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Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità dell’ONU

(Francesco Felice Previte) Il prossimo 6 dicembre 2018 ricorrerà il dodicesimo anno dall’adozione della “ Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità” avvenuta a New York da parte dell’ONU ( Distr.General A/61/617 Sixty First Session ), ratificata e pubblicata dalla Gazzetta Ufficiale Italiana n. 61 del 14 marzo 2009 dal Parlamento Italiano il 20 febbraio 2009, (con un Preambolo e 50 articoli, ) compreso il Protocollo Opzionale ( composto da 18 articoli ), incarnata, dopo, nella legge 3 marzo 2009 n. 18 speciale dossier ) .Ma cosa è la “ Convenzione “si domanda il cittadino e cosa serve ? Il Testo o Documento emesso dall’ONU il 6 dicembre 2006 condiviso da 191 Paesi, promuove e protegge i diritti e la dignità degli esseri umani colpiti da infermità fisica o psichica senza discriminazione e che la disabilità è il risultato del processo od interazione di persone colpite con deficit In sintesi questa cooperazione internazionale serve per il miglioramento delle condizioni dei deboli, soprattutto in quei Paesi più poveri dove “costoro” vivono in condizioni di indigenza e povertà, come saggiamente ci ricorda Papa Francesco che “ I cristiani non siano superbi, avidi ed ipocriti ( Angelus 9 novembre 2015 .). Siamo stati e tutt’ora restiamo in perfetta sintonia :

1) con la Santa Sede, che ha richiesto al mondo nel 2007, compreso l’Italia, “precise riserve così da escludere ogni riferimento all’aborto, sia come diritto che come modalità e metodo della salute riproduttiva” ( Dichiarazione del 13 dicembre 2006, a New York dai Cardinali Migliore e Lozano Barragan ) ;
2) con il mondo della disabilità a difesa dei diritti e della dignità umana, che ha subito una evidente discriminazione .
La “Convenzione” è stata elaborata, anche, con l’intento di sostituire politiche sociali difformi, come la mancata riforma delle leggi 180 e 833 del 1978 che hanno chiuso in Italia i “manicomi” senza strutture alternative, “momento” nel quale dal 2007 si poteva applicare in Italia quelle norme migliorative ai sensi dell’art. 4 della Convenzione in conformità con la legge italiana 104/1992 .
Infatti la n/s Petizione al Parlamento Italiano del 2 gennaio 2009, come consenso vincolante ai sensi dell’art. 42 della “Convenzione”, “suggeriva” al Parlamento ed al Governo di adottare “norme migliorative” ed inoltrare al Segretario Generale delle Nazioni Unite quelle “precise riserve” intese :
1.) ad escludere l’aborto e quanto é contro l’etica, con un emendamento ai sensi dell’art.47/1 della “Convenzione” stessa ;
2.) all’applicazione delle “norme migliorative”, cioè riforma delle leggi 180 e 833 sulla chiusura degli ex-ospedali psichiatrici, previste dall’art 4 della “Convenzione”, attese dalle famiglie degli handicappati psichici e dall’opinione pubblica dal 1978 .
La Dichiarazione Vaticana del 13 dicembre 2006 ha chiaramente espresso l’utilità della “Convenzione”, ribadendo, però, la posizione della Chiesa, che ampiamente approviamo, sui concetti della salute sessuale e riproduttiva (art.23 e 25 ), ponendo in risalto la dimensione umana del concetto “persona”come effettuato “alacremente per farne un testo efficace e sottoscrivibile” e “con criteri diversi, comprensivi del divieto dell’accesso all’aborto”, ( dalla Dichiarazione del Cardinale Lozano Javier Barragan ex- Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari Pastorale della Salute ) .
Bisogna considerare che la natura giuridica della Santa Sede è speciale, in quanto comprende la Città del Vaticano, che è anche Governo Centrale della Chiesa e la sua approvazione, “equivarrebbe ad offrire una cauzione morale nell’insieme del testo giuridico”( Card. Lozano Javier Barragan ), un sostegno morale ad un provvedimento in contrasto con la morale specifica dei Documenti Dottrinali e del Magistero della Chiesa Cattolica . A nostro modesto avviso la riproduzione e la pianificazione familiare, così come “presentati”, sono in netto contrasto con l’art.10 della “Convenzione” dove “viene garantito il diritto inalienabile alla vita ; con l’art.15 “dove nessuno dovrà essere sottoposto ad esperimenti medici scientifici”; con l’art.16 dove si protegge “ogni forma di sfruttamento, violenza od abuso”. Soprattutto quello di una eutanasia mascherata per distruggere la vita senza senso, negazione della vita nascente, con una apparente “eliminazione” di anziani non autosufficienti, disabili fisici, handicappati psichici, malati terminali, in contrasto con l’art.25/f che “impedisce il rifiuto dell’assistenza sanitaria nonché di alimenti o liquidi a causa della disabilità “.
Le n/s riserve fanno parte della preoccupazione, dichiarate dalla Chiesa Cattolica, dalle famiglie, dall’opinione pubblica, affinché il mondo della sofferenza, del dolore, della disabilità sia portato a migliorare la condizione di vita e protezione della salute .
Sui mezzi di controllo della natalità si è prodotta una confusione morale, specie in quella parte, non solo del mondo civile, quando le modalità stabilite nella “ Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità ” potevano e possono causare gravi danni alla dignità della persona, alla sua nascita, alla sua vita fino alla morte naturale riconosciuta dalla ragione umana e dalla morale cattolica, nonché quale segno di civiltà .Debbo sottolineare che la “Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità” segna un distacco molto chiaro da un approccio medico-assistenziale ad un approccio legato ai diritti umani, ma con l’obiettivo precipuo di affermare con notevole incisione che tutti i cittadini, deboli ed indifesi, disabili fisici o handicappati psichici, devono godere degli stessi diritti !La nostra cultura deve dare una civile, soprattutto cristiana solidarietà, una chiara risposta etica ed un impegno sollecito per garantire la sicurezza e la dignità di ogni cittadino disabile ed il “peso” di questa “ situazione” é svolto in parte, soprattutto, da Opere Cattoliche tipo don Orione, don Guanella, Opera don Gnocchi, Fatebenefratelli ecc.
Queste nostre “riflessioni” non hanno la pretesa di far “ripensare” il Parlamento a rivedere quanto di non positivo ha la “Convenzione”, ma di consolidare e dire a quanti non hanno valutato il rispetto della persona umana, soprattutto sofferente, che è un principio inscindibile ed irrinunciabile dell’uomo, come giustamente avvertiva il S. Padre Paolo VI° ed affermava che “il popolo di Dio” (compreso i cattolici) e la nostra società, non è quella dell’avere, ma dell’essere. Il resto non conta !“.
Che il Signore ci aiuti, ci illumini, ci benedica tutti e la Madonna della Misericordia perdoni coloro che hanno perso la giusta via ! E con le parole del Santo Giovanni Paolo II° : “ Andiamo avanti con speranza”.