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Telefonia. La tassa occulta sui telefoni cellulari

Chi l’avrebbe detto che avremmo rimpianto i tempi in cui si chiamava con scatto alla risposta (retaggio del vecchio gettone da cabine telefoniche) e consumo sugli effettivi secondi o minuti di conversazione. Oggi di queste tariffe non c’è più traccia. Vodafone ad esempio, fanno sapere da un centro abilitato, parte da un minimo di 10 euro al mese per 400 minuti + Sms + Internet. Wind per le vecchie tariffe a consumo ha introdotto lo scatto settimanale di 19 cent. a prescindere se si usa o meno il telefono e Tim si è gradualmente adeguata. Anche le vantaggiose tariffe di Tiscali al secondo, a consumo sono in via di estinzione. Avranno fatto mica cartello? Intanto sono già partite le prime segnalazione delle associazioni di consumatori all’Antitrust, in attesa che venga fatta chiarezza su quella che appare essere una tassa celata sul possesso del numero telefonico. E col raoming internazionale azzerato le prospettive per il cartello telefonico italiano non sono rosee. Da giugno 2017 con la numerazione europea può convenire acquistare un nuovo numero telefonico di un altro operatore di un paese dell’U.E, a prezzi se non proprio vantaggiosi, almeno più giusti di quelli italiani. Intanto oggi le persone che usano in Italia solo per parlare o per brevi comunicazioni risultano penalizzate da questa tassa ( e questa volta non di Stato) dei cartelli telefonici. (gia.par.)