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ROMANIA. ALBA JULIA HA UN MUSEO DELLA TRANSUMANZA CON GLI APPULI

(Giuseppe PACE, Padova) Ho visitato Alba Iulia la prima volta nel 2004 con il collega romeno Joan Bodreanu, poi vi sono stato più volte perché è un’interessante città colta della Romania. In questa città furono barbaramente uccisi i tre eroi popolari romeni Closca, Crisan e Horea. La città di Alba Iulia si trova nella Transilvania a meno di 380 Km da Bucarest, sulle rive del fiume Mures. Fu sede della XIII Legione Gemina, che controllava il trasporto di oro estratto dai vicini monti auriferi o Apuseni che conservano gallerie romane trapezoidali su più livelli. Gli abitanti di Alba Iulia sono oltre 70,000 e la moderna autostrada la unisce più rapidamente alle altre città romene tra cui Deva, dove c’è il liceo straniero sez. bilingue italiano che mi ha visto in cattedra dal 2004 al 2008. Deva è interessante e moderna, ma Alba Iulia è considerata la capitale spirituale della Romania. La città fu fondata dai Romani nel II secolo d.C. sotto Marco Aurelio e distrutta dai Tartari nel 1241. Il nome della città è cambiato nel tempo fino a divenire quello attuale di Alba Iulia. La città dacica si chiamava Tharmis, i romani la chiamarono Apulum, poi cambiò il nome in Balgrad (Cittadella Bianca), poi in Alba Carolina oppure Karlsburg (sec. XI e XII), ex capitale dei Principati Romeni Uniti sotto Mihai Viteazul (Michele il Vincitore) nel 1600, in centro vi è un colossale monumento a cavallo di tale condottiero. Durante il Medioevo, Alba Iulia veniva considerata come la città socialmente e politicamente più importante. Dal 1599 al 1601 divenne la capitale dei principati uniti della Valacchia, Transilvania e della Moldavia. Centro importante della Rivoluzione del 1848 e simbolo dell’unità nazionale con il proclama dell’unità nazionale tra la Transilvania e la Romania nel 1918, importante centro economico, culturale (università e musei) e turistico. Alba Iulia fu la residenza dei principi di Transilvania e di un vescovo cattolico romano. Nel 1922 venne incoronato il re Ferdinando. Ad Alba Iulia, vi è un bel Museo dell’Apulia. Dentro vi sono libri dedicati alla transumanza tra Daci ed Appuli. La civiltà ultramillenaria della Transumanza non riguarda solo l’Italia, ma anche i Paesi oltre l’Adriatico che con la Puglia- Appulia, in particolare scambiava cultura e merci soprattutto ovini. Anche da Alba Iulia, a maggio i pastori lasciavano l’Apulia e vi rientravano lungo il tratturi antichissimi. Ad ottobre rifacevano il percorso inverso per svernare nella più calda Apulia, dove lasciavano formaggi, agnelli e soprattutto del buon letame per concimare i terreni. Questo metodo transumante è durato millenni, oggi è scomparso ma resta nella menoria collettiva di romeni della Judet Alba e della Puglia in particolare. Nel mio libro, edito da Leolibri.it: Ecologia umana internazionale e sviluppo ambientale sostenibile (esempio Italia e Romania), scrivo della Transumanza tra Puglia- con gli Appuli di Alba Iulia (dove c’è un interessante Museo dedicato agli Appuli, ch in Italia pochi conoscono a cominciare dagli attuali Appuli) e Transilvania con i Daci conquistati da Traiano solo nel 106 d.C. Ho insegnato 5 anni in Transilvania e queste relazioni con la Puglia sono poco note anche agli studiosi. La ultramillenaria civiltà della Transumanza trova in “Pastori” di Gabriele D’Annunzio una voce mondiale: “Settembre, andiamo. È tempo di migrare. Ora in terra d’Abruzzi i miei pastori lascian gli stazzi e vanno verso il mare: scendono all’Adriatico selvaggio che verde è come i pascoli dei monti. Han bevuto profondamente ai fonti alpestri, che sapor d’acqua natia rimanga né cuori esuli a conforto, che lungo illuda la lor sete in via. Rinnovato hanno verga d’avellano. E vanno pel tratturo antico al piano, quasi per un erbal fiume silente, su le vestigia degli antichi padri. O voce di colui che primamente conosce il tremolar della marina! Ora lungh’esso il litoral cammina La greggia. Senza mutamento è l’aria. Il sole imbionda sì la viva lana… Ah perché non son io cò miei pastori?”. La fine della Transumanza lungo il tratturo Pescasseroli-Candela, ad esempio, ha causato un calo demografico di Candela del 70%. Molti sono emigrati in Lombardia come lo scrittore Pasquale Castellano, di Candela, residente a Garbagnate Milanese (Milano), è autore di 13 libri di carattere storico, socio-antropologico e linguistico (dialetto) dedicati tutti al suo caro e lontano paese Candela. Cognomi diffusi a Candela sono. Gatta, Santarella, Sena, Tartaglia…Il Sindaco -del Partito Democratico della Sinistra, Partito Comunista- dal 1988 al 1993 fu Amato Giuseppe Tartaglia, poi tutti di partiti di centro e di centrodestra fino all’attuale dal 2011 del Popolo delle Libertà ed Unione di Centro, Nicola Gatta. Il clima a Candela è ed era ottimale per i pastori abruzzesi, molisani e montanari campani poiché la stazione meteorologica, esistente a Candela a 521 m di quota, è la stazione meteorologica di riferimento per il Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare e per l’Organizzazione Meteorologica Mondiale relativa alla località di Candela. In base alla media del periodo 1951-1980, effettivamente elaborata tra il 1952 e il 1975 e non dissimile a quella del trentennio di riferimento climatico 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +5,6 °C; quella del mese più caldo, agosto, è di +23,6 °C. Le precipitazioni medie annue fanno registrare il valore di 419 mm, con marcato minimo in estate ma comunque modeste in ogni stagione. Tali temperature erano miti rispetto a quelle del Sannio fino a Pescasseroli, nel cuore dei monti Marsicani, oggi, in pieno Parco Nazionale d’Abruzzo. Il Regio Tratturo Pescasseroli-Candela è il terzo tratturo, per ordine di lunghezza, dell’Italia Meridionale. Lungo 211 km, presenta sull’intero tracciato, da Pescasseroli in Abruzzo fino al confine fra Candela ed Ascoli Satriano in Puglia, una larghezza media di 60 metri. Era ancora in uso come direttrice della transumanza nel 1950-60. Alcuni storici, come il Wisemann, hanno ipotizzato che ricalcasse il percorso della via Minucia, una via consolare romana con reperto significativo scoperto dentro Bojano (CB), ex capitale del Sannio Pentro. I tratturi, invece, tra Daci ed Appuli sono da rivisitare e studiare come moderne vie di trasmissione di cultura turistica più che di ovini. Le principali fonti di economia sono date dalla industria di trattamento del cuoio e dalla industria vinicola.Alba Iulia è una bella città suddivisa nella parte alta (la cittadella), da dove si può godere del panorama del fiume Mures, e nella parte bassa dove si trova la cattedrale e la biblioteca Batthyaneum, nonchè un osservatorio. La cattedrale costruita nell’undicesimo secolo è stata rivisitata nella sua costruzione, con stile gotico, nel quindicesimo secolo. Nel museo si trovano molti resti ritrovati negli antichi siti delle colonie romane. Il Palazzo dei principi è una impressionante costruzione restaurata nel XVI secolo da Isabella e Ioan Sigismund. La Cattedrale dell’Unificazione del Popolo (Romano-Cattolica); chiesa che unisce in sé elementi dell’architettura valacca e moldava risalenti all’epoca di Matei Basare, Vasile Lupu e Costantino Brancoveanu. Inoltre si possono trovare quadri commemorativi del sovrano Mihai il Bravo e sua moglie dipinti in un affresco di stile neo bizantino, opera del pittore Costin Petrescu famoso per l’affresco nella biblioteca romanica di Bucarest. 

L’altro simbolo della città è la Cattedrale Cattolica di San Michele in stile romanico, risalente al IX-X secolo d.C.; è il più prezioso monumento medioevale della Transilvania, costruito nell’epoca tardo romana con stile di influenze gotiche. Anche questa venne distrutta dai Tartari nel 1241 e successivamente ristrutturata tra il 1250 e il 1291. La cappella risale al XIV secolo e, mentre una delle due torri fu alzata un secolo dopo da Iancu di Hunedoara, la seconda attualmente è incompleta. All’interno della cappella si trovano i sarcofaghi del sovrano Iancu di Hunedoara, di suo figlio Ioan, della regina Isabella e del figlio Ioan Sigismund, il primo principe della Transilvania. L’entrata gotica appartiene allo scultore francese Johannes de Saint. Punti d’attrazione del turismo culturale sono: il Museo di Archeologia, di Storia ed Etnografia, – la Sala dell’Unità (dove si è firmato l’atto dell’Unità della Transilvania con la Romania nel 1918),- la Biblioteca Batthyaneum (del 1794, con 60.000 libri, documenti e manoscritti tra cui anche il Codex Aurex dal sec. IX), – la Cattedrale romano-cattolica San Michele (sec. XIII in stile neoromanico, gotico, barocco, rinascimentale) dove si trova la salma di Iancu de Hunedoara,- la Cattedrale ortodossa (1921, stile rumeno antico) dove è stato incoronato il re Ferdinand I, il Palazzo Principesco (sec. XIV ), – il Palazzo Apor (sec. XVII stile Neorenascimentale con influenze barocche), – la Cittadella (1714-1734 in stile Vauban),
– l’obelisco di “Horia, Closca e Crisan”,- la statua di Mihai Viteazul (Michele il Vincitore, realizzata dallo scultore Oscar Han), – la statua della Lupa Capitolina (donazione del 1933 dalla città italiana di Alessandria),- la statua di Iuliu Maniu, i busti di I.I.C. Bratianu e Pan Halippa,
– le chiese ortodosse Il Riposo della Madonna (sec. XVII), Buona Notizia (sec. XVIII), Santi Apostoli Pietro e Paolo (sec. XVIII°), – la statua di San Giovanni Battista e la chiesa di legno (sec. XVIII spostata nella località Acmariu, com. Blandiana),- le vestigia romane: la casta della legione romana della XIII Gemina,- le vestigia romane delle città Colonia Nova Apulensis e Colonia Apulensis. Al liceo straniero, dove ho insegnato 5 anni, ho brindato con due colleghi romeni Grigor Hasa e Jan Bodreanu con una bottiglia di vino “Vecchia Apulia”. Grigor Hasa era Autore di molti saggi di epica storica ed inneggiava ai Daci più che ai Romani, ma i romeni di oggi sono discendenti dei daco-romani E LA Romania è un’isola latina in un mare slavo.