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Pratella e Riardo, qualcosa pur si muove con della Buona Acqua.

Giuseppe Pace (Esperto di Ecologia Umana Internazionale). PADOVA. Ieri in una frequentatissima palestra di Padova ho visto che gli allenatori bevevano Acqua Ferrarelle. Mi ha fatto particolarmente piacere come mi gratifica vedere nei supermercati ed ipermercati tra le tante acque minerali anche due in particolare la Lete e la Ferrarelle. Esse mi ricordano le ormai lontane radici di contrade, che erano e restano vicine alle località delle due rinomate acque citate prima. A pochi giorni dallo storico risultato elettorale politico nazionale, molti evidenziano la netta divaricazione dell’elettorato meridionale dal resto. Alcuni chiamano ancora il nostro Sud “Regno dei Borboni”. Certo è che l’economia e la società italiana è molto diversificata ma con una forbice più evidente tra settentrione e meridione. Ad un Convegno sulla ipotesi della Galleria del Matese, il 30 gennaio 1999, a Cusano Mutri, chiesi a un Generale dei Carabinieri in pensione, che presiedeva la Comunità Montana del Titerno, se era vero o meno che l’azienda dell’acqua x fosse in odore camorristica. Mi rispose così:”purtroppo in Campania basta avere un buon bilancio aziendale che si alzano facilmente voci infondate”. Qualche anno fa, ad esempio, mi parlò bene dell’Acqua minerale Ferrarelle un mio ex compagno di scuola superiore di Piedimonte Matese, che aveva lavorato a Riardo in quell’azienda per alcuni decenni e mi condusse con il nipotino a visitare l’oasi della Ferrarelle. Riardo, piccolo-medio comune campano (con gli attuali circa 1400 residenti, ma nel 1991 ne ha avuti massimo 2633 non ha avuto quell’esodo di altri comuni dell’alto territorio casertano) è conosciuto per la presenza di acque minerali nel proprio territorio, come Santagata (si tratta di un’acqua effervescente naturale che nasce nella zona di Val d’Asino, vicino alla piana di Riardo. Si contraddistingue per il contenuto di calcio, magnesio e anidride carbonica naturale) e Ferrarelle, che hanno qua la fonte e gli stabilimenti. all’estero. Sull’origine del nome e sulla sua storia c’è da dire che Riardo ha antiche origini, sicure sono le testimonianze del IV sec. a. C. e i Romani già conoscevano le sue acque minerali benefiche. Le notizie che si hanno sull’origine etimologico del nome di Riardo, come di tantissimi (dei quasi 8 mila comuni italiani con i 550 campani di cui 104 casertani) sono un misto di storia e leggenda e si narra che durante la II guerra punica, Annibale passò per Riardo ed abbia buttato del sale sul villaggio che avrebbe poi chiamato Riardus. Un’altra ipotesi è che l’acqua minerale, allora probabilmente molto frizzante, desse l’impressione di “ardere” a chi la beveva, da qui rivus ardens poi diventato Riardo. Fa piacere comunque sapere che nella mia regione di nascita (anche se la preferirei chiamare Sannio quella parte di Campania a nord di Caiazzo) il Bilancio di un’azienda come la Ferrarelle del 2014 abbia avuto un fatturato di € 115 milioni con 800 milioni di litri prodotti. Ferrarelle SpA ha presentato i risultati dell’esercizio 2014 e le principali iniziative previste per il 2015. L’azienda ha chiuso il 2014 con 800 milioni di litri imbottigliati, registrando un fatturato netto di circa 115 milioni di Euro e soprattutto un Ebitda di 13 milioni, dato in crescita rispetto ai 9,2 milioni dell’esercizio precedente. E il 2015 è iniziato all’insegna di importanti novità messe in campo dall’azienda per affrontare un mercato sempre più competitivo. Il più importante impegno economico-industriale del nuovo anno è rappresentato dal progetto R-PET, un investimento complessivo di 34,1 milioni di euro di cui 25,5 concessi tra contributo in conto impianti e finanziamento agevolato da Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, con la quale è stato siglato un accordo lo scorso gennaio. Ferrarelle SpA realizzerà in Campania un nuovo grande impianto di produzione, attivo a partire dalla primavera 2016, in cui tutte le bottiglie provenienti dalla raccolta differenziata saranno prima selezionate, macinate, lavate e sarà loro conferito un grado alimentare pari a quello della materia prima vergine, per poi dar vita a nuove preforme, lo stato embrionale dei contenitori prima di diventare bottiglie attraverso la soffiatura industriale, che avverrà negli stabilimenti di Riardo e di Boario. Conosco non poche e non poco delle 20 regioni italiane e le sue principali acque minerali, che, da docente, facevo studiare agli studenti per le loro qualità salutari sia pure nelle linee generali dell’acidità, basicità, oligoelementi chimici, ecc.. A pochi km dell’acqua Ferrarelle di Riardo c’è anche la nota Acqua Lete, vicina al fiume, che ha origine nella sua alta valle nel territorio di Letino, il mio paesetto nativo. Tale acqua è rumorosa perché fa notevole eco quando scende dalle Rave fino a quasi la Trattoria delle Trote di Prata Sannita, poi è silenziosa fino ad immettersi a sinistra dello storico fiume Volturno. Anni fa a Letino, Gallo M., Prata S., Pratella le donne hanno una pelle più tonificata e liscia, dicevano i giovani in cerca di moglie. Me lo ha ridetto Sabatino Ricci di Ciorlano.Visitando quello stabilimento a Pratella, anni fa in compagnia del mio amico Pasquale Cervo di Caiazzo e il più giovane Arnone (allora vi erano anche i cortesi genitori) mi resi conto della moderna concezione aziendale e tecnologica che anche fa onore al nostro Mezzogiorno come l’altra realtà aziendale, Ferrarelle, del vicino paese di Riardo. Sull’acqua e sui miti ad essa legati vi è una vasta letteratura non ultima è il riconoscimento al messicano Guillermo Del Toro che realizza nel 2017 “La forma dell’acqua”, film vincitore del Leone d’Oro a Venezia e del Golden Globe per la miglior regia. Tra Letino, Prata, Pratella e Riardo la letteratura classica ci ha lasciato segni ambientali interessanti per valorizzare il territorio compreso il valore terapeutico delle sue acque. Attualmente il presidente nazionale della Confindustria è meridionale. Il Sud è un gigante politico ed un nano economico, viceversa il Nord. Fa meditare la recente divaricazione nord-sud espressa dall’elettorato, che può anche essere foriera di nuovi tempi, di nuovi equilibri economico-sociali. La modernità e la competizione aziendale di merci e servizi costituiscono fattori di qualità necessari per conquistare nuovi mercati poiché l’utenza è sempre più esigente nel mercato nazionale e globale. L’impianto R-PET sarà dotato delle più moderne tecnologie industriali in materia di riduzione del consumo energetico. Grazie a questo investimento, si doterà inoltre lo stabilimento di Riardo di un sistema di automatizzazione della logistica e di una nuova linea di imbottigliamento PET. “Promuovendo la cultura del riciclo e della raccolta differenziata, questo progetto è un nuovo tassello che Ferrarelle SpA aggiunge con orgoglio al proprio piano di sostenibilità ambientale, avviato in modo molto concreto nel 2009 con l’installazione di un grande impianto fotovoltaico”, sostiene Giuseppe Cerbone, Direttore Generale per le Attività Industriali. “Nel nuovo impianto di produzione saranno inoltre impiegati circa quaranta nuovi addetti, e l’azienda è particolarmente orgogliosa di poter offrire al suo territorio d’origine una nuova, importante, opportunità di sviluppo”. A Riardo poi vi è l’oasi del Fondo Ambiente Italia: «Della superficie dell’oasi, 88 ettari sono adibiti a coltivazione biologica certificata», ha spiegato Michele Pontecorvo, responsabile della comunicazione per Ferrarelle. «All’interno dell’oasi, e grazie ai consigli del Fai, abbiamo recuperato e riadattato una vecchia masseria, riconosciuta come fattoria didattica per le scuole. Il nostro intento è anche di essere un polo di riferimento per i tanti piccoli produttori agricoli della zona che non possono accedere ai grandi mercati». «In Italia si pensa che tutto il paesaggio campano sia compromesso», ha detto Marco Magnifico, vice presidente esecutivo del Fai. «Non è vero ed è per questo che vogliamo dare voce a un pezzo di Campania intatta». Riandando nella memoria al castello medievale di Letino, forse costruito solo per una piccola guarnigione di soldati, anche quello di Riardo è d’origine dei Longobardi ed abbellito forse dai Normanni. Il castello di Riardo però fu ideato per ospitare più persone e sicuramente anche i nobili e nel periodo del suo massimo splendore era composto da un piano seminterrato, in buona parte ancora da riscoprire, dal piano terra e da ben due piani superiori. Le origini del castello di Riardo dovrebbero risalire al periodo dei longobardi e più esattamente alla seconda metà del sec. IX periodo in cui i rampolli della famiglia Castaldei innalzarono a difesa dello stato sia nella contea che nel principato di Capua diverse rocche e castelli nei punti più strategici. Elemento di grande interesse architettonico è il grande finestrone arcuato dal quale lo sguardo è in grado di spaziare fino al mare attraverso la piana del Savone. Altro elemento di buon interesse è torre maestra che nella sua parte più alta si caratterizza per muri cavi al cui interno venne ricavata una scala che conduce sino alla sommità del mastio. Gli influssi angioini vengono desunti dalla zoccolatura a “zampa d’elefante” e dalla merlatura. Aveva ragione il mio ex compagno di scuola a Piedimonte d’Alife degli anni Sessanta e nativo di Baia-Latina, la Ferrarelle è proprio buona e me ne rallegro anche come meridionale d’origine! Di Riardo è nota la fiera leader del settore arredamento/mobili in tutta Italia e oltre con una vastissima superficie coperta espositiva ed un parco attrezzato di 600.000 mq. Poco tempo fa ho sentito per telefono la voce di un più giovane di me, direttore di moderno ed incisivo mass media online campano, che parlava di Riardo con passione storica. Mi riferiva anche le vicende del passaggio Del tunisino Annibale avvistato dal romano “Temporeggiatore” che guidava l’esercito minoritario di Roma, mi sembrava di riudire la voce di un nostro più anziano e non più vivente uomo illustre di Piedimonte d’Alife, che ne volle il cambio del nome in Matese, come ho ampiamente illustrato nel mio saggio “Piedimonte M. e Letino tra Campania e Sannio” Energie Contemporanee Editrice, Padova 2011, che spero di poter presentare anche a Riardo l’estate prossima in una delle manifestazioni locali che servono anche ad alimentare l’industria del turismo, che nel nostro Mezzogiorno è sottostimata. Del saggio su “Letino tra mito, storia e ricordi” l’Acqua Lete mi fece da sponsor acquisatndone, sia pure limitatamente, 50 copie, che ancora ringrazio.