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San Giovanni. Il culto del Santo, tra credenze e antichi riti contadini

sangiovanni1La notte di San Giovanni patrono, tra le altre, delle città di Firenze, Formia e Torino, capita quest’anno con la luna piena. Un evento che avviene all’incirca ogni 15 anni e che nella cultura contadina assume un significato mistico particolare.
La festa del santo decapitato era solennizzata negli ambienti contadini con falò e riti collegati ad antichi culti solari e solari.
La festa cade nel periodo del solstizio d’estate, tempo di mietitura e con chiaro riferimento alla simbologia del fuoco e alle sue funzioni propiziatrici e purificatrici.
Per un credente restare la notte di San Giovanni con luna piena a vegliare all’aperto, bagnato dalla rugiada, equivale a ricevere una nuova purificazione come quella del battesimo.
Allo stesso modo le erbe aromatiche bagnate dalla rugiada della notte e raccolte prima del comparire dei raggi del sole, purifica dal peccato chi le mangia nel giorno di San Giovanni.
La notte di San Giovanni è anche conosciuta come notte delle Streghe: erodiate e sua figlia Salomè ai tempi del Cristo fecero decapitare San Giovanni Battista. Secondo la leggenda, alla loro morte per punizione divennero delle streghe condannate a vagare per il mondo su di una scopa. Con luna piena della notte di San Giovanni queste due streghe si danno appuntamento sopra il Battistero di San Giovanni a Firenze. Altre streghe che devono espiare peccati simili si radunano invece sulla cima delle piante di noce in una sorta di sabba.

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