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Calvi Risorta. Discariche della Terra dei Fuochi: “Se mi ammalo di tumore non morirò da solo”, il ministro Galletti: “… anche i cittadini hanno responsabilità…”

cartello_tumori(Gianluca Parisi). La pubblicazione dell’enciclica del Papa dedicata all’ambiente, avveniva proprio nei giorni in cui veniva scoperta dai media nazionali quella che è stata definita la discarica di rifiuti tossici più grande d’Europa, nel territorio di Calvi Risorta a ridosso dell’area dei Mazzoni nella tristemente ribattezzata “Terra dei Fuochi” in provincia di Caserta.
In quei giorni c’era rassegnazione e rabbia tra gli abitanti della zona: “Non ci possiamo fare nulla, camorra, industriali, politici corrotti inquinano e fanno soldi e le istituzioni fanno finta di nulla”; qualcun altro: “se mi ammalo di tumore non morirò da solo” dichiarazioni dettate da rabbia esasperata, comprensibili quando si leggono certe dichiarazioni del ministro dell’ambiente del governo Renzi, sig. Gian Luca Galletti. Il ministro disse, parlando della discarica più grande d’Europa “…ognuno ha responsabilità, anche i cittadini ce l’hanno, perché qualcuno non ha visto quello che doveva vedere o ha girato la testa…”.

Il Papa nella sua enciclica sull’ambiente ha parlato sopratutto del “diritto umano essenziale”, quello dell’acqua a base della vita e dell’ecologia sociale, constatando che nel mondo “…diversi Paesi sono governati da un sistema istituzionale precario, a costo delle sofferenze della popolazione”. Anche dove esistono normative sull’ambiente, non sempre vengono applicate. Tale concetto fu espresso dal Papa, proprio a Caserta lo scorso anno nel mese di luglio durante la sua prima visita in Campania.
Ed in Campania accade proprio questo: acqua inquinata e leggi che ci sono ma non vengono rispettate, anche dagli apparati preposti al rispetto e ai controlli.
La questione dell’acqua è fondamentale anche se di non facile comprensione. Le discariche tossiche ritrovate nella piana Campana del basso e medio Volturno, stanno inquinando la falda acquifera profonda con sostanze tossiche che introdotte nel ciclo alimentare generano tumori. In molte città della zona c’è un’anomalia riguardo l’acqua potabile portata dai consorzi idrici nei rubinetti delle abitazioni. Spesso quest’acqua è integrata dai comuni con pozzi propri che pescano nella falda, oggi oggetto di inquinamento dal percolato di queste discariche tossiche. Di questo pericolo la cittadinanza deve essere portata a conoscenza e lo Stato deve porvi rimedio. Non basta chiudere i pozzi come si è fatto a Casal di Principe, ma fornire tutti (anche gli agricoltori) di acqua non inquinata da sostanze tossiche, controllata dai consorzi idrici o strutture statali. pozzi_comitatiMa chi governa fa finta di niente ed allora accade che i cittadini campani stanno pagando un conto salatissimo del degrado ambientale, delle mancate bonifiche e dai mancati interventi di prevenzione. Questo conto, proprio come scrive il Papa nell’enciclica ricorrendo allo spagnolismo ‘inequità’, genera disuguaglianze e i cittadini campani stanno pagando questo conto morendo sempre più di tumore. Ad incassare il conto le case farmaceutiche, perchè anche le chemioterapie sono un affare.
Le istituzioni italiane devono monitorare l’aria, l’acqua e i cibi prodotti nella piana Campana, avviare un vasto programma pubblico di profilassi per la prevenzione dei tumori con visite gratuite e screaning sanitari a tutta la popolazione.