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Teano. Monastero Santa Caterina, Suor Giovanna ha festeggiato 50 anni di clausura

(Servizio di Paolo Mesolella) TEANO- Monastero di Santa Caterina – Il miracolo della preghiera. Cinquanta anni di vita claustrale, due lustri trascorsi in preghiera tra le mura austere di un antico monastero di clausura. Pregando giorno e notte in adorazione perpetua davanti al Santissimo Sacramento. A Teano, in provincia di Caserta, come a Ronco di Ghiffa in provincia di Verbania, le monache di clausura si alternano in adorazione, giorno e notte, da almeno cent’anni. E’ dal 1906, infatti, che qui, in chiesa, davanti al Santissimo Sacramento, c’è almeno una monaca che prega. Sono le monache benedettine dell’adorazione perpetua del Santissimo Sacramento, un ordine monastico fondato da Suor Matilde de Bar 400 anni fa e che perpetuano negli anni, nel nascondimento, il miracolo della preghiera e dell’adorazione eucaristica in un momdo distratto da tante cose. Il 9 settembre scorso, a Teano, nella bella chiesa del monastero delle monache benedettine del Santissimo Sacramento, suor Giovanna della Madre di Dio, al secolo Clorinda Fusco, ha celebrato il suo 50° anniversario di consacrazione monastica. Una cerimonia molto semplice per una donna che ha dedicato oltre mezzo secolo di vita alla preghiera. Da quando aveva 16 anni, infatti, fino ad oggi, ha trascorso la sua vita nella sua piccola cella del monastero di Teano. Alla concelebrazione c’erano mons Giacomo Cirulli, Vescovo della diocesi di Calvi e Teano, la Madre Priora Raffaella Brovelli e Madre Maria Renata Quariglio, fondatrice di un monastero in Messico, arrivate da Ronco di Ghiffa (Verbania), la Presidente della federazione e priora del Monastero di Roma, Madre Ester, cinque sacerdori, 16 suore e tanti fedeli.

Tra le monache del monastero, oltre a suor Giovanna, c ‘erano suor Angela, originaria di Teano, suor Raffaella di Conca della Campania e suor Marie Cecilie, nata a Parigi. E’ entrata dapprima nel monastero di Ghiffa e poi, nel 2012, è arrivata in quello di Teano. Nel coro, c’era la bellissima statua in legno della Madonna che è la vera badessa del monastero. In tutti i conventi dell’ordine, infatti, è la Madonna la Badessa del monastero, per questo viene sistemata la sua statua nel coro, con il pastorale nella mano, affinché accompagni le sorelle benedettine nella preghiera.
Suor Giovanna è nata 69 anni fa, il 4 agosto 1949, a Gallo di Roccamonfina, in provincia di Caserta: è entrata nel monastero di Teano a 16 anni e vi è rimasta 68 anni, fino ad oggi. Suo padre aveva conosciuto e lavorato per i monaci francescani sui Monti Lattari a Roccamonfina. Ma la sua vocazione si è fortificata grazie all’Azione Cattolica e agli esercizi spirituali che frequentava nel monastero. Il parroco di Roccamonfina, poi, don Vincenzo De Livo, l’ha aiutata nel discernimento vocazionale, finché nel 1968, cinquant’anni fa, non si è consacrata a Dio nel Convento delle monache benedettine del Santissimo Sacramento di Teano.
In quel lontano 1968 aveva 19 anni, cantò il “Suscipe me Domine”, Accoglimi o Signore, pronunciò i voti di obbedienza, conversione dei costumi e stabilità, e da allora non ha lasciato più il convento. La madre priora era Madre Imelda Trapattoni, nelle sue mani affidò il suo voto di obbedienza. “Durante tutti questi anni, spiega, nel convento ho aiutato le consorelle a svolgere tante attività: l’orto, l’asilo dei bimbi, la scuola di ricamo per le adolescenti, la produzione di ostie, di icone, di oggetti di artigianato. La nostra giornata è scandita dalla preghiera e dall’adorazione eucaristica, dalla mattina alla sera, ma anche dal lavoro. La sveglia è alle ore 5.20, poi vi sono l’ufficio delle letture, le lodi, la Santa Messa, la formazione permanente, i vespri, il rosario e la compieta delle 21. Il giovedì e durante le feste c’è l’esposizione del SS. Sacramento fino all’ora del vespro. Poi ci sono i turni di adorazione al SS. Sacramento sia di giorno che di notte. Suor Giovanna è entrata per la prima volta nel convento di Teano nel 1968, proprio nell’anno in cui i giovani vivevano la “rivoluzione”, libertina del sessantotto. “Suor Giovanna, le ha detto il Vescovo durante l’omelia, tu hai vissuto 50 anni in preghiera e ne hai viste di tutti i colori. Anche nella Chiesa. Dal Concilio Vaticato II a quello che sta accadendo oggi. Ti sei aggrappata a qualcosa di duraturo: mentre tutto cambia, tu sei rimasta ferma, come una roccia alla tua scelta di Dio. Io ti auguro di rimanere così fino alla fine, fino a quando Dio non vorrà svelarsi ai tuoi occhi. Papa Francesco ti ha voluto impartire la sua benedizione apostolica. E’ un grande dono avere una monaca di clausura che prega per noi. La vostra presenza a Teano, da secoli, ha aiutato la diocesi a crescere nella santità, per questo ti chiedo di pregare per il papa, per i vescovi e per me che ne ho tanto bisogno”.
Madre Raffaella, la priora di entrambi i monasteri di Ghiffa e di Teano, ha parlato di un vero e proprio miracolo. “Una giovane che oggi ha il coraggio di entrare in un monastero e decidersi per una vita di clausura, ha detto, è un miracolo. In qualche modo testimonia che il Signore chiama anche oggi, nonostante le lusinghe e le contraddizioni di questo mondo che, non aiutano a fare questa scelta d’amore. La cerimonia di oggi ha celebrato il trionfo degli umili. I canti bellissimi e la chiesa piena di fedeli hanno dimostrato che la nostra vita di monache di clausura, è paragonabile alla radice delle piante. Anche se la radice rimane nascosta, permette al fiore e all’albero di germogliare, crescere e diventare grande. Noi siamo monache adoratrici e riparatrici. Purtroppo oggi non si parla più di peccato, si parla solo della misericordia di Dio. Ma il male ed il peccato esistono ancora. Quello antico lo ha riparato Cristo con la sua morte in Croce, quello odierno bisogna ripararlo con le preghiere e noi siamo collaboratori di Cristo nel riparare i peccati di oggi. La nostra vocazione è una chiamata ad imitare, mediante la vita contemplativa, l’offerta che Gesù fece di sé al Padre sul calvario e che si rinnova perennemente nel sacrificio eucaristico per la salveza delle anime. Incontriamo Cristo nella sua carne e nel suo sangue adorandolo giorno e notte, prolungando così ciò che avviene durante la Santa Messa. Troviamo nella Regola di San Benedetto da Norcia i mezzi che ci aiutano a realizzare la nostra vocazione: la preghiera, l’adorazione, il silenzio, l’umiltà, l’obbedienza e l’estrema povertà”. Nel convento della suore benedettine di Santa Caterina c’é anche suor Angela: è nata a Teano, è entrata in convento come novizia nel 1966 e tre anni dopo, nel 1969, è diventata monaca di clausura. Il prossimo anno anche lei festeggerà il 50° di consacrazione monastica. In tutti questi anni è rimasta chiusa in monastero ed ha avvertito i cambiamenti del suo paese dall’interno delle antiche mura. “Per me, spiega, quando vedo e penso al mondo fuori di qui, avverto che non vi sono più gli ideali ed i punti di riferimento di un tempo, per cui vedo i nostri giovani disorientati. A volte mi sembra di vedere tanti matti che corrono senza meta e senza alcun ideale”.