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Napoli. Settimana Don Milani – 25-27 ottobre 2017 spettacolo Lettera a una professoressa

(ilMezzogiorno) NAPOLI In sinergia con il Comune di Napoli, in occasione dei cinquanta anni dalla morte del maestro, Galleria Toledo organizza e promuove un ciclo di attività dedicate a Don Lorenzo Milani nel dal 21 al 27 ottobre 2017. Nella settimana di attività, in evidenza tra le diverse iniziative dedicate, due convegni;
il 24 ottobre alle ore 18.00, presso la libreria Feltirinelli di piazza dei Martiri, la presentazione del libro “Ho disegnato Lettere a una professoressa”, di Monica Fabbri (Chille della Balanza), con prefazione a cura degli studenti che nel 1967 scrissero il testo. Intervengono Sergio Tanzanella (curatore Meridiano Don Milani), Cesare Moreno (maestro di strada), Nevio Santini (allievo di Barbiana), Alessandra Clemente (assessore alle politiche giovanili del Comune di Napoli), Claudio Ascoli (regista di Chille della Balanza), Anna Maria Palmieri (Assessore alla scuola del Comune di Napoli) e Monica Fabbri (autrice); Il 25 ottobre alle ore 10,00, al teatro Galleria Toledo l’incontro dibattito moderato da Salvatore Pirozzi, “L’opera di Don Milani: attualità del pensiero nell’applicazione didattica”, a cui partecipano Laura Angiulli (direttore artistico del teatro Galleria Toledo), Nino Daniele (assessore alla Cultura del Comune di Napoli), Maria Landolfo (referente dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’inclusione), Cesare Moreno (maestro di strada), Mario Ambel (direttre della rivista “Insegnare!), Rino Mantile (Presidente Ass. MONDO.SCUOLA), Federico Mantile (Neuropsichiatra infantile), Armida Filippelli (ex-dirigente scolastico), Nevio Santini (allievo di Barbiana), Claudio Ascoli (regista), e la compagnia Chille de la Balanza. Ai convegni è abbinato lo spettacolo “Lettere a una professoressa”, progetto teatrale di Claudio Ascoli e Barbara Abbondanza, in scena dal 25 al 27 ottobre, per tre repliche, al teatro Galleria Toledo.

Chille de la Balanza in collaborazione con il Centro Formazione e Ricerca don Lorenzo Milani e Scuola di Barbiana di Vicchio. LETTERA A UNA PROFESSORESSA Liberamente ispirato al libro-creazione collettiva degli allievi di Barbiana con la “regia” di Don Lorenzo Milani, nel 50.mo della sua pubblicazione e della scomparsa del Maestro.
Uno spettacolo di e con Claudio Ascoli. Con la partecipazione di Sissi Abbondanza e Monica Fabbri.
In una microscopica frazione di montagna della provincia di Firenze, il plesso scolastico di Vicchio, nel Mugello, diviene, dal 1954 centro di alta formazione culturale, grazie all’arrivo di un prete molto speciale. Di famiglia ebrea ma convertito al cattolicesimo, forte di una ricchissima formazione culturale, Don Lorenzo Milani trasforma il suo “esilio” di montagna nella più straordinaria delle esperienze educative. Severo, ed assieme attento e premuroso, diviene una guida d’eccezione per un nucleo di ragazzini di campagna, cresciuti in un contesto sociale isolato e arretrato. In un ambito rurale depresso, ancora provato dalla recente esperienza della guerra, dove andare a scuola significa percorrere molti chilometri a piedi, l’esperienza di Barbiana crea un formidabile modello di scuola inclusiva e vitale, ancora oggi di enorme spessore e attualità.Cosa resta oggi della visione di Don Milani? “Una nuova edizione di uno degli spettacoli di punta della compagnia teatrale, arricchito dalle creazioni pittoriche in tempo reale di Monica Fabbri.” “E’ un libro veramente bello, un vento di vitalità. Fa ridere da soli, e immediatamente dopo vengono le lagrime agli occhi. (…) Di questo libro devo dire in generale tutto il bene possibile: non mi è mai capitato di essere entusiasta di qualcosa e di sentirmi obbligato, costretto a dire agli altri: leggetelo! Lettera a una professoressa riguarda sì la scuola come argomento specifico, ma nella realtà riguarda la società italiana, l’attualità di vita italiana.”. Sono parole di Pier Paolo Pasolini, all’indomani della pubblicazione di un libro che avrebbe lasciato una vasta eco nella società italiana: e non è un caso che già dopo pochi anni i decreti delegati e più in generale una nuova idea di scuola (e di società) misero profonde radici, pur tra mille contraddizioni. Oggi i tempi sono cambiati e di molto: è difficile ritrovare la realtà contadina di Barbiana o quella operaia di Calenzano (due luoghi fondamentali nell’universo di Don Milani), né c’è più la contrapposizione frontale tra mondo cattolico e comunista. Ma mai come in questi ultimi anni la Scuola è ritornata al centro dell’attenzione generale, forse perché si assiste ad un ritorno a condizioni incerte (pur tra mille differenze) a quelle nelle quali operò Don Milani nel suo percorso per “portare un uomo ad essere libero, ad essere soggetto consapevole”. Sembra stia venendo meno, per dirla con parole di Padre Balducci su Don Milani, “la laicità come immediatezza del rapporto tra uomo e uomo, senza strumentalizzazioni confessionali: come pura passione per l’uomo che deve essere se stesso, (…) l’educazione come addestramento alla critica.” Nella Lettera ai giudici Don Milani osservava: “La scuola è diversa dall’aula del tribunale. Per voi magistrati vale solo ciò che è legge stabilita. La scuola invece siede fra il passato e il futuro e deve averli presenti entrambi. E’ l’arte delicata di condurre i ragazzi su un filo di rasoio: da un lato formare in loro il senso della legalità (e in questo somiglia alla vostra funzione), dall’altro la volontà di leggi migliori cioè il senso politico (e in questo si differenzia dalla vostra funzione). (…) Non posso dire ai miei ragazzi che l’unico modo d’amare la legge è d’obbedirla. Posso solo dir loro che essi dovranno tenere in tale onore le leggi degli uomini da osservare quando sono giuste (cioè quando sono la forza del debole). Quando invece vedranno che non sono giuste (cioè quando sanzionano il sopruso del forte) essi dovranno battersi perché siano cambiate. “ https://www.youtube.com/watch?v=dmmP9D4UgY4
Per ulteriori informazioni: tel. 055 6236195, whatsapp 335 6270739, mail [email protected], www.chille.it. orario spettacoli feriali ore 20.30 / domenica ore 18