sostituire la famiglia Cappello, tutto sarà possibile con Franco civico a dx – Marcellino civico a sx ed Emilio che fa? C‘è poco da illudersi su una eventuale candidatura di Enzo ex assessore regionale perché continua a dire, con insistenza non trascurabile, che “ha chiuso”; sempre l’ex assessore regionale Enzo (sono costretto a menzionare le cariche per non fare confusione tra Enzo figlio di Dante ed il cugino “Vincenzino” ex Sindaco in disgrazia), a proposito di una eventuale candidatura del fratello Maurizio ha invitato gli amici a dargli una mano a dissuaderlo; sulla candidatura, Palmeri, sono solo “voci” o “chiacchiere”, che dir si voglia, perché la regola del “mordi e fuggi” nel territorio vale solo per il turismo sul Matese” dice un piedimontese doc ben informato sul preclima elettorale locale. Egli continua dicendo . ”E’ finita, infatti, l’epoca che il forestiero viene, prende e se ne va. La Palmeri è piedimontese per modo di dire: vive a Napoli da sempre, torna tardi, quando torna, ma nulla più. Io che vivo e risiedo a Piedimonte non la vedo da mesi, mesi e mesi”; che al momento si parla con insistenza di Luigi Di Lorenzo (uscente di minoranza sarriana) da parte del Cons. Reg.le Oliviero e di Angelo Landino che capeggerebbe una lista civica; che tutti parlano di rinnovamento totale lasciando a casa tutti i vecchi; che al momento c’è silenzio su Gianfrancesco D’Andrea. L’amico piedimontese doc mi scrive: ”E’ da tener presente, caro Giuseppe, che in conclave si entra Papa e si esce Cardinale..? Staremo a vedere! Per conoscere un po’ la storia iniziale del feudo cappelliano piedimontese bisogna leggere anche cosa scrive lo studioso locale o Genius Loci, ex prof. liceale piedimontese, ma nativo d’Alife dove è stato anche Sindaco, Giovanni Guadagno, da me riportato nel libro di Ecologia Umana dal titolo “Piedimonte M. e Letino tra Campania e Sannio”, libro non ancora presentato pubblicamente nei feudi di Piedimonte M, Alife e Letino, mio paesetto nativo, mentre Piedimonte d’Alife fu la mia città adottiva o elettiva per un decennio e dove frequentai le scuole medie superiori prima dell’università partenopea. Il libro citato è stato regalato dallo scrivente alla Biblioteca Civica di Piedimonte M. “Aurora Sanseverino” nonché all’ASMV e a molti amici ed ex compagni di classe piedimontesi, alifani, e degli altri 15 paesetti della Comunità Montana Matese. Piedimonte M. ha oltre 50 Associazioni culturali Tra questi sodalizi culturali si citano: la decennale “Cuore Sannita” e la più antica di tutte, ASMV dal 1965, prima e dal 1915, denominata “Associazione Storica del Sannio Alifano” come fu concepita da Raffaele Marrocco al quale è dedicato il locale Museo Civico, che stenta a decollare come forte punto attrattivo per i turisti. Le Associazioni culturali, negli anni dell’Assessore cappelliano “ troppo signorsi, secondo l’accusa” venivano intruppate e controllate a vista dal Comune in barba alla Legge nazionale dell’indipendenza del mondo associativo italiano. Molti, non tutti dunque, dei dirigenti di tali associazioni potrebbero essere non poco collusi con i poteri del feudo cappelliano da temere qualunque attività innovativa e culturalmente rilevante sul sociale piedimontese e matesino centromeridionale. A Bojano, cittadina similare a Piedimonte M., i feudi elettorali si rinnovano, poi ritornano e si rinnovano, ma a Piedimonte M. questo non sta avvenenendo da troppo tempo. I dirigenti della locale Comunità Montana potrebbero essere espressione del potere feudale cappelliano? Perché no! Piedimonte M. ha oltre 500 professionisti che soffrono di una Municipalità governata in modo padronale e desiderano, come il popolo tutto, una Governance democratica che rispetti la trasparenza garantita dal Legislatore della Repubblica Italiana del 2017 d. C.. La Democrazia si basa anche sui partiti politici che incanalano i diversi modi di concepire l’economia la società. Essi però non possono trasformare una fisiologica espressione democratica in una patologica con feudi elettorali basati sul diffuso voto di scambio che sovverte le regole civili e il principio della meritocrazia, costringendo i cittadini più dignitosi ad emigrare o a piegarsi alle prepotenze di turno tribale! L’alifano, Pietro Farina, Sottoprefetto di Caserta, scriveva al Prefetto agli inizi del 1900 che nell’alto casertano i comuni erano amministrati come una sorta di feudi, ma allora cos’è cambiato in un secolo? Poco. Eppure chi ha poco può costruire molto, chi ha nulla non può costruire.