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GIANLUCA MARTONE: LA MIA GUERRA DAVANTI AGLI OSPEDALI DEL SUD CONTRO L’ABORTO

(IlMezzogiorno) Gianluca Martone, giornalista e nostro collaboratore, da anni impegnato nella lotta contro l’aborto terapeutico, ci ha inviato una testimonianza della sua battaglia in difesa del valore della vita che pubblichiamo di seguito: “Mi chiamo Gianluca Martone, ho 36 anni e da due anni ho iniziato una vera e propria crociata in difesa della Vita davanti a sette ospedali del Centro- Sud Italia: l’Ospedale “Loreto Mare” di Napoli, dove vengono praticati oltre mille (tra i 1100 e i 1300) aborti ogni anno, il “Cardarelli” di Campobasso, nel quale vi è un solo medico abortista, il quale ogni anno effettua circa 400 aborti, il “Moscati” di Avellino, con il raccapricciante primato di circa 5 mila aborti ogni anno circa, compresi quelli terapeutici, il “Rummo” di Benevento, con circa 500 aborti ogni anno, nonostante l’assenza di medici abortisti, il “Gli ospedali Riuniti” di Foggia, noto come Capitale del Mezzogiorno per quanto riguarda gli aborti, con circa 1000 aborti ogni anno circa, il “Policlinico di Bari”, che ha iniziato la diffusione della micidiale pillola abortiva Ru486 nel 2010, nel quale vengono praticati circa 1000 aborti ogni anno e, infine, il “San Carlo” di Potenza, con circa 400 aborti ogni anno.

Perché ho intrapreso questa “guerra” e soprattutto perché ho scelto questi sette ospedali? Le risposte a queste due domande fanno riferimento a due date: 17 febbraio 2017 e 17 maggio 2017. Nel febbraio 2017, nonostante fossi un giornalista noto nel panorama nazionale (avevo fatto diverse conferenze sull’ideologia di genere in diverse città italiane e avevo ricevuto il Premio Internazionale Anti Mafia Livatino- Costa- Saetta per questo impegno civico), stavo attraversando un periodo molto difficile sia a livello personale che familiare. Proprio in quel momento, feci un viaggio in Veneto, conoscendo il Priorato di Lanzago di Silea della Fraternità San Pio X, il cui Priore, don Luigi Moncalero, mi consigliò di andare a fare gli Esercizi Ignaziani ad Albano. Quella stessa notte, era il 17 febbraio 2017, data indimenticabile nella mia vita, di cui ho parlato anche in diverse interviste di recente, ho sognato i bambini abortiti pieni di sangue, morenti, i quali mi dicevano: Gianluca vieni a salvarci. Io mi svegliai immediatamente, sconvolto da quel sogno, iniziai a prendere in considerazione, una volta tornato a casa, i consigli del mio amico Giorgio Celsi, il quale mi invitava ripetutamente ad andare davanti agli ospedali. Da parte mia, io avevo paura. Ma da quel momento in poi tutto cambiò. Dal 28 febbraio 2017, iniziai questa crociata davanti al “Rummo” di Benevento, dove nel frattempo era andato in pensione l’unico medico abortista ed era stato sospeso il “servizio abortivo”. Purtroppo, la Lidu (Lega Italiana Diritti dell’Uomo) fece pressione sulla dirigenza dell’ospedale e fece riprendere il servizio al Rummo, con circa 500 martiri innocenti della mia città uccisi ogni anno.
Subito dopo, iniziai ad andare al “Moscati” di Avellino, al “Cardarelli” di Campobasso e al “Loreto Mare” di Napoli. Tuttavia, nonostante la mia grande volontà, le risorse erano poche (la mia carissima amica Silvana De Mari non mi ha mai fatto mancare il suo appoggio) e, soprattutto, dal punto di vista spirituale, non ero ancora inattaccabile. Nel mese di maggio 2017, andai a fare per la prima volta i Santi Esercizi Ignaziani al Priorato di Albano e, durante la notte del 17 maggio 2017, sognai che stavo andando in un fuoco terribile, quando improvvisamente fui salvato dalla Madonna. Mi svegliai improvvisamente, volevo lasciare il Priorato, ma convinto dal Priore, don Aldo Rossi, restai e da quel gesto, la mia vita cambiò completamente. Nei mesi successivi, ho iniziato ad andare tutti i giorni alla Santa Messa Tridentina, a far dire tantissime messe per i numerosi benefattori e i loro defunti (sono molto devoto alle anime sante del Purgatorio) che, con grande generosità, mi stanno aiutando in questa impresa quasi impossibile (dico quasi perché nulla è impossibile a Dio), e a Benevento, ci sono ben tre sacerdoti amici che non mi fanno mai mancare i sacramenti ogni giorno dal 20 agosto 2017.
Spinto da una forza incredibile e dall’onnipotenza della Santa Messa, che mi ha cambiato la vita, decisi di aggiungere anche gli ospedali di Bari, Foggia e Potenza a questa impresa, coprendo quindi tutte e quattro i capoluoghi di Regione del Sud Italia: Molise, Puglia, Campania e Basilicata e, oltre a Benevento, i due ospedali più attivi del Mezzogiorno: il “Moscati” di Avellino e il “Riuniti” di Foggia. Dinanzi alle difficoltà oggettive, anche di natura economica, il Signore sta sospingendo questa impresa con grazie incredibili e incessanti e, nonostante la collaborazione con alcune associazioni pro life, che mi hanno chiesto di separare il volontario pro vita dal Gianluca innamorato della Messa Tridentina, sto andando avanti con questa iniziativa per amore di Dio, della Vita e delle donne e dei bambini.
Il grande don Oreste Benzi, uno dei sacerdoti che ho preso come esempio in questa crociata pro life, disse:” Oggi, mentre siamo qui, cinquecento bambini, in media, vengono sgozzati e uccisi. Omicidio premeditato, voluto, in Italia. 180mila l’anno. Ma queste creature urlano, e il grido loro sale a Dio. Mentre si sta vicino a Dio questo grido lo si sente, ma se non lo si sente, vuol dire che qualcosa c’è da rivedere nel nostro rapporto con Dio e con i fratelli. Non posso dare indirettamente il mio permesso; chi tace – ma non è un tacere con la parola soltanto – chi tace con i fatti è complice del delitto. Le nostre mani – si voglia o no, anche se dà fastidio – grondano sangue”. Da parte mia, io non voglio tacere e, fino a quando Dio vorrà, continuerò a dare voce in trincea davanti agli ospedali a questi innocenti martiri, i veri dimenticati di questa nostra società scristianizzata, che ha dimenticato e smarrito il Valore infinito della Vita per ciascuno di noi dal concepimento alla morte naturale.