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Nola. Alla Festa del Giglio l’obelisco del calzolaio di Terracciano

(Antonio Castaldo) NOLA FESTA DEI GIGLI 2017 (NA) Le corporazioni partecipanti al Giugno Nolano e alla Ballata dei Gigli, con 8 Obelischi e la Barca, di Domenica 25 giugno in onore di San Paolino sono: Ortolano; Salumiere; Bettoliere; Panettiere; Barca; Beccaio; Calzolaio; Fabbro e Sarto. I Gigli in attesa delle possenti paranze che li culleranno sono fermi sulle loro postazioni di partenza ognuno sfoggiante la veste nuova e magnetizzando lo sguardo delle migliaia di residenti, visitatori e turisti.  Lo scenografo Pasquale Terracciano, bruscianese, è stato chiamato a progettare la veste del Giglio del Calzolaio che ora sta richiamando numerosi osservatori presso la postazione di Piazza Marco Clodio Marcello. La descrizione del progetto di Pasquale Terracciano “La Libertà guida il Popolo” elaborata con il sociologo Antonio Castaldo è la seguente: «L’obelisco che qui si presenta, sotto l’egida del Giglio del Calzolaio 2017, nella Festa dei Gigli di Nola in onore di San Paolino, Ponzio Anicio Meropio Paolino (Bordeaux, 335-Nola 22 Giugno 431 d. C.), ha per tema: “La Libertà guida il Popolo”. Dal Piedistallo, con l’Effige della Città di Nola; all’Apice, con la Mitria del Suo Vescovo, Paolino; lungo l’asse portante, la Borda attorno la quale si sviluppa lo scheletro della macchina da festa, procede il rivestimento di simboli e figure cuciti ed amalgamati dal volo della farfalla che rispecchia l’uomo nel suo impegno, nei suoi sacrifici e nelle sue conquiste liberandosi dal bozzolo e volando alto verso ambite mete. A Nola il mondo tutto guarda con rispetto e stima, attingendo da essa esempi di civiltà espressi dalle Eccellenze Nolane aperte al colloquio spirituale ed alla reciprocità con popoli e culture. Questo viaggio che simbolicamente attraversa varie dimensioni, civile e religiosa, geografica e storica, artistica e filosofica, inizia dall’approdo della Barca del Vescovo Paolino al suolo nolano, reduce, secondo la tradizione, dalla prigionia in Africa. Nella sincronia artistica avviene l’incontro con l’aspirazione alla libertà politica, prodotta dai Moti Carbonari che a Nola videro impegnati, nel contributo alla Rivoluzione Breve del 1820, Michele Morelli (Monteleone 1792-Napoli 1822), Sottotenente nel Reggimento di Cavalleria Real Borbone di stanza nel Comune di Terra di Lavoro; Giuseppe Salvati (Napoli 1791-1822), Sottotenente dell’Esercito Borbonico; il prete “anarchico” Luigi Minichini (Nola 1783-Filadelfia 1861). Qui nell’abbraccio del Piedistallo che richiama l’incipit dell’Inno a San Paolino: “Salve, O Nola!”. Poi lo sguardo viene condotto sull’argentea figura del Santo che giganteggia con il gesto della Sua mano protettrice e benefica estendendo alone mistico e taumaturgico su ogni nolano. Ecco quindi un libro aperto, frutto di libero pensiero per la democratica diffusione della conoscenza nell’affrancato confronto intellettuale. E se libero pensiero deve essere, lo sia dunque con l’eroica testimonianza di Giordano Bruno (Nola 1548-Roma 1600) che, arrestato il 23 maggio 1592 a Venezia e poi trasferito a Roma, qui veniva processato dall’Inquisizione e il 17 febbraio del 1600 veniva bruciato vivo nella Piazza di Campo dei Fiori. Nel negare ogni compromesso e ricevendo la sua condanna per eresia, così il Nolano si rivolgeva ai suoi giudici: “Tremate più voi che pronunciate questa sentenza che io nell’ascoltarla!”. E nel segno della libertà religiosa, progredendo al successivo piano di osservazione, si incontrano a ritroso i tormentati tempi paleocristiani e della costituzione della Chiesa di Nola. La Diocesi di Nola ha origine secondo la tradizione nel I secolo, ma per documentata conoscenza è più certa la sua iniziazione tra la fine del II e l’inizio del III secolo Con le figure dominanti di San Massimo e San Felice il quale conserva le chiavi della Città e del Popolo Nolano e guardando al sovrastante San Paolino Vescovo di Nola. Quest’ultimo continuatore della Sua Opera fa ampliare il Duomo della Città di Nola e dà notevole impulso al Cristianesimo in Nola e fonda il polo attrattore delle Basiliche paleocristiane di Cimitile, coemiterium Nolae, oggi complesso monumentale. Gli Angeli Armati a guardia del Santissimo preservano tale tesoro per l’Umanità mentre le farfalle con il loro lieve battito di ali, magnetizzando i nostri occhi, ci conducono fino al Vangelo e alla Mitria di San Paolino, attraversando tutte le figure che cromaticamente assumono tonalità pastello, con motivi di bianco, avorio e argento, che plasticamente parlano di loro e mormorano a noi che non siamo soli, non siamo poveri, non siamo ultimi, non siamo deboli, non siamo persi, perché abbiamo un patrimonio al quale attingere per continuare senza interruzione il nostro cammino verso il futuro, ricordandoci del nostro passato e testimoniando la nostra fede portando sulle spalle il legno del Giglio per San Paolino, richiamando il sacrificio di Nostro Signore Gesù che con la Passione, la Morte e la Resurrezione segna la nostra Vita Cristiana così come nella pienezza della Vita Civile è la Libertà a guidare il Popolo».

Il completo organigramma del Giglio Calzolaio 2017 si presenta così: Maestri di Festa:  Raffaele La Manna, Adele Cutolo con le figlie Carmen e Maria; Raffaele Bonauro, Maria Ardolino con la figlia Teresa; Giuseppe Limonciello, Carmela Sabatino con i figli Angelo e Maddalena; Carmine Scafuro, Flora D’Antonio con i figli Angela, Debora, Daniela ed Antonio; Rappresentante di Categoria: Francesca Avanzo; Presidente Onorario: Sonia Faiella con i figli Carmine e Mario; Presidente dei Festeggiamenti: Arturo Pizzella, Santa Testa con il figlio Cristian; Mascotte: Giulia Karol Fiumicino; Progettista: Pasquale Terracciano; Costruttore: Antica Bottega D’Arte Tudisco di  Cav. Giuseppe Tudisco; Divisione Musicale: Forino’s Band di Felice Forino; Cantanti: Raffaele Caccavale e Teodoro Liberti; Parolieri: Pasquale Viviani; Impianto Audio: Nola Sound 2 di Pino Parisi; Paranza Nolana  I Volontari di Giuseppe Cutolo; Postazione Giglio: Piazza Marco Clodio Marcello.